Editoriale
È difficile parlare di questo Tour, per questo ne parliamo poco e in un certo modo. Per questo non lo celebriamo affatto perché non c’è proprio NULLA DA CELEBRARE, perché questa è stata una corsa cerebrale, nel senso che mi ha arrovellato la testa, martoriato il cuore e lasciatemelo dire, mi ha fatto girare anche e di parecchio gli zebedei. Quindi scusatemi se non vi elargisco una copertina ad hoc e altri ammennicoli giornalistici. Questo Tour non mi è piaciuto affatto, come del resto al 60% dei navigatori di tuttobiciweb.it, che si è schierato contro, ha urlato la propria rabbia, inviandoci una montagna di e-mail, che per questioni di spazio e di tempo pubblicheremo sul prossimo numero.

Doveva essere il Tour della rinascita, della credibilità e invece è stato il TOUR DEL RIDICOLO, iniziato in pompa magna come sempre, con Londra in delirio e gli organizzatori del Tour a delirare: «Questa sarà la corsa della pulizia, di una nuova ripartenza». Intanto da Londra sono partiti tutti, anche i sospettati con i loro sospetti. Ad un anno dall’Operacion Puerto le seimila pagine del dossier spagnolo sono ancora lì, sul tavolo dei solerti e zelanti avvocati dell’Uci che non hanno ancora letto nulla se non mille paginette e i dinamici organizzatori del Tour che un anno fa avevano fatto pressione sulle squadre affinché cacciassero i corridori in odore di Eufemiano Fuentes, quest’anno si sono limitati a far firmare ai corridori un documento di autocertificazione dove ognuno non ha fatto altro che aggiungere alle già ben note bugie, ALTRE BUGIE.

Aso e Uci uniti nella lotta al doping, con un modulo che ha CERTIFICATO SOLO L’IPOCRISIA e la miopia di certi dirigenti. Dopo aver fatto di tutto per smascherare chi c’era dietro i nomi in codice e da decrittare di Hijo de Rudicio e Birillo, nulla hanno fatto per scoprire che si celasse sotto il nome di Valv.Piti e Amigo de Birillo. Se un anno fa tutti, nessuno escluso, erano d’accordo col dire: «Se Basso non c’entra niente, faccia l’esame del DNA e la chiudiamo lì», quest’anno nessuno ha pensato di chiedere la stessa cosa a Valverde che ha un cane che guarda caso si chiama Piti. Come è andata a finire? A casa Birillo, ma in corsa l’Amigo de Birillo, che a Parigi è arrivato tra i primi cinque.

Poi succede il fattaccio di Rasmussen, il danese che salta due controlli a sorpresa, probabilmente altri due della Federazione danese e dice di essere in un posto e invece lo vedono in un altro. Le menzogne evidenti di Rasmussen, si scontrano con un regolamento che fa acqua e si contraddice. Il Tour, che dopo aver tromboneggiato il suo rinascimento, viene travolto dagli scandali doping di Sinkewitz prima e di Vinokourov, Moreni e Mayo poi. A questo punto si scaglia contro l’Uci per salvare la faccia, ma ce la rimette più di prima. Clerc definisce una «catastrofe» l’idea del presidente Uci Mc Quaid di abolire l’articolo XIV.8.220 del regolamento antidoping, che se fosse stato applicato avrebbe impedito a Rasmussen di partire da Londra. Questo in base al fatto che se un corridore salta un solo controllo nei 45 giorni precedenti un Grande Giro, la sua esclusione è automatica. L’Uci questo articolo l’ha ignorato, adducendo in maniera goffa e ridicola al fatto che è troppo coercitivo. In un momento in cui si invoca la tolleranza zero, Pat Mc Quaid decide di sua sponte di considerare un articolo troppo severo e quindi cassabile, preferendo quello che permette tre infrazioni in 18 mesi come è previsto dall’articolo XIV.8.86. Pat Mc Quaid prima lo copre, poi dice che «È UNA COSA VERGOGNOSA se il Tour lo vince uno come Rasmussen», infine lo difende. Che dire?

Il male del ciclismo come potete vedere non è il doping, ma è la lotta tra poteri forti, per il potere. Il doping lo si può combattere, anche se difficilmente lo si potrà sconfiggere, ma si può fare molto, come si sta già facendo e si può ancora fare. Intanto invitiamo i corridori sospettati ad ammettere le proprie responsabilità, facciamo in modo che si pentano, che tutti paghino per le loro colpe, spagnoli e non. Stabiliamo una data entro la quale questo dovrà essere fatto e a coloro i quali decideranno di svuotare il sacco, offriamo una via di uscita, con un’adeguata riduzione di pena. Poi basta. Poi si riparte, con regole nuove e mano ferma. In uno stato di emergenza occorrono LEGGI SPECIALI: chi sbaglia, CAMBIA MESTIERE per sempre. Punto.

Dice Pat Mc Quaid, in risposta ai Grandi Giri che hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni: «L’organismo deputato a fare le regole del ciclismo è uno: è l’Uci. Non le possono fare soggetti che esprimono interessi commerciali, non è il loro lavoro». ESILARANTE! Lo dice chi in questi tre anni anziché governare e fare le leggi, ha pensato a fare solo interessi commerciali. Tutto nasce da un’idea buona ma realizzata male, il ProTour, un marchingegno tutt’altro che sportivo, privo di regolamenti sportivi e sorretto solo da concetti commerciali: chi ha i conti in ordine corre, gli altri fuori!.

Queste cose le scrivo da tre anni, facendo ogni volta girare gli zebedei a tutta l’Uci, che da questo mese ha deciso di prendersi una pausa di riflessione: insomma, CI HANNO MESSO IN CASTIGO. Niente rubrica, niente notiziario. Ci spiace, ce ne faremo una ragione.

Piuttosto si parla di doping, di grande emergenza, di grandi cose da fare, la più banale è sempre lì: obbligare le case farmaceutiche mondiali a inserire nei prodotti presenti nelle liste dopanti un tracciante affinché queste sostanze possano essere più facilmente identificate. Non si può fare? Non è possibile farlo? Allora la lotta al doping è persa, perché la si vuole perdere. Perché si vuole che tutto resti così. E I CORRIDORI, in questo caso, NON C’ENTRANO.
Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Non sono terminati nel weekend i campionati nazionali di ciclismo in giro per l'Europa. Oggi è stato il turno della crono in Svezia. Nella stessa cittadina di Bälinge, che sabato e domenica nelle prove in linea ha incoronato Hugo Forssell...


Quindici watt in meno e una precisione di guida che alza l'asticella delle prestazioni: la nuova 795 BLADE RS 3 si presenta con un’aerodinamica ottimizzata e un peso piuma. La terza generazione della bici aero di casa LOOK, pronta al debutto al prossimo...


La notizia era nell’aria e le foto rubate e pubblicate nell’ultimo mese hanno fatto il resto, signore e signori, ecco a voi la nuova S-Works Tarmac SL9,  la bici più veloce mai sviluppata da Specialized e molto probabilmente una delle bici più completa e...


Colnago e Richard Mille presentano il RM 64-01 Tourbillon Colnago, un nuovo orologio in edizione limitata realizzato da Richard Mille e ispirato al linguaggio tecnico, estetico e sportivo di Colnago. Il segnatempo, prodotto in soli 50 esemplari, nasce da una...


Matteo Jacopo Gualtieri sta riscrivendo la storia della Salus Seregno De Rosa. Dall’inizio dell’anno a oggi il monzese ha conquistato TRE titoli italiani, un risultato mai raggiunto prima dal sodalizio gialloblù nello stesso anno. Il precedente primato apparteneva al compianto...


Ci sono le corse. E poi c'è il Tour de France. Da oltre un secolo rappresenta il più grande palcoscenico del ciclismo: il luogo dove i sogni vengono messi alla prova dalla realtà, dove sofferenza e gloria spesso convivono sulla...


Giorno dopo giorno, manca sempre meno all’attesa Grand Depart catalana del Tour de France 2026, corsa che per le formazioni che vi prenderanno parte da sabato 4 a domenica 26 luglio rappresenterà un’opportunità unica non solo in termini di...


La Movistar ha scelto ufficialmente la formazione con cui disputerà il Tour de France al via sabato: Uijtdebroeks guiderà una squadra che unisce gioventù, esperienza e talento nella 44ª partecipazione del team alla Grande Boucle. Gli altri sette corridori che...


C’è un modo antico, quasi rituale, di guardare il Campionato Italiano: attendere il nome del vincitore, vedere chi indosserà per un anno la maglia tricolore, immaginare quel verde, quel bianco e quel rosso dentro il gruppo delle grandi corse internazionali....


Questa settimana la Soudal Quick-Step viaggia alla volta di Barcellona, che sabato sarà la 24esima diversa città a ospitare il Grand Départ del Tour de France. In programma dal 4 al 26 luglio, l'edizione numero 113 del secondo grande giro...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra