MARTIN. «Moto fuori posto, vogliamo un'altra tragedia?»
PROFESSIONISTI | 07/06/2016 | 07:28 Tony Martin particolarmente polemico in questo inizio di Delfinato, ma se l'accusa agli organizzatori per il cronoprologo in salita poteva essere pretestuosa, quella relativa a quanto accaduto nella prima tappa non lo è affatto: «Cosa ci faceva una moto in mezzo al gruppo negli ultimi venti chilometri concitati? E se ci fosse stata una caduta» ha scritto su twitter. Aggiungendo poi: «Vogliamo che si ripeta quel che è successo al Giro del Belgio o alla Gand-Wevelgem? La vita dei corridori sembra non valere molto agli occhi dell'Uci...».
Premetto che non voglio polemizzare, dare colpe a qualcuno e ancora meno sottovalutare un problema. Voglio solo dare spunto di riflessione a questo importante argomento.
Se una moto staffetta dopo aver chiuso un incrocio per la sicurezza dei corridori (ma anche aver messo piede a terra per segnalare la presenza di un ostacolo o di un punto pericoloso) dove passa per riportarsi all'incrocio successivo o al prossimo ostacolo da segnalare?
Il problema non può essere visto anche col fatto che i corridori non lasciano più passare (per vari motivi) le moto in generale ma anche le vetture di assistenza, giuria, moto informazione, ammiraglie ecc?
Se vietiamo di superare i corridori allora meglio vietare le corse in linea e fare solo gare in circuito come gli esordienti, magari facendo pagare il biglietto per accedere.
CONCORDO CON PAOLA...
7 giugno 2016 11:00fischio
Paola ha perfettamente ragione. A volte anche i corridori hanno responsabilità nell'ostacolare il "passaggio" dei mezzi di servizio. Nell'articolo si parla di venti km all'arrivo e quindi di una mezz'ora di gara. Le regole ci sono e anche il buon senso da parte di chi opera quotidianamente col mondo delle corse. Attenzione e buonsenso da parte di tutti. Buon ciclismo a tutti...
E le radio?
7 giugno 2016 12:13emmemme53
Non è che i corridori non sentono quelle che succede intorno perché sono "rintronati" dalle miriade di parole dei Direttori Sportivi che, incapaci di leggere le corse, parlano sempre troppo e a sproposito, e pensano di vivere un film con tanto di cabina di regia? D'accordo che negli ultimi chilometri non deve passare nessuno ma ai meno 20 si può ancora avere tanto da fare come moto staffetta per la sicurezza degli stessi corridori. Io credo che ci sia anche tanta maleducazione e la mancata volontà di perdere qualche posizione che, ripeto, negli ultimissimi chilometri possono avere un significato, prima non significa assolutamente nulla.
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