RIFORMA. C'è il "sì" definitivo, dal 2017 si cambia

UCI | 23/09/2015 | 07:32
La riforma del ciclismo sta per diventare realtà: il Comitato Direttivo dell’Uci ha infatti approvato a Richmond i principi fondamentali della riforma che entrerà in vigore a partire dalla stagione 2017.
Dopo due anni di incontri con tutte le parti in causa, la riforma nasce con l’obiettivo di dare sempre maggiore credibilità al nostro sport e creerà le condizioni per favorire nuovi investimenti e ulteriori sviluppi.

LICENZE. Saranno attribuite 18 licenze WorldTour triennali (2017-2019) per favorire gli investimenti e la solidità delle strutture dei team. Le licenze saranno attribuite sulla base dei conosciuti criteri etici, finanziari, sportivi, amministrativi e organizzativi.

CAHIER. Per rinforzare l’integrità dei team e dare nuova linfa alla lotta al doping, le squadre WT dovranno adottare il cosiddetto «Cahier des Charges», che si basa su dieci regole principali elaborate per assicurare che tutti i corridori siano seguiti e supervisionati in maniera adeguata. Il Cahier è già stato adottato in fase sperimentale da alcuni team ed è stato imposto alla Astana all’inizio di quest’anno.
A partire dal 2018 saranno d’obbligo anche nuovi criteri organizzativi all’interno dei team.

CALENDARIO. Confermando le basi del calendario WT, un altro numero limitato di corse potrà entrare a far parte del WorldTour a partire dal 2017. Entro la fine del 2015 saranno varati i criteri necessari per presentare la candidatura delle nuove corse.
Anche per gli organizzatori aumenta il livello dei criteri richiesti per arrivare ad avere solo le corse migliori nella massima categoria.
Le nuovo corse godranno di nuove regole di partecipazione che consentiranno la crescita e la globalizzazione del movimento ciclistico mondiale.

CLASSIFICHE. Verrà redatta una classifica mondiale individuale unica, che terrà conto delle gare di tutte le categorie, così come unica sarà la classifica per Nazioni. La classifica del WT terrà conto solo delle gare di quella categoria, la classifica delle squadre di seconda divisione si baserà sui punteggi acquisiti nelle gare di WT e di seconda divisione. I dettagli del nuovo sistema saranno resi noti prima dell’inizio della stagione 2016.

A PARTE. Saranno istituite graduatorie speciali per premiare il miglior scalatore, il miglior velocista, il miglior corridore di prove in inea e il migliore per le corse a tappe, per aumentare l’interesse dei tifosi e dei media.

CONSIDERAZIONI. Nel comunicato stampa che avete letto finora mancano diverse risposte: non si parla di criteri di promozione e retrocessione (tre anni di licenze bloccate rischiano di... bloccare tutto), non si parla di punteggi, non si parla nel dettaglio di calendari, non si parla di come saranno costuituite la seconda e la terza divisione, non si parla di spazi nel calendario per le corse non WorldTour e di chi potrà disputarle.
Forse sarebbe stato meglio non anticipare criteri già noti con un semplice comunicato stampa, ma preferire la pubblicazione di tutto il progetto finale della riforma, che in questi anni abbiamo letto e vi abbiamo proposto in diverse versioni.
Il presidente Cookson si è detto soddisfatto e felice per il varo di questa riforma. Noi, come si diceva a militare, «dormiamo preoccupati».

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COMMENTI
Mah!
23 settembre 2015 08:23 geo
Non mi sembrano dei gran cambiamenti: diciamo che c'è un riassetto!

DI QUELLO CHE NON SI PARLA.....
23 settembre 2015 09:04 angelofrancini
Ma le parti in causa sentite, che hanno partorito questa riforma, chi sono?
La Aso, la RCS, i team manager che siedono nel Consiglio del ciclismo prof dell'UCI e basta.
Insomma una riunione molto simile a quella che fanno all'EXOR.
E vuoi che questi facciano una riforma pensando al ciclismo o pensando principalmente ai fatti loro.....
D'altronde chi ha portato il ciclismo a questo stato, può essere colui che lo salva?

Io ancora rimpiango la coppa del Mondo
23 settembre 2015 10:26 mdesanctis
10 corse in linea (le 5 corse monumento + altre 5 magari che si alternano) in modo da premiare il corridore in linea migliore.
E ho sempre sognato la coppa del mondo per corridori da corse a tappe: i 3 grandi tour + Giro di Svizzera e altre 5 o 6 corse a tappe (Parigi Nizza, Tirreno Adriatico, Paesi Baschi, etc.) in modo da premiare il migliore nelle corse a tappe e spingerlo a correre per conquistare punti anche nelle corse minori.
La Coppa del mondo quando finalmente aveva acquisito una sua visibilità è stata fatta sparire per creare un mostro senza nè capo né coda. Complimenti a Verbruggen e a tutti gli illuminati consulenti, tra cui Adorni, per l'aborto che hanno creato.
mdesanctis

23 settembre 2015 10:43 Opinioni
Vorrei entrare solo nel merito del "Cahiers des charges". Da quello che si era capito alcuni team, tra cui l'obbligo al Team Astana erano stati soggetti ad una analisi interna dell'ISSULL che volva far chiarezza sull0organizzazione interna del team, dal supporto all'atleta per comprendere sia il profilo che le qualifiche delle persone all'interno del team (diretori sportivi, allenatori, medici ecc ecc) oltre che il livello di organizzazione e comunicazione. Questo però non comportava nessun "obbligo" da parte del team. Mi piacerebbe capire queste "10 regole principali" quali sarebbero e se realmente i team le hanno assimilate e messe in atto.

Sia globalizzare il ciclismo ma..
23 settembre 2015 18:12 discesaesalita
Si certo cara UCI, sono pienamente d'accordo con lei, ma per tutto però, regolamenti e doping, no che andiamo a correre in Colombia, Cina, Turchia, Argentina , Iran etc e neppure Contador o Froom o Nibali riescono ad essere competitivi con corridori sconosciuti, altrimenti andateci voi a correre in quei posti una situazione vergognosa.

einstein
23 settembre 2015 19:16 siluro1946
Il genio diceva "che chi ha causato il danno, non potrà mai essere colui che lo può riparare" pertanto... siamo nella cacc...

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