GIRO. Contador: pronto per il Giro e per l'accoppiata

PROFESSIONISTI | 06/05/2015 | 15:57
Alberto Contador ha parlato a cuore aperto con il collega Juan Gutierrez di As prima di partire per l'Italia e disputare il Giro. E ha detto molte cose interessanti. Vi riportiamo le sue dichiarazioni più importanti.

TEIDE. «Ho superato tantissimi metri di dislivello in salita, praticamente quelli che affronteremo al Giro, ma in due settimane anziché in tre. È stato un ritiro molto duro ma sono contento. Abbiamo lavorato sulla qualità e preparato al meglio il primo grande obiettivo dell'anno, cercando di migliorare ancora in ogni particolare, alimentazione compresa».

BILANCIO. «Mi sarebbe piaciuto fare meglio nelle corse che ho disputato fino ad ora, anche se con Giro e Tour in programma era impensable di essere al top ad inizio stagione. In Andalucia ho vinto, a Tirreno e Catalogna non ho fatto male, anche se c'era chi andava più forte di me. Le uniche due cose che mi han dato fastidio sono state le cadute».

RIIS. «Il suo addio non è stato un trauma. Ora il responsabile tecnico è De Jongh che è anche il mio allenatore, quindi per me è cambiato ben poco. Oleg Tinkov può sembrare originale, ma è certo una persona intelligente e se ha scelto così è perché è convinto di quello che fa. E in questo ha il mio appoggio, perché Tinkov è il primo ad avere interesse che la squadra giri bene».

PORTE. «È molto motivato, sa di avere davanti a sé una grande opportunità e sarà un rivale difficile. Ma anche lui sa che al Giro il livello sarà molto diverso. La crono? Richie è pericoloso, ma arriverà alla quattordicesima tappa e sarà importante vedere quali saranno le condizioni di ciascuno. Comunque penso che Uran e Aru saranno al suo stesso livello».

PERCORSO.
«All'inizio ci sono salite ma non tropo impegnative come Campitello, Abetone e anche Madonna di Campiglio dopo la crono. Lì potranno anche esserci sorprese, anche grazie agli abbuoni, ma il vero Giro comincerà solo con la crono. Nell'ultima settimana ci sarà spettacolo e bisognerà avere delle ottime gambe».

SPAGNA. «I tifosi stessi me lo chiedevano e poi il Giro è una corsa molto bella, penso che possa essere un bello spettacolo per chi lo seguirà alla tv grazie a RTVE. Tutti potranno vedere quanto l'Italia mi ama. La prima volta disputai il Giro nel 2008, ero in vacanza quando mi chiamarono per correrlo, dicendo che se non ci fossi stato io non avrebbero ammesso la squadra. Da subito il pubblico è stato dalla mia parte e c'è stata subito intesa anche con i grandi del ciclismo italiano. L'ho sempre detto: mi piace il Giro e mi piace come si corre in Italia».

GIRO&TOUR. «Il fatto che la gente la consideri quasi impossibile mi dà una grande motivazione. Sono fisicamente pronto per affrontare il Giro e mentalmente preparato per quello che verrà dopo il Giro».
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