Rapporti & Relazioni

SUIVEURS A LUCI ROSSE

di Gian Paolo Ormezzano

Forse, con tutto quello che si offre ogni giorno in vi­sione, che in qualche mo­do si pubblica e che ogni tanto si deve pure leggere, se non altro per reagire all’informazione quotidiana e ormai pressoché ineludibile relativa a massacri, guerre sin troppo vere o un bel po’ finte, corruzione in alto, truffe in basso, violenza spalmata un po’ dovunque e vio­lenze intime espletate magari in balorde mimetizzate speziature, è giunta l’ora, anche nelle me­morie sportive e specialmente ciclistiche, di sdoganare taluni  particolari ricordi personali e soprattutto di liberarli da una certa ipocrisia nella gestione mnemonica, rappresentativa, commemorativa di essi. Intendo ricordi di episodi coinvolgenti persone (io in primis), ambienti, usanze, insomma entità varie implicanti ricordi di virtù e so­prattutto di vizi. Insomma, roba in qualche modo chiaro o contorto collegata a quel mondo che vien detto “a luci rosse”. Un mondo che si legò eccome a quello dello sport, specie se itineranti dunque specie se ciclistico, con proposta o meglio of­ferta continua di novità, sperimentazioni, avventure, collaudi.

Passo, mi sposto, mi calo, mi innalzo al ciclismo cronogiornalisticamente definito eroico e ai suoi tempi, per dire che era anche e in certi casi sin troppo ciclismo dei bordelli in località assortite, delle novità sessuali acquisibili un giorno là un altro lì, rigidamente  a pagamento e talora coinvolgendo il maquillage complessivo delle note spese. Non dico tanto le corse di un giorno, con in Italia su tutte la Milano-Sanremo che, relativamente insapore, specie se la se­rata della vigilia meneghina era stata calma e parca, convocava tanto del seguito alla roulette del Casinò, con rientro in sede che spesso veniva effettuato la sera stessa della corsa, magari all’alba del giorno dopo, a serbatoio dell’auto per fortuna an­cora pienotto e portafoglio spesso vuoto. Dico il Giro d’Ita­lia, dico speciaallmente il Tour de France (e se ho un vuoto di esperienze riguarda la Vuelta, di cui pure si narravano meraviglie da harem proposto in ogni sede di tappa appena importantuccia).

Il Tour specialmente per noi italiani governati dalla De­mocrazia Cristiana, il Tour che era anche e soprattutto Parigi, “la ville du monde” ma anche “une blonde”, le Folies Ber­gère (traduzione letterale “follie pastorella”, da morire - adesso - dal ridere) con idealmente sempre Joséphine Baker a tette nude, certi quartieri dove la meno bella delle “filles de jo­ie” appariva come una una su­perfata tutta disponibile col solo infimo dettaglio del denaro a lei, i primi spettacoli ”forti” in localucci ad hoc… L’ultima frazione della corsa, solitamente una cavalcata senza scosse di classifica, era il pretesto per an­dare dalla penultima località di tappa, finito in fretta sospetta il lavoro, a Parigi già la sera del sabato. Io accedetti a quel mon­do che ero poco più che un ra­gazzino ancorché, facevo il “trombettiere” nel senso che dettavo al telefono, per scafatissimi stenografi sempre ciclosaccenti, l’articolo scritto in sala stampa dal giornalistone mio capo, e poi dovevo pure trovare il tempo per scrivere, in una rubrica definita di colore e però per me grigissima di spazio ri­dotto in pagine secondarie, le mie cosine di neofita o quasi. Mi fermo al mondo dei giornalisti italiani anche perché di quelli francesi, superpreponderanti, moltissimi erano parigini e celebravano il ritorno a a casa, non l’accesso a piccole provvisorie perdizioni. Ci trovavamo in tan­ti nello stesso ristorante vicino a dove allora aveva i suoi uffici L’Equipe, poi a due passi il Con­cert Mayol con “les danseuses nues” (ma sempre il “cache-sexe”) e da lì la tentacolarissima Rue Saint Denis, e gli appuntamenti presi di anno in anno con Gigi, vecchia grande sacerdotessa del culto di Venere.
(Ma c’era anche il Tour della stimolante di cibi, vini e cultura provincia francese, delle città che non erano altre Parigi ma che per gli esperti tenevano se­duzioni particolari. Ricordo un celebre giornalista italiano, fra l’altro fine umorista, che mi di­svelò Avignone intesa non come Palazzo dei Papi ma come locale dove lui mi elencava le origini esotiche di questa e quella imprescindibile etèra).

In Italia la legge della senatrice Merlin aveva chiuso le case chiuse nel 1958, quando da tempo la stralibera Francia ignorava e spupazzava le leggi della quasi omologa ma­dame Richard. E poi Parigi era comunque sempre Parigi, La cit­tà dove a luglio, intorno al 14 festa nazionale, la gente circolava nuda in segno di massima li­bertà. Così  avevo detto al mio au­­tista smanioso che a Torino mi si era rivelato come il massimo sessuomane sabaudo di ogni tempo, e che ad ogni tappa si an­nunciava ad alta voce più vi­cino alla finalmente “sua” Pa­rigi: credevo che lui non mi credesse, e invece quel primo lu­glio nostro insieme registrò  una sua forte delusione e un calo mio totale di fiducia accordatomi.
Potrei scrivere un volume, ma­ga­ri migliore di tanti altri che non ho scritto, su sesso e ciclismo, anzi ciclismo e sesso. Ho conosciuto dame bianche ma an­che damigelle nere che veniva facile e comodo pensare confluite a Parigi pro nobis dai territori francesi d’Oltremare, at­tratte dalla Ville Lumière. Temo la bavosità che è tipica dei vecchi più prossimi ai 90 che ad ogni onirica Parigi, passo e chiudo (o chiudo e passo?).

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Tadej Pogacar continua a dettare legge al Giro di Romandia. Nella seconda tappa, la Rue–Vucherens di 173 chilometri, il capitano della UAE Team Emirates XRG si è imposto in una volata ristretta, confermando una volta di più la sua versatilità....


Che cosa unisce la cultura alla natura? Che cosa lega la storia alla geografia? Che cosa sposa la letteratura allo sport? Il ciclismo. Anzi: la bicicletta. Domani, sabato 1° maggio, Sapri (Salerno) diventa il palcoscenico di “Aspettando Cargo Mondo”, un...


Esulta ancora un corridore francese al Tour de Bretagne. La sesta tappa si è conclusa poco fa con la volata vincente del 26enne Killian Théot (Van Rysel Roubaix) che sul traguardo di La Bouëxière ha battuto il belga Seppe Van...


Podio per il giovane uzbeko Nikita Tsvetkov, classe 2005, protagonista nella quinta tappa del Giro di Turchia (Patara–Kemer, 180, 7 km). Il corridore della Bardiani-CSF 7 Saber ha chiuso al terzo posto una volata combattuta, alle spalle di Casper van...


Sta per scattare il Giro d’Abruzzo, appuntamento di spessore nel calendario juniores, che da venerdì 1 a domenica 3 maggio vedrà la Salus Seregno De Rosa impegnata con una selezione di cinque atleti. La corsa a tappe nazionale proporrà tre...


Allo scadere di aprile la Picnic PostNL riesce finalmente a rompere il ghiaccio in questo 2026. Con una volata perfetta al termine della 5ª tappa del Giro di Turchia (la Patara-Kemer di 180, 7 chilometri) Casper Van Uden...


Non è certo il primo, non sarà certamente l'ultimo dei velocisti che scelgono il Giro d'Italia per andare a caccia di un risultato importante ma già sanno prima del via che la loro esperienza durerà una settimana o poco più....


Archiviata la stagione delle classiche, per la prima volta senza una grande vittoria, Mathieu Van der Poel comincia a pensare alla seconda parte della sua stagione e a identificare i prossimi obiettivi. In una intervista concessa a Dani Miranda per AS...


Curiosità, simpatici aneddoti e un conto alla rovescia verso la 19.a tappa del 109° Giro d’Italia che si chiuderà ad Alleghe, ai Piani di Pezzè: in una sala convegni Don Tamis di Agordo da tutto esaurito, ieri sera è andato...


Dopo l’intervento sorprendente del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva pubblicamente auspicato la permanenza del giovane talento Paul Seixas nella squadra Decathlon CMA CGM, il mondo del ciclismo torna a parlare del giovane di Lione, ma questa volta ha deciso...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024