Luoyang Juniores il mondo è tricolore

di Nicolò Vallone

All’indomani del Mondiale pista Juniores di Luoyang, in Cina, nel quale l’Italia ha raccolto un bottino di 3 ori, un argento e 7 bronzi (3° posto nel medagliere dietro Gran Bretagna e Australia) abbiamo chiesto ai tre tecnici azzurri di riferimento un sintetico identikit dei 18 atleti, equamente ripartiti tra i due generi, della spedizione azzurra.

ENDURANCE UOMINI
Dino Salvol­di (di Sal­vol­di po­tete ascoltare un’articolata in­tervista sul suo triennio da c.t. strada e pista Ju­niores, e sul mo­ment­o attuale del ciclismo italiano, nella puntata 234 di BlaBlaBike). 
QUARTETTO, Oro con re­cord del mon­do: Ares Costa (veneto del­la Borgo Mo­li­no Vigna Fiorita): «Ha evidenziato spiccate qualità tecniche fin da piccolo, e ritengo che non le abbia an­cora mes­se tutte in mostra. Quest’anno si è ritagliato il ruolo fondamentale di primo uomo nel quartetto, ma gli suggerisco di non limitarsi a essere solo quello. Può fare molto di più».
Christian Fantini (emiliano del Pe­dale Casalese Armofer): «Una piacevole sorpresa: ringrazio il suo direttore sportivo Luca Colombo per averlo spronato anche quando sembrava non ce la potesse fare. È riuscito a guadagnarsi la fiducia dei compagni, un aspetto fondamentale proprio in una specialità in cui devi avere al tuo fianco compagni che in caso di difficoltà possano prendere in mano la si­tua­zione».
Alessio Magagnotti (anche bronzo nell’inseguimento individuale, trentino della Forti e Veloci, Oscar tuttoBICI Allievi 2023): «Ha un motore di base molto molto buono e un carattere vincente, è uno degli elementi qualitativamente mi­gliori e ha ancora un anno nella categoria per esprimere sempre di più il suo gran potenziale e provare ad alzare ulteriormente l’asticella».
Davide Stella (anche oro nella Eli­mi­na­zio­ne e argento nella Ma­dison, friulano della Got­tar­do Giochi Ca­neva): «Ottiene risultati importanti già dall’anno scorso, è molto abile ed è cresciuto a livello mentale in questo biennio. Per affrontare il quartetto non basta aspettare la fine per dimostrare la propria potenza, bisogna applicarsi e comprendere che il ciclismo è anche mettersi davanti e coordinare il lavoro coi compagni. Lui l’ha fatto e ha un bel futuro in pista».

Madison: Eros Sporzon (ar­gen­to con Stella dopo l’oro eu­ropeo, impegnato anche con il quartetto, veneto della Nordest Vil­ladose): «Un perfetto esempio di atleta che nel primo anno si è allenato con costanza a Montichiari pur sapendo che non avrebbe trovato tanto spazio nell’immediato, per poi raccogliere i frutti di quel lavoro nel se­condo an­no. È un ragazzo super educato, a volte fin troppo: deve solo imparare a esser me­no silenzioso e dare più feedback. Sfortunato nella Ma­di­son: ma nonostante la caduta di cui è stato vittima do­po 20 giri, è riuscito comunque con Davide a raggiungere un ottimo risultato».

Corsa a punti: Julian Bor­to­lami (13° dopo l’argento eu­ropeo, figlio di Gianluca, ri­spetto al papà punta più sulla pista e corre per la GB Junior Team Pool Cantù): «Come Magagnotti è un primo anno e ha qualità tecnico-tattiche fuori dal comune: sono felice di averlo potuto coinvolgere in questa esperienza a livello mondiale. Pur­trop­po le sue prestazioni hanno risentito negli ultimi mesi di alcuni problemi di salute, che adesso sta fortunatamente su­perando, lo attendiamo con forte cu­riosità nella prossima stagione».
ENDURANCE DONNE 
Marco Vil­la
QUARTETTO, bron­­zo: Linda Sa­na­ri­ni (tricolore cro­no, Oscar tut­to­BICI Allieve ’23): «È un bel talento che in questa sua prima stagione di esperienza internazionale sta im­parando molto e potrà dire sempre di più la sua ai massimi livelli. Vorrebbe vincere sempre, il che è importante ma bisogna anche saper prendere i lati positivi degli ottimi piazzamenti e delle medaglie di altro metallo...». 
Asia Sgaravato (veneta del team piacentino Burzoni VO2 Team Pink, come Linda Sanarini): «Mi ha sorpreso moltissimo, l’anno scorso sembrava quasi una velocista poi ha fatto enormi progressi sulla resistenza. L’assenza di gare non mi ha permesso di valutare lei e altre ragazze nelle cor­se di gruppo, per questo nell’inseguimento le ho fatte correre tutte a rotazione».
Irma Siri (ligure del team veneto Conscio Pedale del Sile): «Ha vissuto un’annata un po’ particolare, ha fatto vedere gran begli sprazzi che mi tengo stretti per il futuro ma spero l’anno prossimo di vederla un po’ più spensierata e quindi ben concentrata».
Arianna Giordani (piacentina del Racco­ni­gi Cycling Team): «È una ra­gazza concreta e molto molto determinata, nella passata stagione non l’avevo portata né agli Eu­ropei né ai Mondiali ma sono contentissimo di averla convocata quest’anno, la medaglia è il premio alla sua costanza e ai suoi tempi in pista».
Virginia Iaccarino (veneta del team lombardo Biesse Carre­ra): «Il fatto di correre o prima o dopo nel computo complessivo delle gare d’inseguimento a squadre in una rassegna iridata non è un discorso di preferenza, merito o demerito. Per me le atlete contano tut­te allo stesso modo, anzi essere selezionata per disputare le qualificazioni è un segno dell’affidabilità della ciclista perché lì è fondamentale non sbagliare, ancora più che nei turni successivi. A Luoyang ho scelto Vir­ginia per la sua esperienza, visto che aveva già nel suo bagaglio gli Europei quest’anno».

ELIMINAZIONE, bronzo: Anita Bai­ma (oro iridato 2023 ed europeo quest’anno, è una piemontese che corre per il team Burzoni VO2): «Si è distinta fin dall’anno scorso e sa interpretare bene tanto le prove individuali che quelle di gruppo: a prescindere dal colore della medaglia sta continuando a confermare il suo trend. So che il quartetto è uno dei suoi sogni, purtroppo dobbiamo operare delle scelte ma lei rientra tra le atlete valutate anche per quel contesto». 

MADISON, Bronzo: «Le compagne di squadra Baima e Sanarini, dopo l’argento europeo, rappresentano una certezza».


VELOCITÀ 
Ivan Quaranta
TEAM SPRINT UOMINI 6° po­sto: Ales­san­dro Bielli (lombardo della Ol­gia­te­se, campione italiano BMX): «Co­me giusto che sia a questa età, porta ancora avanti entrambe le discipline con profitto e riesce a incastrare tutto. Lui fa il primo frazionista nel team sprint, la partenza da fermo e quei primi 17-18 secondi di gara sono il suo pane perché si sposano perfettamente col tipo di preparazione e di palestra che deve fare per la Bmx».
Davide Maifredi (lombardo dell­a Travel Service, esclusivamente pi­stard): «Uno scattista in grande crescita, ha ancora ampi margini di miglioramento per quanto riguarda la tecnica e si lavorerà soprattutto su quello».
Fabio Del Medico (anche oro nel Kei­rin, toscano dell’Empoli, esclusivamente pistard): «Oltre un metro e ottantacinque per 85 chili, una progressione sui due giri che si addice al team sprint e soprattutto al Keirin».

TEAM SPRINT DONNE bronzo: Siria Trevisan (corre per il team Lions D, nella sua Ca­var­zere): «Premessa, sono tutte ragazze del primo anno. Siria è molto veloce da ferma, parte fortissimo, tanto che ha il record italiano nel primo giro: completarlo sotto i 20 secondi a quell’età è tanta roba!» 
Matilde Cenci (anche bronzo nel Keirin, veneta del team Con­scio Pedale del Sile): «Più piccola fisicamente, quindi potenzialmente meno forte da ferma ma molto veloce da lanciata».
Chantal Pegolo (anche bronzo nello Scratch dopo l’argento eu­ropeo, friulana del Team Conscio del Sile, tricolore allieve nel 2023): «Terza frazionista nel team Sprint, ruolo che si avvicina maggiormente alla velocista da strada poiché servono resistenza e capacità di finalizzazione. L’essere competitiva nello Scratch è una naturale conseguenza. Di questi sei profili veloci, è l’unica per la quale vedrei un futuro più sugli asfalti che nei velodromi, anche perché tiene bene in salita».

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