Nadal, il doping e le "colpe" di atletica e ciclismo
| 13/10/2006 | 00:00 «Nel tennis non ci si può dopare. Può capitare qualche incidente, ma nessuno decide di doparsi». Rafael Nadal difende a spada tratta il suo sport. «Parlo di quello che so -dice in un'intervista all'agenzia tedesca Dpa - e non parlo di cose che accadono in altre discipline. A me, poi, non è il caso di fare certe domande: il doping non mi è mai passato per la testa. Si dopa chi non ama lo sport: io preferisco perdere piuttosto che vincere con un imbroglio».
Nel tennis non sono mancati casi di positività, nonostante controlli che Nadal giudica efficaci. «Veniamo sottoposti a 17 test durante un anno, a tutte le ore. Sono venuti a controllarmi a casa mia, a Manacor, mentre mi stavo allenando. Doparsi è impossibile! Se anche non mi controllassero, io non mi doperei per nessuna ragione. Significherebbe barare, senza considerare i rischi per la salute».
Eppure, qualche giornale ha sollevato sospetti sul ventenne spagnolo.
«È successo a Parigi e anche a Wimbledon...». Colpa anche delle vicende che, negli ultimi mesi, hanno macchiato l'immagine di altri sport. «I casi venuti fuori nell'atletica o nel ciclismo danneggiano tutti gli sportivi. Alla fine, la gente parla tanto per parlare senza avere idea
di cosa dice».
Meglio pensare al campo. «Io gioco a tennis, è quello il mio dovere», dice a pochi giorni dal via del Masters Series di Madrid. Nella capitale spagnola potrebbe andare in scena l'ennesima sfida con Roger Federer. I rapporti tra i 2 migliori giocatori del mondo sono ottimi. «Mi piacerebbe giocare in doppio con lui», dice Nadal. Solo in un'occasione c'è stata un pò di ruggine: quando ci siamo affrontati in finale a Roma c'è stato un piccolo incidente. È stata una delle partite più equilibrate che abbiamo giocato. La cosa è finita lì, tutto va benissimo. Ripeto, vorrei giocare in doppio con lui anche per far vedere alla gente che andiamo d'accordo».
Nadal conduce 6-2 nei confronti diretti, ma Federer si è aggiudicato l'ultima sfida disputata nella finale di Wimbledon. «È possibile battere Roger nella finale di Wimbledon? Prima bisogna arrivarci... Qualche mese fa, ad ogni modo, non ci sono andato così lontano...».
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