UNIVERSITA'. La lezione del prof. Guercilena

INIZIATIVE | 27/11/2016 | 08:02
Sono state quasi tre ore veramente interessanti quelle trascorse nel primo e piovoso pomeriggio di venerdì 23 novembre sui banchi dell’aula 202 dell’Università degli Studi di Milano, in via Celoria, praticamente completa nei quasi duecento posti.

In cattedra, ma non ex-cathedra – e la differenza non è da poco – Luca Guercilena, Ivan Basso e il tricolore Giacomo Nizzolo, un trio di specifico valore quello all’insegna della Trek-Segafredo, invitati dal docente, il prof. Antonio La Torre, studioso e praticante di sport di resistenza che nella sua introduzione ha fornito prova anche di specifica preparazione e passione ciclistica.

Il prof. La Torre ha ricordato e rimpianto la figura e il valore d’avanguardia, con visioni anticipatrici, del compianto Aldo Sassi del Centro Mapei, un fil-rouge che lo unisce anche al suo ex-allievo Luca Guercilena che è sovente chiamato dal docente a proporre le sue esperienze del campo, compatibilmente con le possibilità del “globetrotter” Guercilena.

Per gli studenti della Facoltà di Scienze Motorie, rilevante la quota rosa presente, e altri intervenuti a vario titolo, è stata l’occasione di conoscere e apprezzare, con alti indici di gradimento espressi in molteplici occasioni, le testimonianze dirette dapprima di Ivan Basso che ha ricordato, fra l’altro, il suo non elevatissimo profitto scolastico già dalle elementari quando, sui quaderni disegnava biciclette, corridori e apponeva prove d’autografo invece di seguire con attenzione le spiegazioni. Il varesino, sportivo sempre praticante a tutto tondo, con linguaggio accattivante, ha rivelato aspetti e sensazioni legati alla professione di corridore d’alto livello che cerca ora di trasferire, senza imposizioni, ai suoi giovani allievi nella Trek-Segafredo.

Ha lodato il lavoro oscuro che, per quattro anni, ai tempi della Liquigas, hanno svolto i compagni di squadra e soprattutto Paolo Longo Borghini, il suo pesce-pilota nel gruppo. Interessante l’annotazione di Basso secondo il quale il corridore di vertice che, in gara, recepisce con continuità le sensazioni e le situazioni esterne attorno alla corsa, lo deve interpretare come un campanello d’allarme per la sua capacità di concentrazione e rendimento totali.

Il pezzo forte era l’esposizione di Luca Guercilena sul lavoro svolto con Fabian Cancellara per realizzare il sogno della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016. Tabelle, grafici, misurazioni, valutazioni, livelli di soglia e di acido, programmi elaborati e presentati da Guercilena e realizzati in collaborazione con il suo staff di specialisti hanno spiegato la preparazione seguita e condivisa, non senza anche vivaci dibattiti e confronti, sempre per rappresentare il percorso seguito e aggiornato, a seconda degli eventi agonistici e di altre incidenze non programmabili di “Spartacus”. I futuri tecnici li hanno seguiti con attenzione, prendendo appunti. Nello stile Guercilena, che continua a definirsi “allenatore”, senza scomodare la scienza, non è stata una fredda elencazione di dati e numeri ma la rappresentazione di un rapporto di conoscenza reciproco e duraturo, franco. E qui si ritrovano pure implicazioni psicologiche e caratteriali, le motivazioni, gli stimoli ad hoc, lo studio degli avversari, l’orgoglio e molti altri addendi, con diverse “pennellate” d’autore, quasi intime, della corsa all’oro di Rio nell’ultima stagione della straordinaria carriera di Fabian Cancellara, per presentare il quadro d’insieme della riuscita “operazione oro”. Guercilena ha rammentato i suoi inizi nella Mapei-Giovani, dove ha conosciuto il bernese rivelando che i compagni lo chiamavano, affettuosamente, “Toblerone”. Poi, salvo un intervallo, un percorso comune connotato da stima e amicizia reciproche.

Il campione italiano Giacomo Nizzolo ha concluso gli interventi davanti all’attento uditorio di suoi coetanei. Con disinvoltura e piglio sicuro ha spiegato, rivissuto, con lo scorrere delle immagini, con Guercilena, le scelte in corsa e le situazioni tecnico-tattiche adottate nel finale della gara. E’ stato tirato in ballo il rapporto che lega il tecnico-allenatore-direttore sportivo (e altro, molto altro, per il milanese Guercilena) all’atleta ed entrambi hanno confermato che non mancano le occasioni di confronto, anche serrato, addirittura definito “burrascoso” per l’esclusione dalla Milano-Sanremo del brianzolo che ha ribadito di coltivare sempre il sogno d’affermarsi nella classicissima d’apertura. Nizzolo ha confermato d’avere voluto e cercato, già all’esordio, di gareggiare in una formazione multi-nazionale affrontando con specifica volontà le difficoltà derivanti dalla scelta, in vari settori.

Poi via, ad eccezione di Basso era impegnato in una visita medica per le conseguenze della sua passione di maratoneta, ancora per Salsomaggiore dove, peraltro, Guercilena era già stato anche nella mattinata e proseguire, nella serata, per la festa in Toscana, di Yaroslav Popovich, il popolare “Popo” che dopo la Roubaix è sceso dalla bici per entrare nei ruoli tecnici della Trek-Segafredo.

g.f.



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