CASASOLA: «IL CICLOCROSS E’ IL MIO PRIMO AMORE, E’ DIVERTIMENTO E PASSIONE»

INTERVISTA | 12/01/2026 | 08:15
di Giorgia Monguzzi

Per Sara Casasola le gare del fango sono un luogo magico, il terreno ideale per esprimere al meglio se stessa e soprattutto divertirsi. Tra la fatica e la tensione della gara, per l’atleta friulana della Crelan Corendon c’è sempre spazio per un sorriso, fare ciclocross è come respirare aria pulita e basta assistere ad una sua gara per capire quanto sia forte, se non addirittura vitale, il legame con questa disciplina.


Ieri nella prova del campionato italiano, Sara ha sbaragliato la concorrenza, dopo il primo giro sulla ruota di Rebecca Gariboldi e di Carlotta Borello (la campionessa uscente), ha aperto il gas ed è stata imprendibile. Una prova pazzesca che è stata fondamentale per riprendere il ritmo gara dopo una stagione che è stata una specie di montagna russa. Sara infatti, dopo i primi grandi risultati in Superprestige e in Coppa del Mondo, ha avuto un’infezione alle vie respiratorie ed ha dovuto fermarsi più volte. «Non è stato un avvicinamento molto facile, partivo e mi fermavo praticamente a settimane alterne, ma fortunatamente avevo una buona base di allenamento e quindi questo mi ha comunque aiutato a farmi restare in corsa. Volevo mettermi alla prova soprattutto per il ritmo gara che è effettivamente la parte che più mi mancava. Subito dopo la partenza non ero nelle prime posizioni proprio perché mi mancava proprio quell’intensità e ho preferito non strafare bruciandomi subito. Ho fatto un po’ di elastico facendo sfogare le mie avversarie e poi ho cercato di affrontare con il mio ritmo tutta la parte tecnica del percorso. Appena mi sono accorta di avere un po’ di vantaggio ho cercato di andare costante fino alla fine. E’ un titolo italiano speciale, mi ha dato modo di sbloccarmi e soprattutto una grande carica» ci ha spiegato Sara che ieri ha letteralmente fatto le prove generali correndo di cuore, ma soprattutto di testa, consapevole dei suoi limiti e delle mancanze, ma sempre con l’obiettivo di dare tutto.


Di Sara potremmo parlare all’infinito, dalla sua laurea in matematica al suo modo analitico, ma al contempo passionale di vedere ogni gara, fatto sta che è una delle atlete migliori al mondo di questa disciplina. E’ un piccolo gioiello che spesso ci dimentichiamo di avere e che invece dovremmo fare risplendere ancora di più, darle spazio, farla risaltare. Il ciclocross non è la specialità principale in Italia, anzi molto spesso viene relegato ingiustamente come un passatempo per non restare fermi nei mesi invernali, invece in Belgio è religione e Sara è una delle regine. Se per i tifosi italiani è una delle tante ecco che altrove è un’autentica superstar;  la conferma ci è arrivata direttamente da un collega belga, ci è bastato pronunciare il suo nome per fargli brillare gli occhi. «Il Belgio è la patria del ciclocross, quello che succede durante le gare è qualcosa di indescrivibile, il pubblico fa un tifo pazzesco e soprattutto quando vedono uno straniero davanti a battagliare impazziscono letteralmente. Mi è capitato più volte di vedere dei cartelli con scritto il mio nome e questo mi ha fatto veramente emozionare, sono a migliaia di chilometri di distanza da casa e non ti aspetti di trovare una cosa del genere, ma loro sono fatti così. Purtroppo in Italia il ciclocross non è così sentito, ma vedo che qualcosa sta cambiando, a Brugherio c’erano tanti tifosi ed amici, anche a livello mediatico iniziano a parlare di noi, ci viene dato spazio ed è veramente bello. Il Belgio è il tempio del cross, ma l’Italia è speciale»

In un ciclismo sempre più veloce e con stagioni sempre più lunghe Sara non ha mai smesso di credere nella disciplina che ama. Quando tutte le sue coetanee preferivano dedicarsi esclusivamente alla strada e puntare in grande, lei ha scelto sapientemente di continuare a divertirsi nel fango diventando così sempre più forte. Se per qualcuno poteva sembrare una decisione un po’ folle, basta guardare le prestazioni di Sara nella passata primavera per capire che il carico del ciclocross la sta facendo diventare un’atleta ancora migliore. La squadra non ha mai smesso di supportare la sua scelta, a Brugherio hanno inviato direttamente dal Belgio un mezzo attrezzato e dei meccanici, sembrano piccole cose, ma  fanno la differenza «Sento che le gare di ciclocross mi stanno dando molto anche per la strada, ma nel cross ci si diverte molto di più, non è la stessa cosa. Per me è più di una passione e lo continuerò a fare fino a che posso, smettere per passare su strada non è per me un’opzione percorribile e sono felice che la squadra sia la prima a sostenere tutto questo. La strada mi sta piacendo, sento di migliorare, ma il ciclocross è il mio primo amore, niente sarà mai come questa disciplina. Mi rendo conto che non è facile andare avanti, bisogna essere determinate, ma soprattutto fortunate; alle ragazze che vengono messe di fronte ad una scelta vorrei dire che fare entrambe le cose non è assolutamente impossibile e se la squadra vi impone di scegliere, allora significa che non è quella giusta»  ci dice Sara con tutta sincerità ed esprimendo il suo amore smisurato per questa disciplina.

Dopo il campionato italiano la stagione di Sara entra ancora più nel vivo, ad attenderla ci sono le ultime prove di Coppa del Mondo, ma soprattutto il campionato mondiale in programma il 31 gennaio, gara con la quale ha un conto in sospeso.

 


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COMMENTI
Orgoglio italiano
12 gennaio 2026 10:46 apprendista passista
Tre parole...fortissima, tostissima, bravissima nella guida...

Gigante
12 gennaio 2026 16:01 frankie56
Ero presente ieri a Brugherio, e ho quindi avuto la fortuna di vederla in azione: un missile. Per fortuna era al rientro dopo problemi fisici. Per le altre ragazze, fortissime anche loro, non c'è stata storia. Giornata bellissima per un percorso spettacolare. Se avesse piovuto , peggio, nevicato, sarebbe stato da annali del ciclismo. Comunque la Casasola, una certezza italiana. Auguri per il mondiale, anche se magari non si dovrebbero farli.

CROSS
12 gennaio 2026 18:15 fido113
Con Discovery+ seguo tutta la stagione del CROSS senza dipendere da nessuno e francamente mi sono appassionato a questa disciplina seguendo Sara che sembra essere l'unica a contrastare le olandesi.

Sara numero uno
13 gennaio 2026 10:07 acastro70
Ero a Brugherio, semplicemente ha fatto un altro sport rispetto alle altre. Sara è davvero forte, completa e determinata, si capisce che non corre a caso, che sa in ogni momento quello che fa. A fine giornata ho fatto una foto con lei, le ho detto che il mio sogno sarebbe vederla battere in volata la Brand, lei ha sorriso, con quel sorriso che ti conquista e che forse è la vera essenza delle sue imprese, brava Sara

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