Parigi 2024. Ganna, Elisa, i quartetti: l'Italia va a caccia dell'oro

di Paolo Broggi

Èl’appuntamento degli appuntamenti, quello che si programma per una vita, quello che non si può mancare. A tre anni di distanza dall’edizione di Tokyo - rimasta negli annali come Tokyo2020 ma disputata un anno più tardi a causa della pandemia - i Giochi Olimpici tornano ad animare l’estate dello sport. E per due lunghe settimane anche il ciclismo sarà protagonista in terra di Francia con le sue prove.
Ad attirare le maggiori attenzioni sono ovviamente il ciclismo su strada e quello su pista, mentre nelle specialità più giovani - il fuoristrada e il BMX - la na­zionale italiana sulla carta può puntare al massimo a qualche buon piazzamento.
VIA COL TEMPO. In ordine di ca­len­dario, saranno le crono femminile e maschile ad aprire l’appuntamento olimpico sabato 27 luglio: per la prima volta nella storia dei Giochi, donne e uomini gareggeranno sulla stessa di­stanza di 32,4 chilometri.
Il percorso parte e termina nel cuore di Parigi ed è completamente pianeggiante, destinato quindi ad esaltare le doti degli specialisti, al contrario di quanto accaduto tre anni in Giappone.
Si parte davanti a Les Invalides per dirigersi verso est, attraversare Place de la Bastille e passare davanti al Ve­lo­drome Jacques Anquetil prima di raggiungere il Bois de Vincennes - dove alcune curve a gomito rappresenteranno le vere difficoltà di giornata - e ri­prendere la via del ritorno: negli ultimi chilometri si percorrerà in senso inverso il tracciato già affrontato, con traguardo posto davanti al Pont Ale­xan­dre III.  
LA CARTA GANNA. L’Italia si gio­ca subito una delle sue carte migliori vale a dire Filippo Gan­na. Il gigante piemontese a Tokyo2020 è giunto quinto ad appena un secondo dal bronzo finito al collo di Rohan Den­nis, alle spalle di Primoz Roglic e Tom Dumou­lin. Top Ganna da mesi sta lavorando per preparare il doppio impegno strada e pista, sa che nella crono olimpica i suoi avversari più ostici saranno il campione mondiale Evenepoel, il belga Van Aert e il giovane britannico Taring (tra l’altro suo compagno di squadra nella Ineos Grenadiers), ma è pronto a dare il massimo e ad inseguire una me­daglia.
UNA PROVA ANACRONISTICA. Le Olimpiadi, che rappresentano la massima espressione dello sport mondiale, impongono regole che purtroppo stravolgono l’essenza di alcune specialità e fra queste c’è il ciclismo su strada. Nella prova olimpica, infatti, il gioco di squadra non esiste visto che le cinque nazioni che hanno il numero massimo di atleti ne schierano 4, altre cinque ne hanno tre - e fra queste l’I­ta­lia -, altre ancora due e poi c’è un lungo elenco di Paesi con un solo rappresentante. Quindi la prova olimpica si trasforma in uno scontro one-to-one che non si verifica mai in tutte le altre gare del calendario internazionale. In totale a disputare le due prove in linea saranno 90 donne e 90 uomini e saranno gare decisamente esigenti.
E per concludere il discorso, ecco l’Af­fini pensiero sulla crono: «Ridicolo che nella crono olimpica un ct possa schierare uno specialista e poi debba scegliere l’altro corridore dalla squadra della prova in linea. Queste regole creano un sacco di problemi. Non credo che a Jacobs facciano fare anche la maratona». Esemplare.
Tornando alla corsa, i chilometri per la gara maschile sono 273 con 2.800 metri di dislivello mentre le donne percorreranno 158 km con 1.700 metri di dislivello: uguale per le due corse il circuito finale è lo stesso con l’ascesa di Montmartre da percorrere tre volte. Sabato 3 agosto gli uomini partiranno dal Trocadéro, praticamente ai piedi Torre Eiffel per affrontare un percorso che propone ben 13 côtes: la prima di queste è la Côte des Gardes, 1,9 km al 6%. Subito dopo i ciclisti passeranno davanti alla Reggia di Versailles per dirigersi verso quindi il dipartimento dell’Yvelines. Si affrontano poi la Côte de Saint-Ger­main-en-Laye (1 km al 5,5%) al km 36 e la Côte des Mesnuls (1,1 km al 6,1%) al km 85, quindi la Côte de Port-Royal (1 km al 5,5%). A questo punto comincia il rientro verso Parigi che propone sei nuove côtes in soli 40 km: Côte de Senlisse (1,3 km al 5,3%), Côte d’Herbouvilliers (800 m al 5,7%), Côte de Saint-Rémy-lès-Che­vreu­se (1,3 km al 6,3%), Côte de Châ­teaufort (900 m al 5,7%), Côte de Biè­vres (1,2 km al 6,5%) e Côte du Pavé des Gardes (1,3 km al 6,5%).
Si rientra infine in città per affrontare tre volte la Côte de la Butte Mont­mart­re lunga 1 km al 6,5%: l’ultimo passaggio a soli 9,5 km dal traguardo posto sempre al Trocadéro.
In una prova con le caratteristiche tecniche e tattiche de­scritte, favori del pronostico per i big del movimento mondiale, in ordine sparso Pogacar, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel... Le speranze dell’Italia saranno affidate in particolare ad Alberto Bettiol, che si trova sempre a suo agio in questo tipo di corse necessariamente d’attacco.
La prova in linea femminile si svolgerà domenica 4 agosto 2024: le caratteristiche del percorso sono le stesse, le cô­tes da affrontare sono sei - Côte des Gar­des, Côte de Port-Royal, Côte de Cer­nay-la-Ville, Côte de Saint-Rémy-lès-Chevreuse, Côte de Châteaufort e Côte du Pavé des Gardes. Quindi, rientro in città e, come per gli uomini,. tre passaggi sulla côte di Montmartre.
In questo caso l’Italia potrà schierare quattro atlete e la leader naturale sarà Elisa Longo Borghini che “sente” sempre in modo particolare l’appuntamento olimpico al punto che nelle due ultime edizioni dei Giochi - Rio e Tokyo - ha conquistato altrettante me­daglie di bronzo.
L’ORO DELLA PISTA. Giusto il tempo di archiviare le prove su strada ed ecco iniziare subito le gare su pista nel bellissimo velodromo di Saint-Quentin-en-Yvelines. Le carte più preziose della spedizione azzurra sono naturalmente quelle legate ai due quartetti: il trenino maschile è determinato a difendere l’oro conquistato in una meravigliosa finale a Tokyo ed è pronto a respingere l’assalto che porteranno in particolare la Danimarca e la Gran Bretagna. Dopo il Giro d’Italia Marco Villa ha iniziato il lavoro specifico con i suoi specialisti e la formazione titolare è la stessa di tre anni fa: Lamon, Milan, Consonni e Ganna in ordine di partenza.
È cresciuto molto il quartetto femnminile - al netto del brutto infortunio oc­corso in primavera ad Elisa Balsamo - e l’obiettivo dichiarato è quello di sa­lire sul podio.
È ancora presto - nel momento in cui scriviamo - per avere le risposte che tutti vorremmo sulle condizioni di Bal­sa­mo che sulla carta potrebbe essere protagonista anche nella madison, in coppia con Vittoria Guazzini, e nell’omnium, dove comunque Marco Villa può contare su un’alternativa di lusso come Letizia Paternoster.
In campo maschile, ultima apparizione olimpica - la quarta dopo Londra, Rio e Tokyo - per Elia Viviani che ha preparato con particolare impegno l’appuntamento olimpico. Ovviamente l’esperto veronese non parte con i favori del pronostico, sa di doversi misurare con tanti giovani talenti che - proprio sulla sua scia - hanno imparato ad al­ternare pista e strada, ma può puntare ad una medaglia sia nell’omnium (le prove sono 4 - e non più sei come quando vinse a Rio2016 - e tutte in un giorno, vale a dire scratch, temporace, eliminazione e corsa a punti) sia nella madison che sulla carta dovrebbe di­sputare in coppia con Consonni.
MIRIAM VA VELOCE. Bello e importante segnalare, poi, che nella velocità e nel keirin l’Italia potrà schierare Mi­riam Vece: la cremonese non ha ambizioni di vittoria ma la sua qualificazione olimpica può essere considerata come un gustoso antipasto per quello che potrà essere a Los Angeles 2028 quando sicuramente l’Italia sarà protagonista della velocità anche in campo maschile. E punterà decisamente in alto.

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