I VOTI DI STAGI. KITTEL, L'UOMO DA STRAPAZZARE CHE STRAPAZZA

I VOTI DEL DIRETTORE | 08/05/2016 | 20:28
di Pier Augusto Stagi

Mauro VEGNI. 10. Dell’Olanda e degli olandesi abbiamo detto e riportato. Forse è il caso anche di dire bravo e bravi a chi questa scelta ha portata in porto sulle strade delle dighe. Al direttore della corsa rosa e a tutto il suo staff il nostro più sentito ringraziamento. Scelta più che felice. E noi contenti.

Marcel KITTEL. 10. Se lo strapazzerebbero tutte di baci, lui per il momento pensa a strapazzare tutti a colpi di accelerazioni che lasciano senza fiato. E senza scampo.

Fabio SABATINI. 9. Il voto va a lui, che anche oggi lancia Kittel alla perfezione. Volata meno complicata di ieri, anche perché gli Etixx sono in palla come pochi, e fanno un grandissimo lavoro. Quando decidono di andare a prendere la fuga, lo fanno. Quando decidono di lasciarla ancora un po’ lì, alzano il piede dall’acceleratore. Poi quando si mettono in testa che la festa è finita, fanno la festa a tutti.

Elia VIVIANI. 8. Fa la volata da solo, da vero pistard che salta da una ruota all’altra, rifilando spallate qua e là. Alla fine è secondo. A lui non piacerà un granché, ma è tanta roba.

Giancomo NIZZOLO. 7,5. Certo, lui vorrebbe vincere, su questo non ci sono dubbi e conoscendolo non è contento neanche un po’, ma oggi c’è ed è lì con l’elite del ciclismo mondiale. Ed è quello che conta.

André GREIPEL. 4. Non c’è. È la controfigura del velocista che siamo abituati a conoscere. Gli manca reattività ed esplosività. Rispetto a ieri si porta un po’ più avanti, è quasi in posa per la fotografia, ma per uno come lui è ancora troppo poco.

Kstristian SBARAGLI. 7. È ancora nella top ten, e per il 26 enne ragazzo toscano non è male. Si butta sempre nella mischia. Lui c’è sempre. È un dono.

Arnaud DEMARE. 5,5. Un finale convulso, dove finiscono gambe per aria in tanti della sua squadra. Lui, che talento lo è per davvero, alla fine fa quello che può ma non quello che vuole.

Matej MOHORIC. 6,5. Si trova lì, in mezzo a quella selva di gambe scatenate. Lui tira dritto, e finisce nella top ten.

Caleb EWAN. 5. Sono volate troppo di velocità, lui in questo momento le subisce eccessivamente. Ma sembra che a questo Giro ci sia arrivato con una condizione un po’ in divenire, in corso d’opera.

Matteo PELUCCHI. 5,5. Il suo team lavora tanto e bene, poi nel finale deve mettere a frutto il suo fiuto. Ma oggi è chiaramente costipato.

Nicola RUFFONI. 5,5. Il ragazzo oggi rimane imbottigliato e non riesce a risalire. Passo indietro, per andare avanti.  

Sasha MODOLO. 4. È chiaramente in un momento delicato, forse più a livello psicologico che fisico. Non è il vero Sasha che conosco. Oggi non era nemmeno messo male, con Roberto Ferrari che fa i numeri per tenerlo davanti. Poi viene risucchiato nei gorghi del gruppo e Sasha che sperava di vincere è semplicemente vinto.

Giacomo BERLATO. 8. Sempre in fuga il ragazzo della Vini Fantini De Rosa, sempre all’attacco, anche oggi, più di ieri. Domani si riposa, se rallenta un attimo il passo è più che giustificato: aspettatelo. Per una volta.

Maarten TJALLINGI. 8. L’olandese va a caccia di punti per la maglia azzurra Mediolanum degli scalatori. Raccoglie punti, ma anche applausi.

Julen AMEZQUETA. 8. Lo spagnolo della Wilier-Southeast è quello messo meglio nella fuga di giornata. Per lungo tempo è la maglia rosa virtuale, ed è lui il motivo per cui la fuga non va in porto.

Johann VAN ZYL. 8. Il sudafricano della Dimension Data è l’ultimo ad arrendersi. Lo riprendono quando mancano 2 km al traguardo. È lui il più combattivo. Ma anche il più elegante.

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