ERNESTO BIANCHI VA IN PENSIONE

STORIA | 26/11/2016 | 07:42
Questa volta la tradizionale festa con gli amici che Ernesto Bianchi, lucchese e personaggio del ciclismo organizza da anni alla fine di ogni stagione ha avuto una cornice diversa. Con il 2016 infatti Ernesto Bianchi per raggiunti limiti di età, ha concluso il suo impegno come direttore di gara in tante manifestazioni, ma non ha concluso certamente il suo impegno con il ciclismo.

La festa nel locale “El Paso” a Monte San Quirico alle porte di Lucca con tanti amici attorno a Ernesto, premiato, applaudito e ringraziato. C’erano tra gli il presidente del Comitato Regionale Toscano di ciclismo Giacomo Bacci, i due neo rieletti presidenti provinciali di Lucca e di Pisa, Gianfranco Battaglia e Roberto Spadoni, il giudice sportivo Enrico Bartoli, il responsabile della Commissione Sicurezza e direttori di gara della Toscana, Mario Mecacci, numerosi dirigenti del ciclismo lucchese e tanti amici, ed infine un folto gruppo di giudici di gara con la presidentessa della Commissione Regionale, Francesca Mannori ed uno dei suoi collaboratori, Antonio D’Alessandro.

Ernesto Bianchi, entrò nel ciclismo da giovanissimo, tifoso di Charly Gaul, la sua prima bici una Benotto e con questa chilometri e chilometri percorsi spesso assieme al suo fedele compagno di viaggio Antonio Girotto. Andarono in bici anche da Lucca a Castellania, la località piemontese resa celebre in campo ciclistico dal “Campionissimo” Fausto Coppi. Fu Ernesto a fondare anche il primo Club Mario Cipollini, del quale è stato tifosissimo. Bianchi si può dire che ha “adottato” ciclisticamente “Re Leone”. E’ stato anche direttore sportivo a livello giovanile, organizzatore di tante gare ciclistiche, dirigente di società, legatissimo all’Unione Ciclistica Lucchese fondata nel 1948 e della quale è attualmente il presidente. Quasi 30 anni fa, era il 1988, decise di intraprendere anche l’attività come direttore di gara e da allora circa 300 le gare che lo hanno visto impegnato. Qualcuno lo ha definito scontroso, ma Ernesto non è mai sceso a compromessi, sempre pronto a dialogare per risolvere i problemi con tutti gli altri addetti ai lavori, pronto a smorzare i toni con una battuta e con un sorriso.

L’immagine emblematica di Ernesto Bianchi nel ruolo di direttore di gara è stata quel suo viaggiare seduto sullo sportello della vettura, incurante delle condizioni climatiche, pioggia compresa. Capelli al vento insomma, ma per lui questo non è mai stato un problema, visto che il suo lavoro di tutti i giorni è stato quello di barbiere. Un personaggio simpatico per questo festoso ritrovo di Lucca, organizzato anni addietro da lui stesso. Semplice e familiare, ed il ciclismo di addetti ai lavori e soprattutto volontari come Ernesto Bianchi, ne ha ancora bisogno.
                                 
Antonio Mannori

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