Kristian SBARAGLI. 10. Sono felice per questo ragazzo che coglie l’attimo dopo aver colto a più riprese vari piazzamenti. In una tappa non banale, resta nel gruppetto dei migliori e si fa trovare puntuale all’appuntamento con la storia. Terza vittoria in carriera, dopo le due al Giro di Korea al suo primo anno da professionista con la maglia della MTN Qubeka. Un successo che conferma il valore di questo ragazzo toscano (è di Empoli), al quale può essere attribuito di diritto il premio per il corridore meno considerato dal gruppo, non tanto dai media, ma dagli addetti ai lavori, che non lo notano e lui tre anni fa se ne va in Sudafrica, con umiltà e una voglia pazzesca di emergere. Lavora sodo Kristian: pedala e non piagnucola. Fa il professionista tutto tondo e raccoglie un’infinità di piazzamenti. Oggi corona il sogno di vincere una tappa in un Grande Giro e nel dopocorsa si esibisce in buon inglese con la stampa internazionale: «È una vittoria per tutta l’Africa». Ma anche per l’Italia. Bravo Kristian.
John DEGENKOLB. 6,5. È sempre lì, sempre sul pezzo, sempre tra i migliori, ma al momento gli manca qualcosa: un pizzico di esplosività, una freschezza atletica che al termine di una stagione logorante e vincente come quella di quest’anno non è facile da mantenere. Ma occhio, lui la sta lavorando in chiave Richmond.
Matteo MONTAGUTI. 6,5. Sfacchina come pochi corridori, con impegno e professionalità. Poi se c’è anche da buttarsi nella mischia lo fa con altrettanta forza e determinazione: buon sesto.
Valerio CONTI. 6,5. È uno dei tanti pupi di casa Lampre-Merida, che la levatrice Orlando Maini sta tirando su con la consueta serietà e passione. Un posto nella top ten che in una tappa come quella di oggi vale eccome.
Alessandro DE MARCHI. 7. È un combattente nato, ma quest’anno ha dovuto principalmente combattere una tendinite pazzesca che non voleva saperne di andarsene. Alla fine ha vinto lui, e con la consueta determinazione il Rosso di Buja è tornato in gruppo. Qualche corsa per riprendere confidenza con le competizioni ed eccolo crescere tappa dopo tappa alla Vuelta. A circa 23 km dall'arrivo all'attacco dell'ultima salita di giornata, l'Alto del Desierto de las Palmas, scatta tutto solo dal gruppo e rimane in testa per un paio di chilometri. Poi il friulano della Bmc resta in fuga con Kenny Elissonde (Fdj) e Romain Sicard (Europcar): i tre sono ripresi quando all’arrivo mancano 4,5 km. Bentornato Ale. Alè!
Gianluca BRAMBILLA. 6,5. Dai e dai alla fine gli andrà bene prima o poi, o no? Ci prova anche oggi, ma non gli lasciano spazio.
Kris BOECKMANS. 10. Lo sfortunato corridore belga, coinvolto nella caduta nel corso dell’ottava tappa, resta in coma indotto, ma la tomografia computerizzata a cui è stato sottoposto ha escluso lesioni cerebrali. Il 28enne della Lotto Soudal ha ferite al volto, fratture, una commozione cerebrale, tre costole rotte e un polmone perforato ed è ricoverato in un ospedale a Murcia. La situazione resta complicata, noi facciamo il tifo per lui.
Ho avuto la fortuna di essere a Ponferrada lo scorso anno, e De Marchi fu entusiasmante. Spero che il CT gli abbia lasciato un posto. E se serve davvero una ruota veloce, Sbaragli non potrebbe essere utile?
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