Stefano Viezzi ha vinto di forza e con la testa, un secondo titolo tricolore nella categoria under 23 che conferma ancora una volta il suo talento limpido ed impetuoso. Non è stata una corsa facile, anzi tutt’altro, la brina sul percorso su Brugherio ha iniziato a sciogliersi e così in un amen il terreno è diventato una vera e propria saponetta in cui era difficile stare in piedi. A due giri dalla fine Stefano si è messo in testa ed è stato imprendibile.
«Nei primi giri abbiamo fatto tanti sbagli, la corsa rischiava di scoppiare fin da subito, ma poi ci siamo ricompattati. Il percorso era veramente difficile e in alcuni tratti parecchio pericoloso, ho voluto stare davanti a tutti i costi per essere sicuro nei pezzi tecnici e non avere qualcuno che mi costringesse a fermarmi. Devo dire che negli ultimi giri sono stato parecchio fortunato, Scoppini è caduto e io per fortuna ho sbagliato il meno possibile, una volta presa la testa non l’ho più mollata» Ci spiega Stefano visibilmente emozionato, si tratta del secondo tricolore consecutivo, ma riconfermarsi è tutt’altro che semplice, soprattutto in una categoria competitiva come quella degli under 23. La maglia di campione italiano è speciale, qualcosa di cui non si è mai sazi e, come ci spiega lui, poterla indossare all’estero e portarla in giro per tutta l’Europa rende il tutto ancora più magico. «Se guardo ad un anno fa sono cambiate molte cose, arrivavo da un infortunio alla clavicola e non ero al massimo della forma, soltanto nell’ultimo mese e mezzo di gara sono riuscito finalmente a sentirmi bene. Questa volta invece la mia condizione è davvero molto buona ed avere vinto l’italiano mi da davvero una grande carica, porterò questa maglia un anno intero e per me che corro soprattutto all’estero è davvero bello, in Belgio la riconoscono subito, è simbolo di prestigio, è un modoper farsi riconoscere. »
Nel 2025 il giovane friulano ha iniziato anche la sua avventura nel team devo della Alpecin Premier Tech, un nuovo ambiente, una nuova mentalità, più aperta, ma più ambiziosa. È sicuramente un passo in avanti che gli ha dato confidenza nei suoi mezzi e una programmazione più decisa tra strada e ciclocross senza tralasciare nulla. Ad inizio settembre le corse per lui erano già terminate mentre con la testa era già proiettato sul fuoristrada dove a fine novembre ha acchiappato un doppio podio in Coppa del Mondo. «Voler continuare a gareggiare sia su strada che nel ciclocross è una scelta che ho fatto senza nessun dubbio, fin da ragazzino sono stato abituato a destreggiarmi nella doppia attività e ormai fa parte di me. E’ qualcosa che non mi pesa, anzi è una spinta in più a migliorarsi anche se richiede dei sacrifici. Necessariamente occorre accorciare la stagione su strada per prepararsi al ciclocross, ma credo che siano dei sacrifici che vengano assolutamente ricompensati anche perché posso farmi trovare pronto già per le classiche di primavera »
La neo conquistata maglia tricolore sarà sicuramente una spinta in più per le ultime prove di coppa del mondo e per i mondiali dove i giochi sono ancora aperti. Gli avversari sono veramente temibili, ma Stefano ha già dimostrato di poter tenere testa ai grandi. «Riparto dall’Italia con una maglia speciale e la voglia di fare ancora meglio – ci dice appena sceso dal podio – e ora spero di portare in alto i colori della mia nazione. »
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