PROFESSIONISTI | 24/02/2016 | 09:01 Sicurezza in corsa, nuovo capitolo. Nella serata di ieri e anche stamane sono durissime le prese di posizione dei corridori contro gli organizzatori del Tour de Provence, a causa della pericolosità del circuito finale. Una protesta che è sbocciata soprattutto sui social. «Il circuito di Cassis era davvero pericoloso, con automobili parcheggiate in punti critici e senza alcuna protezione. Meritiamo di più, non siamo animali» ha twittato con rabbia Alessandro De Marchi. Tra i più accesi nella protesta proprio il Rosso di Buja e Angel Vicioso con quest'ultimo che ha chiamato in causa la ACP, l'Assocorridori spagnola: «Impossibile trovare un circuito più pericoloso di quello di Cassis. Vergognoso».
E Carlos Verona, spagnolo della Etixx che ieri è caduto ferendosi ad un braccio, aggiunge: «Un circuito da pazzi, spartitraffico non segnalati, strade strette, auto parcheggiate ovuneue q gruppetto che ha pedalato con il traffico aperto!».
I ciclisti hanno pienamente ragione. Una scelta ancora più incomprensibile in quanto fatta da organizzatori esperti, neanche fossimo al Giro delle Filippine
Ragazzi, non mollate
24 febbraio 2016 16:10Bicitunder
Il tema della sicurezza è fondamentale e importantissimo; speriamo che i ragazzi non si limitino solamente a lanciare appelli su twitter e facebook (che seppur di grande impatto perdono d'interesse il giorno dopo) ma riescano a muoversi a livello politico/sportivo nelle sedi opportune
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