RIO2016. Viviani, orgoglio e orgoglioso della pista italiana

PROFESSIONISTI | 27/07/2016 | 16:00
Dopo gli ottimi risultati ottenuti dai giovani azzurri della pista tra Europei e Mondiali, tocca al loro punto di riferimento conquistare una delle medaglie più ambite ai Giochi Olimpici.

Dopo il Giro di Polonia, Elia Viviani ha partecipato alla Sei Giorni delle Rose, vincendola con Michele Scartezzini (da registrare la prima americana corsa e vinta in coppia con il fratello Attilio, nella foto, ndr) dopodichè è andato a Livigno qualche giorno per recuperare e da domani si "rinchiuderà" a Montichiari insieme al CT Marco Villa per rifinire la preparazione.

«È arrivato un segnale forte dai ragazzi e dalle ragazze ai campionati europei di Montichiari così come dal campionato del mondo di Aigle. Aldilà delle medaglie e delle maglie vinte, in tutte le finali inseguimento a squadre c'eravamo, gli under hanno fatto registrare un super record italiano in 3'56", le ragazze junior sono primatiste mondiali e viaggiano sui tempi delle elite, il campione del mondo Ganna è entrato nella storia con il quarto tempo di sempre nell'inseguimento in 4'14", siamo tornati competitivi nelle specialità veloci e abbiamo visto sbocciare talenti come Balsamo, Barbieri, Paternoster... insomma abbiamo visto una grande Italia. La strada intrapresa è quella giusta, più di qualcuno ci deve credere assieme a Villa, Salvoldi e ai ragazzi» esordisce Elia.

Ora tocca a te. «Sì, sono pronto. Parto per vincere una medaglia, lo dico da sempre e non mi nascondo. Le aspettative sono alte, in primis le mie. Per 5 cm a Londra non abbiamo vinto il mondiale ma eravamo primi fino all'ultima prova e alle olimpiadi avremo a che fare con gli stessi rivali. La preparazione si è svolta al meglio, nei prossimi giorni ci concentreremo sugli ultimi dettagli per arrivare in Brasile pimpanti come non mai. Partirò per Rio insieme alle ragazze del quartetto il 3 agosto. Una medaglia è alla nostra portata, non ci tiriamo indietro, ma tutto può succedere e con rivali come Gaviria e Cavendish non sarà per niente facile. Il 14 e il 15 agosto avrò bisogno di essere spinto dal tifo di tutta Italia».

Giulia De Maio

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