SOUTHEAST. Zhupa e il Giro conquistato

PROFESSIONISTI | 29/04/2016 | 07:33
Come cambia la vita in appena un mese può spiegarlo benissimo Eugert Zhupa, ciclistaprofessionista albanese cresciuto a Scandiano: a fine marzo era in ambulanza in Belgio con una clavicola frantumata, oggi riceverà la convocazione per il suo secondo Giro d’Italia. «Ci spero tanto», disse un mese fa, salutando con un sorriso dall’ospedale di Zottegem: se la fiducia è diventata realtà, il merito è soprattutto della sua felice cocciutaggine.

Così la storia di questo ragazzo, arrivato nella nostra provincia all’età di cinque anni al seguito dei genitori venuti a lavorare qui («Mi sento fortunato, senza questo trasferimento oggi magari non farei il ciclista», dice), si arricchisce di un nuovo capitolo. Caduto nella prima tappa della Tre giorni di La Panne, a pochi giorni dal suo 26esimo compleanno, Zhupa riporta conseguenze meno gravi rispetto alla dinamica del suo volo contro un marciapiede, anche se abbastanza serie: clavicola rotta, un guaio comune a ogni ciclista che va in terra. Il giorno dopo è già in Italia: a Bologna la buona notizia è che non deve operarsi. Così l’albanese di Scandiano inizia la rincorsa al Giro: in casa mette la bici sui rulli, dove non è necessario usar le braccia, e pedala per mantenersi in forma in attesa del via libera dei medici per tornare sulla strada. Quando lo ottiene, va in Turchia, per la prova generale: di star bene lo dimostra lunedì scorso, partecipando alla lunga fuga che anima la seconda tappa. E’ il segnale che sta bene: è il segnale che i tecnici della Southeast aspettavano per inserirlo nella squadra del Giro.

Zhupa alla corsa rosa: un mese fa sembrava un sogno. Di un altro tipo rispetto a quello dello scorso anno, quando da neoprofessionista si ritrovò subito al Giro, primo albanese della storia a prendere il via. Non si limitò a quell’etichetta, nè a considerarlo un punto di partenza: alla prima occasione, nella tappa di Genova, andò all’attacco, restando davanti tutto il giorno. E’ nella sua natura di irriducibile combattente: in fondo, appena un mese prima della corsa rosa, si era fatto notare al Nord, anche lì ovviamente da debuttante: nella Gand-Wevelgem più fredda degli ultimi anni, chiuse al 23esimo posto, unico della sua squadra ad arrivare al traguardo in una giornata di ciclismo estremo.

Come cambi la vita in un anno, Zhupa può benissimo raccontarlo dalla Turchia, dove non ha chiuso solo il cerchio con la sfortuna: il 30 aprile di dodici mesi fa, l’albanese di Scandiano fece notizia, suo malgrado, per il cazzotto incassato in corsa da un compagno di Nibali, il kazako Grudzev, poi espulso dalla giuria. Accadde a Pamukkale, a metà tappa: dopo un contatto in corsa, l’atleta dell’Est cominciò a litigare e a spintonarsi con Samuele Conti. Zhupa tentò di metter pace, beccandosi in risposta un pugno in pieno viso. Gli toccò presentarsi al primo Giro d’Italia con un bel livido sul labbro superiore: «Nonostante questo, adoro essere un ciclista professionista», raccontò a chi gli chiedeva della disavventura. Figurarsi se uno così poteva fermarsi davanti a una clavicola spezzata...

Angelo Costa, da Il Resto del Carlino
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