GATTI&MISFATTI. DITEMI CHE NON È QUESTO IL VERO ARU

GATTI&MISFATTI | 01/10/2016 | 18:34
di Cristiano Gatti    -    

Degna chiusura per Fabio Aru. Finisce come aveva cominciato e come aveva proseguito: male. E’ il tema di giornata, di questo Lombardia iperattendibile e ipersincero. Il referto consegnato dalla più grande corsa del mondo, mai come quest’anno, dice qualcosa di inquietante. Dice che neppure in una corsa in linea adatta alle sue caratteristiche, genere tappone alpino, Aru è da Rotary del ciclismo mondiale. Come al Tour, purtroppo. Come nell’intero 2016.

Per fortuna, Aru ha appena 26 anni. In questo sport, siamo ancora nell’età dello sviluppo. Però certi suoi coetanei, o giù di lì, vedi Quintana e sua serenità Chaves, si presentano già ben sviluppati. Praticamente fatti. Aru no, Aru esce da quest’altra annata così come ci era entrato: potenzialmente campione, ma nessuno sa fino a che punto.

Stagione persa? Nessuna stagione è persa. Anche gli sberloni aiutano a conoscersi, a capirsi, a crescere. La verità che Aru dovrà affrontare in questo inverno di riflessioni e di nuovi programmi è molto profonda: dice che prima di sentirsi campione, bisogna diventarlo. Guai invertire i termini dell’evoluzione: conosciamo tantissimi (presunti, sedicenti) fenomeni che si sono atteggiati, presentati, espressi da campioni, senza avere credenziali in mano. Aru non deve aggiungersi alla disgraziata lista. Aru farà bene a studiarsi bene il 2016 e a muoversi di conseguenza. L’Italia non può permettersi di considerare questo Aru il massimo Aru possibile. Questo va bene come promessa e come premessa, ma dall’anno prossimo bisogna salire altri gradini.

Chissà perché mi viene subito in mente Nibali. Da parte sua, Vincenzo è salito come una mongolfiera, lentamente ma continuamente, senza fermarsi e senza tornare indietro mai. Adesso, solo adesso, può dirsi campione. E a dire tutta la verità, ancora adesso che ha vinto come i pochissimi migliorissimi c’è ancora qualcuno che fatica a definirlo campione.

Al confronto, Aru sbiadisce. Eppure c’è già tutto un movimento culturale che lo mette sullo stesso piano di Nibali. Si preannuncia il 2017 come l’anno della nuova rivalità, qualcosa di succulento come Moser-Saronni o Bugno-Chiappucci, tanto per essere chiari. Dopo questo Lombardia ce ne andiamo tutti in letargo con un dovere morale. Piano con questa rivalità. Lasciamo che si crei sulla strada, ne saremo tutti entusiasti. Ma fabbricarla artificialmente in anticipo, come se Aru e Nibali fossero allo stesso livello, mi sembra ingiusto per tutti e due. Prima per Nibali, che ha quarti di nobiltà niente male. Ma in fondo per lo stesso Aru, cui vengono accreditati un rango e un blasone del tutto virtuali. Il risultato è che poi, a fine gara, sono solo musate solenni. Dopo il Tour, anche il Lombardia. Quando i duri cominciano a giocare, lui passa tra le seconde file. Non sia mai che quello sia il suo vero posto, nelle gerarchie del ciclismo mondiale. Nel 2017 deve dimostrare di più e di meglio. Se vuole essere campione. Se lo è.
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COMMENTI
campioni?
1 ottobre 2016 23:59 arcidiavolo
Personalmente ritengo ambedue ottimi corridori, ottimi ragazzi genuini ed onesti dal punto di vista caratteriale, ma non campioni. Di campioni ne nasce uno ogni venti anni e loro non sono tra quelli.
Nibali ha vinto parecchio, ma nei confronti diretti coi grandi le ha quasi sempre buscate e nelle rare occasioni che li ha battuti ha costruito la vittoria quasi sempre in discesa.
Il sardo ha vinto una Vuelta grazie ad uno stato di grazia dell'intero team Astana nella penultima tappa, per il resto anche lui quando si è trovato a confrtontarsi direttamente coi big ha fatto pochino...
Ammetto di avere fatto un commento forse eccessivamente stringato e riduttivo, ma credo sia veritiero.

x arcidiavolo
2 ottobre 2016 10:09 FrancoPersico
Condivido in pieno quanto dici.
Io di campioni veri qui ne vedo davvero nessuno. Certo, direte voi, salici tu in bici e vediamo, dalla poltrona è facile parlare. Non è una critica negativa nei confronti loro, credo che tutti in gruppo lavorino per arrivare ai massimi risultati. Però definire campioni dei buoni corridori è forse eccessivo o illusivo.
Aru e Rosa, mio figlio li definisce LE RANOCCHIE. Ed io sorrido. In salita quando si alzano sui pedali sono un po sgraziati con queste lunghe leve "aperte". Ma producono sogni e speranze. Poi appena la strada diventa un falsopiano si spengono perchè mancano i WATT. Quelli li hanno i campioni e di campioni ne nasce uno ogni 50 anni.
Sono curioso di vedere come Rosa sarà inserito nel trenino in salita della SKY che pare faccia una crono. Questo grazie alla potenza ed ai WATT, che gli uomini in NERO ne hanno (pare) da vendere.
Pochi parlano di Villella, peccato.
Bravo De Marchi.
Finalmente si smette di parlare di Cunego.
Franco Persico (IM)

Vuelta
2 ottobre 2016 10:13 lattughina
diciamola tutta, Aru ha vinto la Vuelta perchè Froome e Quintana erano fuori gioco e Nibali squalificato perchè trainato dall'ammiraglia.
Spero che Fabio si schiarisca le idee di cosa vuole fare da grande. Possono capitare le stagioni 'no' ma bisogna rialzarsi prontamente.

X FRANO PERSICO
2 ottobre 2016 11:33 Marcy
CODIVIDO TUTTO QUELLO CHE A DETTO,COMPRESO CHE ANNO SMESSO DI PARLARE DI CUNEGO,MA QUANDO SMETTERANNO DI PARLARE DI POZZATO NON NE POSSO PROPRI PIU

Aru lo vedo male
2 ottobre 2016 13:56 pickett
Ora sappiamo perché non è andato alla Vuelta;sapeva benissimo che avrebbe preso altre legnate.Speriamo non faccia la fine di Giupponi ,Lelli e tanti altri che dopo o tre ad alto livello sono diventati dei gregari.Bene Villella,pare sia riuscito finalmente a dare una sterzata ad una carriera che si stava mettendo male.Vedremo l'anno prossimo.

comunque si può ancora migliorare...
2 ottobre 2016 16:37 arcidiavolo
Aru ha tutto il tempo per migliorare e migliorarsi, ma purtroppo vincere un grande giro giovanissimi se non si è appunto dei campionissimi può portare, si veda Cunego ad attese e pressioni insopportabili.
Io personalmente sono convinto che un corridare che davvero avrebbe i numeri del fuoriclasse sia Moreno Moser. Purtroppo anche lui, si è un poco perso, ma speriamo possa riprendersi dal momento che il tempo gioca a suo vantaggio.

perche' male...???
2 ottobre 2016 17:17 vespa
caro signor GATTI secondo me' ARU e' tornato CREDIBILE....in un mondo sempre meno credibile.....quest'anno abbiamo visto cose ridicole...CHAVEZ due podi e il LOMBARDIA....SKY al TOUR che al confronto la US POSTAL...era una SQUADRETTA...i BARONETTI INGLESI casualmente con ricette STRANE....e una VUELTA dove hanno salvato 100 CORRIDORI.....la stimo come GIORNALISTA SCRITTORE e sono di BERGAMO mi piacerebbe stringerle la mano,,,,DISTINTI SALUTI

Calma però...
3 ottobre 2016 09:45 runner
Qui tutti sono sempre pronti ad esaltarsi quando le cose vanno bene ed a deprimersi quando le cose vanno male.
Sarebbe utile un po' di equilibrio nei giudizi.
Innanzitutto concordo con il direttore sul fatto che Nibali sia un CAMPIONE. Purtroppo c'è ancora qualcuno che non lo considera tale, nonostante 2 Giri, 1 Tour (stravinto) ed una Vuelta. Oltre a un Lombardia e un sacco di altre gare (ed un Olimpiade persa solo per un dannato incidente...).
In poche parole: non ce lo meritiamo.
Se un altro Paese avesse un corridore così lo avrebbe esaltato alla grande!
Ma noi siamo solo capaci a lamentarci. In fondo, esterofili come siamo, preferiamo i Contador, i Valverde e gli Amstrong (tuttii beccati con le mani nella marmellata o magari i Froome (corridore robotizzato con una Sky puzza a chilometri di distanza)?
Per quanto rigurada Aru, è vero che il 2016 è stato fallimentare.
Diamogli, però, ancora credito perchè il corridore è molto valido. Se sarà un Super lo vedremo.
Ma riflettiamo: forse è meglio diffidare dei corridori Super...

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