I VOTI DI STAGI. CAVENDISH INCONTRA LA STORIA, IO GIANCARLO

I VOTI DEL DIRETTORE | 04/07/2016 | 19:12
di Pier Augusto Stagi

Mark CAVENDISH. 10. Potenza, agilità, colpo d’occhio e di reni: una volata da vero pistard, in vista dei Giochi di Rio su pista. Intanto si diverte su strada, con l’entusiasmo di un ragazzino di 31 anni che sta vivendo in pratica una seconda giovinezza. Dato per ormai bollito, ribolle di energia e voglia di fare. Battezza la ruota di Greipel, gli resta dietro fin che può e poi a 50 metri dal traguardo esce come una palla di cannone e lo trafigge con un colpo di reni regale. Seconda vittoria in questo Tour. Ventotto vittorie alla Grand Boucle, che gli consente di affiancare il grande Hinault e avvicinare l’immenso Merckx a quota 34. Sei vittorie per scalare ancora un po’ la storia: ma lui c’è già.  

André GREIPEL. 8. Sono i dettagli che fanno la differenza e sono i millimetri che danno le vittorie. Perde per un niente, che è tanto, pure troppo.

Bryan COQUARD. 7. Si butta nella mischia, con coraggio e lucidità. Volteggia con maestria, fluttuando da una ruota all’altra e, alla fine, riesce ad ottenere un terzo posto che vale. E da morale.

Peter SAGAN. 6,5. Si butta con coraggio in volata, dopo aver fatto pubbliche relazioni per oltre 200 chilometri corsi con assoluta calma e tranquillità. Oggi è la festa degli americani, ma fanno un po’ festa un po’ tutti.

Edward THEUNS. 6,5. Il 25 enne belga fa in pratica tutto da solo e ottiene l’ennesimo quinto posto. Non è poi male.

Marcel KITTEL. 5. È piazzatissimo fino all’ultima curva, poi perde il treno, posizioni, corsa. Inizio difficile per il bel corridore teutonico: domani ha il dovere di riprovarci.

Davide CIMOLAI. 6. Si butta nella mischia, tutto solo, contro i giganti del velocismo mondiale. Non è come dirlo. Ma lui ha il merito di farlo. Bravo!

Vincenzo NIBALI. 7. Attento, lucido e avanzatissimo anche in pieno sprint. Sente puzza di “buco” e per un attimo sembra anche esserci.

Michael MATTHEWS. 5,5. Non sono proprio le sue volate, ma arriva troppo dietro.

John DEGENKOLB. 5,5. È chiaramente alla ricerca della condizione migliore e in questo momento fa quello che può.

Alexander KRISTOFF. 5. Gli manca qualcosa, forse anche più di qualcosa. Sembra essere la brutta copia del corridore che siamo abituati a vedere. Ci ha abituato troppo bene.

Armindo FONSECA. 8. Il “galletto” della Fortuneo Vital Concept va in fuga sulle strade di casa e fa incetta di chilometri e applausi. Lunga passerella pubblicitaria, che non gli passa più.

Thomas VOECKLER. 8. Suona la sveglia a un gruppo che ha voglia di far notte. È lui la nota più lieta: quello delle facce, delle linguacce e delle smorfie, oggi ci mette semplicemente la faccia.

Direct ENERGIE. 8. Rende omaggio alla memoria di Romain Guyot, il ragazzo della Vendee U che ha perso la vita il 3 marzo scorso in un incidente in allenamento. I ragazzi di Benaudeau hanno portato impresso sulla maglia il suo nome.

Fabian CANCELLARA. 7. Prima del via lo svizzero della Trek Segafredo sottoscrive le parole dette ieri da Peter Sagan in conferenza stampa: «C'è troppa gente che corre come se non gli importasse niente della vita. Si è persa la ragione, si corrono rischi assurdi». Il sette spetta anche a Sagan.

Giancarlo BIANCHI. 10 e lode. Avrebbe voluto racchiudere i suoi 32 anni di ciclismo in un libro, e fino ad una settimana fa me lo ripeteva come a nascondermi la verità. Nel tentativo estremo di proteggermi e farmi credere che da quella situazione terribile prima o poi si sarebbe tirato fuori. Una passione vera e autentica per la bicicletta, la sua.  Fatta di ore di lavoro e di racconti. Amava raccontare Giancarlo, e io adoravo starlo ad ascoltare, mentre lui con le sue mani veloci e sicure sistemava cavi e guaine, cambi e leve. Veloce e preciso, pacato e gentile. Una persona adorabile, al quale volevo un mondo di bene. Oggi ho la sfortuna di piangerlo, ma la fortuna di averlo incontrato.

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