TOUR OF MAGNIFICENT QINGHAI, INSIDIE E PERCORSO DELL’EDIZIONE 2025

PROFESSIONISTI | 04/07/2025 | 16:00
di Federico Guido


Come negli ultimi quattro anni, e più in generale per la sesta volta nella storia ultraventennale della corsa, saranno otto le tappe che comporranno il Tour of Magnificent Qinghai 2025.


Anche per la sua 24ª edizione, infatti, gli organizzatori hanno voluto proporre il format con cui, dopo l’interruzione dovuta alla pandemia, si è deciso di rilanciare la manifestazione a livello internazionale, una scelta questa che oggi, prendendo in esame i due primi calendari mondiali, fa della gara cinese (nota fino all’anno scorso con il nome di Tour of Qinghai Lake) la più lunga dopo i tre Grandi Giri.

Non sono però tanto le otto giornate di gara (dato per intenderci uguale a quello di prove come Giro del Delfinato, Giro di Turchia e Parigi-Nizza) a rendere dura la manifestazione cinese quanto piuttosto, e in questo risiede la sua unicità, l’altitudine a cui si svolge visto che, per poco più di una settimana, si pedalerà tra i 2200 e i 3800 metri, quote a cui in Europa non si è avvezzi né a disputare competizioni in bicicletta né, salvo rari casi, a vivere.

Performare in condizioni inusuali e di limitata ossigenazione è perciò la vera sfida del Tour of Qinghai Lake, una corsa che però, a dispetto delle sue altimetrie, non propone (e non lo fa dal 2021) nessun vero e proprio arrivo in salita. Anche per motivi logistici, i traguardi delle varie frazioni sono stati infatti collocati nei principali agglomerati urbani della zona a cui, a seconda dei casi, i corridori giungeranno dopo discese o tratti più o meno lunghi di falsopiano.

È quest’ultimo, ad esempio, il caso della tappa inaugurale di 121 chilometri che si disputerà lungo i vialoni del circuito cittadino del capoluogo regionale Xining (per la ventesima volta sede di arrivo della prima frazione del Qinghai Lake), della 3ᵃ (la Huzhu-Menyuan di 219.5 km) e della 7ª tappa (la Gonghe-Haiyan di 137 km) ma anche della conclusiva Xihaizhen-Xihaizhen di 121.3 km.

Queste sono le principali occasioni che le ruote veloci del gruppo non dovranno farsi sfuggire ma, a seconda dell’evoluzione della corsa, potrebbero anche non essere le uniche. Qualora i ritmi non dovessero essere troppo elevati e l’andamento della contesa non troppo selettivo, gli sprinter (specialmente quelli più resistenti) potrebbero essere di scena anche in quelle giornate che prevedono una o più scalate nella seconda metà di tappa prima di un velocissimo finale all’ingiù.

Parliamo, nello specifico, della Gangcha-Gonghe (232.7 km) del sesto giorno con l’ultimo GPM ai -41 dall’arrivo, della Qilian-Gangcha (168.7 km) che nella quinta tappa vedrà l’ultimo scollinamento ai -29 dal traguardo, della Duoba-Huzhu (151.4 km) con la scalata al 1° categoria di Shoubei Yakou a una trentina di chilometri dalla linea della seconda frazione e della Menyuan-Qilian (172.5 km) che, il quarto giorno, sarà caratterizzata dagli ultimi 100 chilometri in leggera discesa inframezzati da uno zampellotto ai -19.

Ad ogni modo, perché una o più di queste tappe menzionate si concluda in volata sarà fondamentale che le squadre con un velocista di punta tra le proprie fila riescano a controllare la corsa ed evitare che fughe più o meno numerose prendano il largo, operazione questa che il passato recente dimostra non risultare particolarmente semplice a queste latitudini. Non è un caso che, appena un anno fa, Jefferson Cepeda (allora ancora alla Caja Rural) abbia impresso il suo nome nell’albo d’oro della gara grazie al tentativo andato in porto nella quarta tappa, una fatica conclusa da lui e da altri tre battistrada (fra cui il vincitore di giornata Mario Aparicio) con 2’39” di vantaggio sulla restante parte del gruppo.

Che le tappe, dunque, possano veder regnare in più frangenti l’anarchia e prendere pieghe imprevedibili è uno scenario assolutamente plausibile e di cui non bisognerà sorprendersi per cui, tanto per i corridori quanto per chi sarà al seguito della corsa, il suggerimento non può che essere quello di tenere gli occhi aperti e, respingendo i possibili fastidi dati dalla quota, non abbassare mai la soglia dell’attenzione.

Photo credit: Tour of Qinghai


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