Gatti & Misfatti
Il rompicapo

di Cristiano Gatti

Da dove si ricomincia? Io sarò un inguaribile pessimista, ma secondo me la nuova annata ricomincia esattamente da una domanda che qualche tempo fa mi ha rivolto un mio amico, nonché mio maestro.

Si chiama Franco Grigoletti, da noi del vecchio Giorno chiamato Grigo. Guidava una splendida redazione sportiva, quando il Giorno era il Giorno: per dire gli esempi, ci bazzicavano - dopo Brera e Fossati - i Giulio Signori, i Giorgio Reineri, quindi i Paolo Ziliani e i Massimo Gramellini. E mi scuso se restringo l’elenco. Per chi non mastica giornali, nomi magari sconosciuti. Ma chi soltanto ha una qualche attenzione sul settore, sa di chi parlo. Grigo era il capo, un capo come non ne esistono più, con un grande gusto delle pagine, con un grande gusto degli articoli ben scritti e dei giornalisti di razza, anche con un grande gusto del bestemmione quando qualcuno girava male, ma soprattutto con una grande cultura di tutti gli sport (soltanto lui era capace di fare anche tre pagine senza una sola apertura sul calcio).

Ecco, uscendo dal personalissimo amarcord e tornando a bomba sul tema: proprio un personaggio che ancora oggi, in pensione, legge un pacco di giornali tutti i giorni, dedicandosi poi ad una gustosa rubrica sull’Adige (il genio è di Rovereto), proprio un personaggio che si interessa di tutto e si documenta su tutto, un giorno mi chiama e in un attimo mi smonta: «Cristiano, ma allora, questo ciclismo: sai che non ci capisco più un …???».

Sì, mettiamoci il cuore in pace: il 2007 riparte da questa domanda. Se a porla è il Grigo, uno che si sforza da sempre di capire, vuol dire che davvero nessuno capisce più niente. Inutile stia qui a specificare come la pensi io: hanno ragione loro. Dal Grigo giù giù fino all’ultimo tifoso sprovveduto. Uno sport, se vuole piacere, ha prima di tutto un dovere: essere accessibile, comprensibile, commestibile. Pongo a mia volta una semplice domanda: se ne accorgono, i genialoidi che prendono decisioni e scrivono regole, come siamo messi? ProTour che ogni tre giorni muore e risorge (più di Nostro Signore), codici etici e commissioni disciplinari, tassi ematici e protocolli scientifici, calendario Uci e calendario degli organizzatori, squadre di serie A e squadre professional, gare di prima fascia e gare di seconda fascia (hanno anche delle sigle, mi rifiuto di riproporle). E avvocati, e querele, e carte bollate. E corridori sospesi, e corridori riabilitati, e alcune squadre contro alcune altre. Vogliamo dirlo? Da sport modello di semplicità assoluta, il ciclismo è ormai assurto ad un’identità nuova e mostruosa. Un rompicapo.
Qualche addetto ai lavori finge di capire. Ma al di là di Pier Augusto Stagi, direttore di questa rivista, che passa le sue giornate e rimettere assieme le tessere di un simile delirio, sinceramente non ho ancora incontrato persona vivente in grado di elaborare un quadro completo. E ti credo: è umanamente impossibile. Emblematico il caso più noto: Basso. Qualche organizzatore lo considera indesiderato, altri gli spianano la passatoia rossa. Giustamente, il Grigo di turno osserva e alla fine mi chiede: «Ma Basso corre o non corre?». È chiaro, noi sappiamo che Basso è finito in mezzo a una furibonda guerra mondiale tra organizzatori e Uci, una guerra per stabilire chi davvero debba comandare, ma onestamente non si può infliggere ai Grigo e ai tifosi un paio d’ore di cervellotiche spiegazioni. Dopo cinque minuti, i Grigo ti mandano giustamente affancubo.

Tassativo, se non si vuole sparire: bisogna risolvere il rompicapo una volta per tutte. Così non si può continuare. C’è un bisogno estremo di semplicità, di chiarezza, di linearità. Queste le gare, queste le squadre, questi i campioni. Il resto, chissenefrega. Se la soluzione del rompicapo è rompere l’Uci, lasciando che i grandi organizzatori mettano in piedi il loro grande spettacolo (Giro, Tour, Vuelta e una dozzina di classiche monumento), bene, procediamo pure. Di fronte alla cancrena, meglio il bisturi dell’aspirina. Dice: ma come si fa senza l’Uci, e l’Uci che fine fa… Cosa dire: è un problema dell’Uci. Se non riesce a mediare le tensioni in gioco, se anzi evidenzia libidine nell’alimentarle, al diavolo anche l’Uci. Si dedichi ai Giri della Malesia e del Burkina Faso, priorità che ormai sembrano in vetta alle sue strategie, e amici come prima. Noi continueremo a seguire la Sanremo, la Liegi, la Roubaix, il Lombardia. Come sempre. Come quando vincere il Giro di Polonia o di Danimarca non equivaleva a vincere il Tour de France, perché qualunque idiota capiva che erano cose un po’ diverse.

P.S.: e per favore, che nessuno si azzardi più a buttare lì la consolazione tanto in voga oggigiorno, “comunque il calcio è messo anche peggio”. Se abbiamo sempre amato più il ciclismo del calcio, una ragone ci sarà. Forse, perchè è diverso.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Ancora una novità in casa Visma Lease a Bike: dopo otto anni, la collaborazione tra Tim Heemskerk e il team olandese giunge al termine. Heemskerk ha ricoperto il ruolo di preparatore atletico all'interno della squadra e ha fatto parte dello staff...


Mads Pedersen non perde tempo e, come lui stesso ha documentato attraverso il proprio profilo Instagram, a quattro giorni dall’intervento a cui è stato costretto a sottoporsi in seguito alla rovinosa caduta alla Volta Comunitat Valenciana è tornato subito...


Nemmeno i grandi campioni sanno resistere al richiamo delle Olimpiadi e al fascino dei cinque cerchi. Ieri sera c'era Novak Djokovic a Milano ad ammirare le evoluzioni delle stelle del pattinaggio di figura (il serbo ha reso omaggio con una...


Mauro Schmid sta vivendo un momento di forma incredibile che non esita a definirlo come il migliore della sua carriera. Dopo l’ottimo debutto in Australia in cui ha ottenuto una serie di ottimi piazzamenti, è in Oman che sta letteralmente...


Oggi Christian Scaroni ha letteralmente sfiorato il successo, nei metri finali della salita di Eastern Moutain è stato protagonista di un testa a teta incredibile con Mauro Schmid. Il bresciano si è presentato in ottima forma al Tour of Oman...


Esordio convincente per Enrico Andrea Balliana del Team ECOTEK Zero24 che nella gara MTB di La Nucía (Spagna), inserita nel circuito internazionale Shimano Super Cup MTB, ha conquistato un ottimo quarto posto in una gara battagliata per le posizioni a...


Terza tappa ricca di emozioni al tour of Oman, in cima ad Eastern Mountain Christian Scaroni ha sfiorato il successo arrendendosi solo a Mauro Schmid. Il campione svizzero che qualche giorno fa ha vinto la Muscat Classic, conferma il suo...


È stata una delle selle più attese degli ultimi anni, un prodotto lanciato da pochi mesi che oggi viene proposto nella sontuosa versione SLR Racing Replica. Scheletro co-iniettato nella scocca e rail in carbonio per  un peso di soli 109 grammi, sono i...


La Lega Ciclismo Professionisti sarà presente alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano con un proprio spazio espositivo al Padiglione 11 – Stand T50. L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e con il Ministero del Turismo. Lo stand...


Un anno dopo dall’incidente in allenamento con il furgone delle poste, bpost diventa co-sponsor principale della squadra U19 della R.EV Brussels Cycling Academy di Remco Evenepoel. Era il 3 dicembre 2024, quando Remco Evenepoel finì  contro la portiera di un...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024