ATLAS MOUNTAIN RACE 2026: BOSONI FA LA STORIA, CARSON CONCEDE IL BIS TRA LE DONNE

FUORISTRADA | 13/02/2026 | 08:05
di Federico Guido


Sono stati due profili molto noti nell’ambiente dell’ultracycling come quelli di Victor Bosoni e Cynthia Carson a conquistare l’edizione 2026 dell’Atlas Mountain Race, gara fuoristrada no-stop e unsupported tra le montagne dell’Atlante e dell’Anti-Atlante marocchino affermatasi in poco tempo, grazie allo sforzo organizzativo di Nelson Trees, come una delle prove di settore più suggestive ed esigenti del calendario.


La corsa quest’anno proponeva, oltre che un chilometraggio (1432 km) leggermente superiore a quello delle passate edizioni, diverse novità (la partenza da Beni-Mellal, 300 chilometri totalmente inediti in avvio e l’assenza dell’iconico Telouet Pass) ma nessuna di queste ha scalfito la marcia vincente del giovane francese e della trentatreenne statunitense che, da primo uomo e prima donna al traguardo di Essaouira, hanno concluso la loro fatica rispettivamente in 4 giorni, 1 ora e 46 minuti e 5 giorni, 5 ore e 2 minuti.

Tale risultato conferma come tanto ‘Wattwagon’ (il soprannome di Carson) quanto il nativo di Digione, impegnato a livello élite su strada fino al 2022 prima di virare sulle gare ultra dopo aver scoperto di avere un livello di testosterone troppo basso ed esser quindi costretto a scegliere un tipo di attività più compatibile coi trattamenti prescrittigli, siano oggi due assoluti punti di riferimento nel mondo delle competizioni endurance, campo questo dove, negli ultimi anni, entrambi si sono tolti numerose soddisfazioni.

Bosoni, infatti, si è presentato all’AMR (la sua più lunga gara off-road di sempre e la prima in sella a una mountain bike) sulla scia dei prestigiosi successi ottenuti nel 2025 a Desertus Bikus, The Traka 560k e Transcontinental Race, mentre Carson (vincitrice in carriera di alcune tra le più ambite gare del Mondo quali Unbound XL, Badlands, Transcordilleras e Memory Bike Race) l’anno scorso ha sfiorato il primo posto proprio nella TCR conquistata al maschile dal transalpino.

Ben consapevoli dunque delle proprie certezze, di come si vincono gli eventi ultra e delle possibili criticità nel percorso dell’Atlas Mountain Race di quest’anno, tutti e due si sono schierati con grandi speranze al via da Beni-Mellal e, dopo aver preso il via il 6 febbraio, hanno impostato la gara su un passo a loro congeniale riservando il giusto spazio ai momenti di riposo lungo il percorso.

Questo lucido approccio ha finito per rivelarsi vincente sia nel caso di Bosoni che in quello di Carson, con il primo che, andando a rimontare il debuttante norvegese Ole Bjørn Smisethjell (secondo davanti al polacco Radosław Gołębiewski) ha finito per essere incoronato come più giovane vincitore della storia della corsa, e la seconda che invece, tenendo sempre a debita distanza le principali inseguitrici (su tutte la britannica Kerry MacPhee e la francese Camille Albisser, seconda e terza al traguardo), è riuscita a concedere il bis all’Atlas a due anni dal primo trionfo.

Alle loro spalle, più o meno scaglionati, gli arrivi dei partecipanti si sono succeduti nei giorni successivi andando a definire i due ordini d’arrivo in cui, alla fine, anche l’Italia si è ritagliata un suo piccolo spazio grazie a Nicolò Varanini (ottimo 9° tra gli uomini), autore di una prova ragguardevole al pari degli ex pro’ su strada Rob Britton (fino al 2021 nella Rally Cycling) e Juan Antonio Flecha (da qualche anno impegnato nel mondo delle ultra), capaci tutti e due di terminare la prova nella top 20 conclusiva in 19ᵃ e 14ᵃ posizione.

Photo Credit: Atlas Mountain Race


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Bravo Nicolò Varanini!
14 febbraio 2026 09:09 Mronga
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