CYCLING ACADEMY. Prosegue la selezione al Garda Bike Hotel. FOTO

PROFESSIONISTI | 27/10/2015 | 12:42
L'inedito "camp" della Cycling Academy Team è entrato nel vivo. Al “Garda Bike Hotel” di Peschiera del Garda tra visite e test ragazzi promettenti da tutto il mondo si stanno facendo conoscere da patron Ron Baron, che nella vita si occupa di finanza e sostiene questo progetto per pura passione, dal giovane manager dell’accademia Ran Margaliot e dallo staff qualificato che volontariamente (da sottolineare come nessuno dei partecipanti al camp riceve alcun compenso per questi 3 giorni di lavoro) li sta mettendo alla prova.

I 17 giovani che hanno risposto presente (3 provenienti da Eritrea ed Etiopia non sono riusciti ad arrivare per problemi di visto) si stanno giocando un posto dei 12/15 a disposizione nel team israeliano, dei quali un paio saranno però riservati a israeliani e italiani.


«Questa mattina dopo il riscaldamento abbiamo effettuato il test della forza, dopodichè il test incrementale mi ha davvero portato al limite. Dopo 4 anni tra Francia e Belgio, sogno di poter restare stabilmente in Europa e realizzare il mio sogno di essere un corridore professionista. Vorrei rendere orgogliosa la mia famiglia, papà lavora in banca, mamma in un'agenzia di assicurazione e mi hanno sostenuto anche in questo viaggio, che ho pagato con i nostri risparmi e con l'aiuto del mio ds Takashi Miyazawa che crede molto in me» racconta il 23enne giapponese Masaru Nakazto, computerino alla mano per trovare le parole in inglese che fa fatica a ricordarsi.


Per la prima volta, una squadra di ciclismo professionistico ha organizzato un ritiro con il preciso obiettivo di scegliere e definire il suo roster per la stagione 2016. I ragazzi tra ieri e oggi si stanno sottoponendo ad analisi biomeccaniche e a verifiche approfondite dei loro profili sanitari, oggi in particolare si sono sottoposti a test di valutazione funzionale indooor

«È dura, ma voglio dare il massimo. Per me stesso che inseguo questo traguardo da quando ero bambino, per il piccolo negozio di bici di Salonicco che mi sostiene economicamente come sponsor, per la mia famiglia che mi motiva molto. Papà è professore di economia al liceo, mamma fa l'ostetrica e ho una sorella gemella che studia chimica ed è molto paziente con me, abbiamo una stanza piccola e tra bici e materiale vario occupo tanto spazio. Darò l'anima per sfruttare al meglio questa chance, ma non vedo gli altri ragazzi come dei nemici anzi parlandoci sembra che ci conosciamo da anni, arriviamo da posti molto lontani tra loro ma siamo uniti dalla stessa passione, abbiamo tutti voglia di arrivare e forse ce lo meriteremmo. Sarebbe un sogno creare un team con tutti noi» chiosa il 23enne greco Nikolaos Laonnidis, che con i suoi baffi e una teatralità fuori dal comune è rimasto impresso a tutti.

Domani l'ultimo scoglio da superare, l'uscita in bici. Il meteo prevede pioggia.

da Peschiera del Garda, Giulia De Maio

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