GATTI & MISFATTI. SICURAMENTE PIU' DURA LA PRESENTAZIONE CHE IL GIRO

GIRO D'ITALIA | 01/12/2025 | 18:04
di Cristiano Gatti

Non so quanto davvero sarà duro il nuovo Giro, so per certo che risulterà comunque meno faticoso della presentazione ufficiale. Senza fine come il trofeo, un diluvio di parole senza mai arrivare al dunque, alla fine uno mette mano al portafoglio e chiede forza, dai, quanto devo per vedere questa benedetta cartina.


Tutto un pomeriggio al 15%. Dal chilometro zero all'arrivo. In un modo o nell'altro, qualcuno ce la fa. E alla fine scopre la solita legge d'autunno: i percorsi sono tutti belli e brutti, facili e difficili, grigi e artistici, a seconda di chi e di come li farà.


Questa volta, rispetto all'anno scorso, qualche fremito e qualche eccitazione in più: metti che davvero arrivi Vingegaard per completare la collezione dei grandi giri, metti che venga Evenepoel per variare la monotonia del terzo posto al Tour, mettici anche che noi italiani possiamo magari testare finalmente Pellizzari capitano, ipotizza tutto questo ed effettivamente avresti un gran bel Giro, salita più, salita meno.

Ma è meglio essere molto sinceri: al momento, siamo fissi nel ramo fantasia. Adesso il gioco è in mano alle programmazioni (agli interessi) delle squadre, e magari anche ai margini di trattativa dell'organizzazione con i suoi budget, per cui il Giro sulla carta è il grande interrogativo di sempre: bello, brutto, facile, difficile? La risposta è doverosamente una sola: dipende.

Se poi vogliamo spendere comunque una parola in sede di Bar Sport guardando i tracciati, così come asetticamente si presentano, emergono più che altro queste considerazioni.

E' un Giro bulgaro, sperando lo sia solo geograficamente, perchè già quello albanese ha lasciato profondi strascichi depressivi (le squadre sono talmente felici dell'improvvisata che preferirebbero passare tutte un week-end dal dentista).

E' un Giro subito definito alla portata, non massacrante, che lascia nel serbatoio tanta benzina per il Tour. Definizione ufficiale, “equilibrato”. Più democristiano che democratico.

E' un Giro che vuole piacere a tutti senza piacere a nessuno in particolare, con 40,2 chilometri di cronometro, 8 tappe di pianura, 7 nervose (prima settimana con Blockhaus, muri marchigiani, Corno alle Scale), 5 di montagna (largheggiamo), però con la Cima Coppi sul Giau.

E' un Giro con la crono per pasturare chiaramente Remco, anche se qualcuno mi deve ancora convincere che in una crono da grande Giro il Vinge gli debba poi cedere tutto questo terreno.

Questo ed altro. Ma soprattutto, è un Giro senza griffe d'autore, senza i luoghi del culto, quelli che fanno di un Giro qualunque un Giro speciale (cfr. “Il piccolo principe”). E per quanto mi riguarda, un Giro senza Mortirolo, senza Zoncolan, senza Colle delle Finestre, sarà sempre un Giro qualunque.


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COMMENTI
Al solito
1 dicembre 2025 19:09 Angliru
Le solite critiche. Senza indicare il vero motivo di tanta acredine.

Più democristiano che democratico.
1 dicembre 2025 21:54 Albertone
Una frase che non vuol dire assolutamente nulla. E oltre a questo, la solita tiritera. Poi ci si chiede perche' il Tour e' il Tour. Mai sentito un francese parlar male del Tour. Ale', avanti così

Ti pareva
1 dicembre 2025 23:27 apprendista passista
Solite critiche, solito Sig.Gatti...

Stavlta ha ragione
2 dicembre 2025 00:02 pickett
Nemmeno una delle salite leggendarie del Giro.Solo che Gatti,nell'elenco,ha dimenticato Stelvio,Gavia e Marmolada.Una sola crono é una vergogna,e il fatto che ormai ci abbiamo fatto l'abitudine non la rende meno grave.Unica nota positiva:una tappa dolomitica come si deve.A Pian di Pezzé Pantani vinse il Giro dilettanti,ricordo la telecronaca registrata di Santini.Già allora si parlava di un inserimento di questo arrivo nel Giro professionisti,abbiamo dovuto aspettare 34 anni,se la memoria non mi inganna.Meglio tardi che mai...

Concordo con gatti
2 dicembre 2025 07:37 michele79
Percorso un po' insipido, ultima settimana con almeno 3 se non 4 giornate interlocutorie, tappe che sembrano tendere spesso al ribasso, non come i trasferimenti invece... poi x carità la corsa la fanno i corridori e magari tra potenza, fermo, chiavari e Verbania assisteremo a furiose battaglie e mi rimangio felice quanto scritto.

X Gatti
2 dicembre 2025 10:14 Greg1981
Erano belli i giri fatti per Saronni e Moser. Stupendi.

Greg1981
2 dicembre 2025 20:07 apprendista passista
Confermo e concordo

Remco e Vingegaard
3 dicembre 2025 09:23 Thelonious
Il Giro sarà bellissimo se verranno Remco e Vingegaard indipendentemente dal percorso, se no sarà un pianto. L'anno scorso Del Toro ha salvato la corsa, pur con i suoi alti e bassi, ma non si può pretendere ogni anno di veder sbocciare nella nostra corsa un campione di quel livello. Ci sarebbe Pellizzari, l' unico che potrà salvare il Giro dalla noia qualora non venissero i due campioni già citati.

Caro Gatti
3 dicembre 2025 15:52 titanium79
Assente Pogacar, il Giro sarà ugualmente bello. E nessuno obbliga a guardare il Giro se non piace. Grazie

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