I VOTI DI STAGI. «FORREST GUMP» FROOME NON È STANCHINO

I VOTI DEL DIRETTORE | 15/07/2016 | 20:16
di Pier Augusto Stagi

Tom DUMOULIN. 10. La «farfalla di Maastricht» vola come un’aquila, nei cieli turbolenti dell’Ardèche. Fa le prove generali in vista di Rio. Sta bene il ragazzo, e dopo queste due vittorie al Tour sta ancora meglio.

Chris FROOME. 10-. Corre forte in salita, in discesa, a cronometro, a piedi: va forte dappertutto Forrest Gump. Che al momento sembra non sentire stanchezza o affaticamento. Forrest ad un certo punto della sua corsa si è sentito «stanchino», Chris sembra appena partito.

Rohan DENNIS. 5,5. È uno specialista del cronometro, ma dopo due settimane di corsa è in affanno e arriva in ritardo.

Bauke MOLLEMA. 9. Sta facendo il suo miglior Tour di sempre e l’impressione è che sia in crescendo. Speriamo solo che sulle Alpi non corra in difesa del podio.

Tony MARTIN. 5. Vale il discorso fatto con Dennis: si sono fermati al bar a fare due chiacchiere.

Alejandro VALVERDE. 7. È pazzesco, va sempre, su qualsiasi percorso ed ad ogni latitudine. È la sua cifra, più piano non sa andare. Dopo una buonissima primavera culminata con il podio del Giro, oggi una prova contro il tempo a misura di campione. Immenso.

Nairo QUINTANA. 5,5. Non è il suo terreno e cerca di fare il meglio possibile. Non ci riesce benissimo, ma speriamo di vederlo all’attacco sulle Alpi. Per lo spettacolo. Per il Tour.

Vincenzo NIBALI. 6,5. È il migliore degli italiani e ottiene un onesto 25° posto facendo una crono molto tranquilla, non certo alla morte.

Fabio ARU. 5. Non è contento della sua prova e anch’io mi aspettavo qualcosa di più. Però può dare di più nell’ultima settimana: resto fiducioso.

THE SHOW MUST GO ON. S.V. Correre sì, correre no: il dibattito è aperto. Chi sostiene la tesi che non ci si debba piegare al volere omicida del terrorismo e chi invece avrebbe visto di buon occhio anche un giorno di riflessione, dopo la tragica notte di Nizza. Opinioni più che rispettabili, entrambe. Intanto, però, pare improprio parlare di terrorismo, ma di folle omicida depresso. Ma anche davanti alla follia terroristica, un giorno di stop non significava resa. Non vuol dire chinare il capo. Semplicemente si rallentava il passo in un mondo che corre sempre troppo poco. Il Tour sarebbe andato in ogni caso avanti, da domani, sempre e comunque: il silenzio – dopo tanto frastuono – serve a far arrivare meglio il grido del nostro sdegno. La nostra voce.

GIURIA UNO. 2. Molti si chiedono: e se al posto di Froome e Porte ci fosse stato qualcun altro, la giuria si sarebbe comportata allo stesso modo? Certo, con Adam Yates vittima del crollo dell’arco gonfiabile dell’ultimo chilometro la giuria si è comportata allo stesso modo. Perché qui non vogliono aiutare Froome e compagni, ma semplicemente aiutare la Aso che in due occasioni ha fatto figure barbine. E la giuria, ad un errore, ha risposto con un altro errore.

GIURIA DUE. 4. Aru buca e si deve fermare tre volte per cambiare la bicicletta. Mancano 50 km al Mont Ventoux, lui - come spesso fanno tutti -  cerca di sfruttare un po’ la scia dell’ammiraglia. No, in questo caso la giuria è inflessibile. Nessuna comprensione, niente di niente. Hai forato? Cavolacci tuoi. E alla fine 50 franchi svizzeri di ammenda. Sono proprio bravi. E anche molto umani. 
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COMMENTI
Giuria Uno
16 luglio 2016 08:56 ugo81
il paragone con l'arco gonfiabile non regge.
quanti incidenti (anche tragici) con moto e auto hanno determinato sospensioni, neutralizzazioni, annullamenti delle gare, negli ultimi anni?
proprio nessuno, credo.
quanti corridori mollano un pugno ad un imbecille che gli corre accanto e se la cavano con 200 franchi svizzeri di multa? solo uno: Froome, Team Sky.

@ugo81
16 luglio 2016 11:46 Monti1970
I 200 franchi svizzeri di multa non li dovevano fare a Froome ma allimbecille che gli correva accanto. Froome ha fatto bene

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