L'ORA DEL PASTO. Il dono di Buti

STORIA | 15/07/2016 | 09:19
Dicono che a Buti siano stati fatti tre doni divini: l’aria, l’acqua e l’olio. Ce n’è un quarto: un figlio di quell’aria, di quell’acqua e di quell’olio. Si chiamava Cesare Del Cancia.

Era quel bambino che non stava mai fermo: giocava a rimpiattino, al papa, a zoppetto, a guardia e ladri, rubava la frutta dagli alberi e catturava i ranocchi negli stagni.
Era quel ragazzo che andava la mattina a studiare a scuola e il pomeriggio a lavorare al mulino oppure in una bottega dove si riparava di tutti, dalle macine dei frantoi agli zoccoli dei cavalli, dalle ruote dei carri ai tubolari delle biciclette.
Era quel corridorino che vinceva in volata o per distacco, che si piazzava a cronometro e in pista, che conquistò il titolo toscano dei dilettanti juniores, a quel tempo l’equivalente di un Mondiale giovanile, che si classificò quinto al Mondiale dilettanti del 1935, e che passò professionista – a ventuno anni non ancora compiuti - nel 1936.

Era quel professionista che non ne voleva sapere di fare il gregario (pare che si rifiutò di aiutare il capitano Gepìn Olmo), così mollò la Bianchi e si trasferì alla Ganna, dove invece aveva tutta la libertà che cercava, compresa quella di vincere la Milano-Sanremo del 1937, settanta chilometri di fuga solitaria e, come specificava “La Gazzetta dello Sport”, “indiavolata”.

A “Cesare Del Cancia – lo spavento degli assi” (CLD Libri, 256 pagine, 28 euro), Massimo Pratali ha dedicato un libro ricco e profondo, scavando negli archivi della Biblioteca universitaria di Pisa (di cui conosce labirinti e giacimenti perché lì ha lavorato per 35 anni), ma anche ricevendo fotografie e documenti di famiglia (e preziosa è stata la collaborazione della nipote di Del Cancia, Fernanda), e raccogliendo testimonianze degli amici.

Formidabili quegli anni di corse: cronache e commenti, ordini di arrivo e classifiche generali, ma anche ritratti e interviste, storie e racconti, lettere e canzoni, tesserini e cartoline. Era il ciclismo a metà fra l’eroico e il romantico, quello degli anni Trenta, fatto di strade polverose o infangate, di fatiche contadine e proletarie, di cadute omeriche e voli pindarici, di cotte abissali e distacchi epocali. E i corridori, anche Del Cancia, erano artisti e circensi, avventurieri ed esploratori, sfidavano la miseria, misuravano il destino.

Come quella tappa del Giro di Svizzera del 1937. Del Cancia la vinse due volte: la prima volta in volata davanti allo svizzero Amberg (ma la giuria decretò che, siccome pioveva, per problemi di sicurezza ci sarebbe voluta una finalissima a cronometro), la seconda volta a cronometro (un giro della pista di Losanna), eppure fu dichiarato secondo (perché la giuria invertì il suo tempo con quello di Amberg). Però il caso ebbe un effetto positivo, sorprendente, insperato: negli ultimi tre giorni di corsa, alla partenza o all’arrivo, in albergo o per posta, Del Cancia fu ricoperto di regali da chi voleva risarcirlo della vittoria (anzi, delle due vittorie) scippata.

Questo libro (presentato l’altro giorno a Pontedera, oltre all’autore c’erano Paolo Bettini, Giuseppe Pardini, Mauro Simonetti e Franco Vita), è anche un poderoso album di famiglia: da Bartali a Coppi, da Bizzi a Bini, da Torriani a Baldini, da Vigna a Gimondi, dal Vigorelli al Turchino, dal Terminillo alle Dolomiti, dal Giro d’Italia al Giro dell’Emilia, dalla “Gazzetta dello Sport” al “Littoriale”, dal “Lavoro” alla “Illustrazione italiana sportiva”, dai pantaloni alla zuava ai fez, dalle fontanelle d’acqua ai passaggi a livello. E Del Cancia che sorride, che digrigna, che posa, che mira, che sfreccia, che spara. Impomatato, incrostato, impelagato, impetuoso, impettito.

Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Conservo il
15 luglio 2016 11:58 canepari
ricordo di un campione che mi aveva preso in simpatia. Il pubblico degli appassionati ne conserva invece un ricordo sbiadito. Lui invece è stato un gigante e mi si perdoni il termine, un simpatico "rompicoglioni" in quanto non soggiaceva alle gerarchie ciclistiche dell'epoca. Uomo lucido e "LIBERO" fino alla fine, mi ha onorato della sua amicizia. Lo ricordo nel 2002 quasi novantenne, per la presentazione della nostra tappa del Giro. L'incontro con Olmo Michele, fratello di Gepìn, fu commovente. Cesare, ultimo "dinosauro" degli eroi della polvere dell'anteguerra...

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra