Vincenzo Santoni, su Vandenbroucke, ci risponde

| 28/08/2006 | 00:00
In merito al nostro intervento su un eventuale ingaggio di Frank Vandenbroucke da parte della Naturino Sapore di Mare, il team manager Vincenzo Santoni ci invia una nota che noi con grande piacere pubblichiamo. Caro Pieraugusto, ho letto come sempre con attenzione l’articolo da te pubblicato su tuttobiciweb il 26 agosto, intitolato “La parabola di Vandenbroucke: fa il furbo e trova squadra”. Essendo stato chiamato in causa trovo opportuno replicare e, anche se ti sembrerà strano, siamo d’accordo sostanzialmente su quasi tutto. Come tu sai benissimo, non siamo certo noi squadre al di fuori del”sistema pro-tour” a scrivere le regole; noi siamo solo costretti a rispettarle. Non credo tu ti riferisca alla mia società quando parli di “fuori-classe buttati giù dalla torre”… anzi, proprio il fatto di aver dato l’ennesima opportunità a Vandenbrouke (che tu stesso definisci “autentico prodigio”..) conferma che siamo dalla parte del ciclismo e dei ciclisti. Sono, purtroppo, d’accordo con te anche quando ci definisci “squadra di terza serie”,anche se forse il giudizio è un po’ severo. Ma ti sei chiesto come mai una società che ha corridori, organizzazione, budget, e direi anche storia, visto che in un passato recente abbiamo vinto mondiale, sanremo, tappe a Giro e Tour, debba restare alla finestra e non possa partecipare nemmeno al Giro d’Italia? quale sponsor può dirsi contento e soddisfatto di investire cifre importanti sapendo di non poter partecipare al Giro d’Italia? Come vedi, caro Direttore, l’analisi da te fatta non è poi così lontana dal mio punto di vista: lo stesso “sistema” che punisce corridori prima ancora che ne venga dimostrata la colpa, lo stesso “sistema” che consente a squadre con diversi atleti squalificati per doping di restare in “serie A” nonostante il codice etico, quello stesso “sistema” obbliga società come la mia a restare ai margini pur avendo mezzi e struttura. Infine, caro Direttore, vorrei sottolineare che le società come la mia riescono a vivere non grazie al grande atleta tesserato a fine stagione, ma grazie a scelte come ad esempio quella di puntare su giovani corridori e farli crescere. Tu che sei intenditore di ciclismo, infatti, sai benissimo quanti giovani sono passati dalla mia società prima di approdare altrove: solo per fare qualche esempio posso ricordare Di Luca, Tonti, Mazzanti, Bossoni, senza dimenticare gli stranieri Fischer e Gonchar, scoperti da me in tempi non sospetti; così come su giovani come Agnoli , Sestili, Marinangeli stiamo puntando attualmente. Con la cordialità di sempre, Vincenzo Santoni
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