Basso: dalla California verso un grande 2007

| 08/02/2007 | 00:00
Ha progetti "molto ambiziosi" Ivan Basso, il vincitore del Giro 2006 che è appena rientrato in Italia dopo il primo periodo di preparazione in America con i nuovi compagni della Discovery Channel. In un'intervista a Sky Life - Sport, il ciclista lombardo spiega che Giro e Tour sono gli obiettivi della stagione che lo vedrà in sella al Giro di California da giovedì 15 febbraio. Quest'anno Basso festeggia i 30 anni e vuole celebrare il suo compleanno nel modo migliore: «Sono gli anni migliori - spiega - il mio obiettivo è concretizzare il massimo. E i miei progetti sono molto ambiziosi. Ho rispetto per tutti, avversari vecchi e nuovi del Giro e del Tour. Sono molti i giovani sempre più forti. Io ho dentro di me una grande serenità. Il Tour è la corsa più bella del mondo. Il Giro l'ho vinto, il Tour ho una voglia matta di correrlo ad altissimi livelli». «Non sono rabbioso - aggiunge Basso - non covo rancore. La rabbia fa commettere errori stupidi, con la fretta e la voglia di rivincita non si va lontano. Io voglio andare lontano. Mi sto preparando bene. E non dico altro, le emozioni non si possono raccontare. Bisogna provarle e farle vivere ai tifosi con i fatti». Basso non vuole parlare dell'Operacion Puerto, ma solo di ciclismo pedalato: «Non voglio entrare nel merito del doping e dell'Operacion Puerto. Pago un buon avvocato. Se vi stanno a cuore certe cose, chiedetele a lui . Mi perdoni: non potremmo parlare di ciclismo pedalato?». Basso ha spiegato che nella Discovery ha trovato «compagni eccellenti, un'ottima squadra, simile a quella dell'anno scorso. Direi che parliamo dei due migliori team al mondo, la Csc e la Discovery, ho notato differenze minime nel mio passaggio dall'una all'altra. Poi, a proposito di programmi, correro' la Tirreno-Adriatico e la Milano-Sanremo». Sollecitato, invece, sul momento difficile che il calcio sta attraversando Ivan ha così commentato: «Il mio primo pensiero è andato e va a chi è mancato. E' morta una persona, mi piacerebbe che nessuno lo dimenticasse. Poi dico solo che, l'anno scorso, ci sono stati 6 milioni di tifosi sulle strade del Giro. E neanche uno che abbia sferrato un pugno a un altro. Non c'è la polizia e non succede mai niente di male...». E ancora: «Perche' nel calcio si' e nel ciclismo no? Mi pare difficile dare una risposta una volta per tutte - ha spiegato Basso - . Azzardo cosi': il calcio e' molto piu' sentito, basta un errore arbitrale, un vecchio torto che agli occhi di qualche scalmanato si riaccende. So che nel mio mondo, fortunatamente, non capita». Basso non sa se in questo calcio qualcosa cambiera', ma elogia la politica delle due squadre milanesi. «Ci sono segnali, il dialogo tra le societa' e le tifoserie potrebbe servire. Io non vado mai allo stadio, le partite le guardo in tv, tifo Milan. Non sono presente. Ma sono attento. E ribadisco una convinzione: le due milanesi, Milan e Inter, secondo me, si stanno dando da fare nella giusta direzione per fare ragionare le tifoserie. Una strategia che dara' presto risultati». L'intervista completa di Paolo Pagani a Ivan Basso su Skylife.it
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