LETTERA APERTA | 27/10/2016 | 07:20 Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta di Donato Polvere, manager del Team Vejus, che risponde all'articolo provocatorio del nostro Gian Paolo Porreca.
Stupisce e rattrista leggere articoli come quello scritto da Gian Paolo Porreca dal titolo “Chi ha paura del ciclismo in Campania”. Stupisce e rattrista non perché quello che vi è affermato non sia condivisibile, bensì perché ignorare deliberatamente la realtà della Vejus, di Pago Veiano nel Sannio (Campania quindi...) è porsi alle stregua di coloro hanno paura. Abbiamo da pochi giorni concluso l'ottava stagione consecutiva nella categoria elite-under 23. Nel corso degli anni siamo cresciuti, professionalmente ed organizzativamente, ogni anno partecipiamo ad oltre 90 corse, tutte le più importanti del calendario italiano, sia internazionali che nazionali, nonché alle ormai rare, eufemismo, corse a tappe anche all'estero. In questi anni abbiamo ottenuto piazzamenti, vittorie, unanime apprezzamento dal mondo degli addetti ai lavori. Abbiamo portato due corridori al professionismo che conta, ovvero in squadre di rango professional. Ma soprattutto abbiamo offerto la possibilità a molti ragazzi campani e di tutto il Mezzogiorno, dal Molise alla Sicilia, di poter vivere un'esperienza considerevole, non solo dal punto di vista eminentemente ciclistico atletico, ma anche come esperienza di vita attraverso il contatto con altre realtà e la possibilità di una crescita personale e professionale. Il tutto nella più totale indifferenza degli enti e delle istituzioni locali e regionali; della Federciclismo regionale con le sue varie propagini e comitati, che perseverano nell'esclusivo fine di perpetuare il loro potere, il loro privilegi. “Sedotti” dal ciclismo amatoriale, noncuranti di quello giovanile, come fucina dei corridori del domani, del ciclismo che conta. Motivo per il quale abbiamo abbandonato l'affiliazione nella regione Campania, scegliendo il comitato molisano. Con estrema difficoltà nel trovare sponsor ed aiuti economici. Indifferenza se non sabotaggio da parte di certi, tecnici, esperti od affini, nel consigliare agli juniores campani di emigrare al Nord, come unica via per un avvenire ciclistico. Eppure offriamo un alto livello complessivo: metodologie di allenamento, attrezzature, materiale tecnico, percorsi, salite e l'atmosfera del Sannio come palestra ideale e funzionale per competere con le squadre più prestigiose ed attrezzate. Da fine febbraio ad inizio ottobre partecipiamo alle competizioni senza soluzione di continuità, le quali purtroppo anche a causa di alcune scelte federali, si svolgono tutte, tranne sette eccezioni, dalla Toscana e Marche in su. Tutto ciò, coloro che hanno paura del ciclismo in Campania, non ci ha scoraggiato, ma ci ha dato ancor più motivazione, abnegazione nell'andare avanti. E con passione ed ostinazione stiamo già lavorando per la stagione 2017. Donato Polvere ARTICOLI CORRELATI
La reazione di Donato è umana e certamente lo scritto di Gianpaolo Porreca non vuole riferirsi alla Vejus di cui Polvere è il manager.
Conosco personalmente Donato, non da oggi, ma da quando difendeva i nostri colori sociali nella cat.juniores. Conosco la passione e l'entusiasmo che lo anima nel "mandare avanti una baracca così complessa" . Si sa poi che le difficoltà logistiche ma soprattutto economiche al Sud si moltiplicano.La Vejus, oggi, è affiliata in Molise ma senza entrare nel merito di questa scelta,è una realtà Campana e Sannita in particolare. Sono certo che lo scritto di Porreca e la giusta reazione di Donato potrebbe anche trasformarsi in quel famoso sass nello stagno che porti le onde verso una meritata e giusta considerazione per questa gente che tanto fa per il ciclismo del Sud.
Una Conferma
27 ottobre 2016 20:52Pablo2013
Conosco Donato da molto tempo e ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo insieme con i suoi ragazzi in tantissime gare nazionali e internazionali.
Sono uno del Nord, ma apprezzo molto il lavoro , passione e sacrificio di questa persona splendida, che si sobbarca tantissime ora di viaggio per essere presenti con le migliori formazioni nazionali e internazionali, ivi compreso il Giro della Valle D'Aosta, e offrire ai giovani del sud una grande opportunità di crescita e di esperienza molto importante.
Penso questa sia una grande motivazione per continuare ad esserci ancora e a crescere sempre di piu'.....
Non mollare Donato........
28 ottobre 2016 08:54passion
..... tieni duro...... l'augurio migliore che posso farti è quello di ricevere quanto prima tutti i riconoscimenti e gli aiuti morali, materiali e soprattutto umani che ti sei meritato in questi anni, la speranza è anche che sul tuo esempio altre persone competenti possano contribuire, in altre regioni del centro e del sud, a ridare vita a un movimento che a livello under 23 ed elite e pressoché sparito.
ciclismo
28 ottobre 2016 12:27siluro1946
La situazione descritta dal sig. Donato, a cui faccio tanti auguri, è la stessa che si riscontra in tutta Italia. Pur abitando in Lombardia, si trova al "nord" anche se si sta avvicinando velocemente al sud. Volendo seguire qualche gara dei giovani sono costretto a fare decine e spesso centinaia di chilometri,conoscenti ed amici che ancora si occupano dei giovani mi riportano le stesse cose descritte dal sig. Donato ed altri.
Per poter commentare i post devi esser registrato.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.
Al termine di una tappa impegnativa, in cui Giulio Pellizzari ha accumulato 18 minuti di ritardo dal vincitore Jonas Vingegaard, è arrivato per il marchigiano il sostegno del presidente di Lega, Roberto Pella. «A nome mio personale e della Lega...
Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Parte in progressione da seduto quando al traguardo mancano 6, 6 km, gli risponde solo Gall, che gli resiste per poco, pochi metri, poi il danese si alza sui pedali e cala il sipario: altro...
Ma dove sono, dove si nascondono quelli che soltanto due anni fa schifavano il Giro perchè un tizio lo ammazzava senza pietà, in tutto e per tutto, in lungo e in largo, sopra e sotto. Non bisogna avere una memoria...
Si chiama «Il Giro di Scarpa» ed è un gioco come quelli che faceva continuamente Michele, una sfida di quelle che lanciava ogni giorno ai «ciclosonàti» - così chiamava lui gli amatori - che incontrava nei suoi allenamenti, sulle sue...
Quarto arrivo in alta montagna del Giro e quarta vittoria per Jonas Vingegaard. Con i rivali incapaci di rispondere alle sue accelerazioni: al traguardo Gall è secondo a 1’07” e in classifica adesso l’austriaco è lontano 4’03” dal fenomenale danese. «Avevo...
Una delusione profonda, una resa anticipata, netta, clamorosa. E un distacco di 18 minuti al traguardo che cancella qualsiasi tipo di ambizione. Giulio Pellizzari sale alla ribalta della tappa numero 16 del Giro d'Italia ma non certo come si sarebbe...
Quarto arrivo in salita al Giro d’Italia 2026 e quarta vittoria per Jonas Vingegaard. Come sul Blockhaus, Corno alle Scale e Pila, anche a Carì (traguardo della sedicesima tappa partita da Bellinzona) il danese della Visma Lease a Bike...
La Rai precisa che, con la frase «cercano di spendere il minimo possibile», Davide Cassani si riferiva al dosaggio delle energie degli atleti e non a una politica aziendale. Problemi per Vingegaard: dopo aver rivelato di voler provare il vino...
La piccola grande storia di "riscatto in 15 giorni" di Moschetti, rimanere in 5 corridori al Giro d'Italia, grandi fughe e una discreta classifica, un ranking UCI che vede la squadra più avanti non solo di tante Professional ma di...
Dopo il terzo e ultimo giorno di riposo, il Giro d'Italia riparte... dalla Svizzera. Tutta ticinese la frazione numero 16 con partenza da Bellinzona e traguardo a Carì dopo 113 km e 3.100 metri di dislivello. per seguire il racconto...