PIEMONTE, INCONTRO CON IL PRESIDENTE VIETRI

REGIONI | 09/03/2017 | 07:55
Da qualche mese Gianni Vietri è il Presidente del Comitato Regionale Piemonte. Proviamo ad approfondire la conoscenza non tanto dell’uomo quanto del Presidente neo eletto.

Qual è stato l’input che ti ha convinto a candidarti alla Presidenza del Comitato Regionale del Piemonte?
«La mia candidatura alla Presidenza è frutto delle richieste, anche pressanti, ricevute dal gruppo storico di Dirigenti, fra i quali Rocco Marchegiano, che ha guidato il Comitato Regionale negli ultimi anni. Fondamentali sono stati gli attestai di stima ricevuti da molte Società piemontesi».

Dopo dodici anni di Presidenza Marchegiano, che Comitato hai trovato, tu che comunque sei stato Vice Presidente durante il primo mandato del tuo predecessore e quindi, puoi certamente fare un paragone concreto con il passato?
«Il Comitato guidato da Rocco ha ottenuto risultati eccezionali. E’ sufficiente ricordare la partecipazione di ben 4 atleti piemontesi (Longoborghini, Rosa, Ganna e Tiberi) alle ultime Olimpiadi di Rio per il ciclismo, con la conquista di Elisa Longoborghini, della medaglia di bronzo. Non dimentico i vari titoli, europei e mondiali di Filippo Ganna e di Elisa Balsamo. Il Comitato Regionale Piemonte oggi è, con la Toscana, il terzo comitato d'Italia…»

Da un vecchio e scaltro Direttore Sportivo ad un suo atleta e corridore di vertice nelle categorie giovanili: come cambia, se cambia, l’approccio alla gestione di un Comitato?
«Il mio motto è e sarà: “aggregare e lavorare in gruppo”. Per un ciclista, anche il più forte, la squadra è elemento fondamentale per vincere una Milano Sanremo o un Tour de France».

La prima firma da nuovo Presidente, su quale provvedimento?
«Un contributo economico alle Società che nel 2017 organizzeranno una giornata azzurra o rosa. Incrementare l’attività è un punto fermo del mio programma».

In campagna elettorale ha presentato un programma con idee ed espresso la volontà di metterle in pratica. Ha già cominciato? Quali sono le prossime tappe?
«Alcune dei punti principali del mio programma sono già stati raggiunti tra cui l'incremento delle gare giovanili su strada (ad oggi siamo a + 12%); l'organizzazione del Campionato regionale piemontese Esordienti e Allievi in un’ unica località (nella Valsesia); incrementare le gare femminili, nel 2017 saranno quattro le manifestazioni per le categorie Donna contro una della passata stagione; la creazione di accordi sportivi, più collaborativi con le regioni limitrofe; la creazione di un trofeo MTB giovanile, fondato sui circuiti provinciali».

Da Consigliere Nazionale a Presidente Regionale… un passo in basso o due in alto?
«Sicuramente due passi avanti, il ruolo di Presidente del Comitato Regionale é molto più gravoso e responsabilizzante di quello da Consigliere Federale, ma non per questo meno soddisfacente, anzi…»

I rapporti con le istituzioni?
«I rapporti con gli Uffici della Regione Piemonte sono ottimi. Purtroppo, le risorse erogate in questi ultimi anni sono sensibilmente diminuite, ma non disperiamo che la politica dell'Assessorato si possa avvicinare alle Società di base e non solo agli organizzatori dei grandi eventi».

Il Comitato Regionale Piemonte si è sempre distinto a livello nazionale per le eccellenze riconosciute universalmente. Dove, secondo te, occorre tenere alta l’attenzione per crescere ancora?
«Le società piemontesi devono fare un imperioso balzo in alto e crescere nello sfruttamento della loro immagine e nei rapporti con i mass media, sia locali sia nazionali. Si parla e si scrive troppo poco di ciclismo».

Sei stato uno stradista, ma nei tuoi programmi ed analizzando i calendari agonistici emerge una forte attenzione allo sviluppo del fuoristrada. Confermi questa impressione?
«Il fuoristrada è un settore determinante nel ciclismo piemontese e una forza in grande crescita in tutta Italia,. Credo possa essere complementare alla strada e viceversa: oggi molti dei grandi stradisti (Sagan, Rosa, Evans) arrivano dal mondo MTB, e al contrario, molti professionisti passano con soddisfazione alle ruote grasse. Lo stesso CT nazionale della MTB, Mirko Celestino in passato, è stato un ottimo corridore stradista. Il mio impegno sarà di far crescere, non sono quantitativamente, ma anche qualitativamente tutto il movimento».

Come intendi rilanciare la MTB a livello giovanile?
«Sicuramente contribuendo all’organizzazione di manifestazioni qualitativamente e tecnicamente più importanti. Sarà poi fondamentale organizzare diverse trasferte, anche fuori dai confini italiani, con i ragazzi migliori…»

Pista: da quest’anno torna agibile il Velodromo Francone. Ci sono programmi?
«Dopo anni, finalmente, tornerà la 6 Giorni Internazionale. Sarà una ghiotta occasione, per uno scambio di collaborazioni con altre Regioni e soprattutto altre Nazioni con l’obiettivo di aumentare la qualità e l’esperienza dei nostri atleti».

Le specialità emergenti del ciclismo?
«Sicuramente le Marathon nella MTB e il ciclismo “a scatto fisso” che viene praticato nelle grandi città soprattutto anglosassoni».

Il cicloturismo di massa, la nascita delle ciclovie turistiche: Vento, parco Ticino, Canale Cavour, Basso Piemonte. Un beneficio al movimento o una “pericolosa” deriva?
«Una deriva pericolosa non direi. La bicicletta in questi anni ha avuto uno sviluppo molto elevato, anche nella sua concezione ambientalista e culturale. Oggi si vendono più biciclette che mezzi a motore e la Federazione deve indirizzare questa forza verso lo sviluppo ed il reperimento della componente agonistica e dei giovani…»

Una promessa e una richiesta alle Società giovanili che a breve inizieranno la nuova stagione agonistica in Piemonte, quale nuovo Presidente?
«L’obbiettivo primario del Comitato sarà quello di incentivare l'attività in tutti i suoi aspetti. Cercheremo di rendere più facile possibile “la vita” alle nostre Società, garantendo loro la massima trasparenza e, dove sarà possibile, eliminando lacci e lacciuoli che molte volte rallentano o peggio inibiscono lo sviluppo dell’ attività. Per tutte le specialità (strada, pista e MTB) organizzeremo trasferte della rappresentativa regionale in alcuni paesi esteri. Il confronto con altre realtà europee porterà sicuramente un miglioramento del bagaglio non solo tecnico degli atleti, ma anche culturale. Alle Società chiedo cortesemente, collaborazione costruttiva».
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