I VOTI DI STAGI. Kristoff da 10. Sky rimandata. Shimano...

I VOTI DEL DIRETTORE | 05/04/2015 | 18:54
Che il Fiandre sia una corsa dura, una delle più selettive in assoluto è cosa risaputa. Che i “muri” siano uno spettro per i corridori, anche. Che però i corridori debbano stare attenti anche al servizio cambioruota ci sembra eccessivo. Giornata difficile per gli uomini della Shimano. Prima sbattono per terra il neozelandese Jesse Sergent  e poi è la volta di Sebastien Chavanel. Per il primo frattura della clavicola (era in fuga) e per il secondo solo tanto spavento e qualche abrasione. Ora, dopo l’ennesimo episodio cosa si inventeranno i grandi potentati? Daranno vita a nuovi corsi di guida sicura (ora i giornalisti al seguito devono avere un patentino) o prenderanno provvedimenti con il cambio ruote. Magari cambiandolo. VOTO 2.

Bradley WIGGINS. S.V. Sarebbe troppo facile ironizzare sulla bicicletta rivoluzionaria usata dal baronetto Sky. Sarebbe troppo facile e di cattivo gusto. Una cosa è certa: il troppo marketing porta male. E il baronetto finisce per terra quasi subito così come subito finisce la sua corsa. Consiglio per la prossima gara. Aspettate prima di vendere la pelle dell’orso. Aspettate prima di fare i “bauscia”, come dicono a Milano. Portate pazienza e poi, se vi sarà andata bene, ci farete anche tutti i vostri bei “pippotti” sulla bicicletta con l’ammortizzatore posteriore integrato. Nell’attesa, per la prossima volta, sperate solo di avere un po’ più di posteriore.

Alexander KRISTOFF. 10. Dopo la Sanremo il Fiandre. Era il favorito numero uno, e nonostante tutti lo sapessero, se ne va quando al traguardo mancano una trentina di chilometri, sul 17° muro di giornata, il Kruisberg. Forza Oliveira e dietro ci vanno Kristoff e Terpstra. Bye bye, e quei due non li vedrà più nessuno, se non sul podio di Oudenaarde. Che dire? In questa “settimana santa” Kristoff ha messo tutti in croce. Prima tre tappe e la classifica finale alla Tre Giorni di La Panne, poi la trionfale cavalcata nel Fiandre. Decima vittoria stagionale per il norvegese. Trentadue vittorie in carriera. Era un Fiandre senza padroni, oggi l’ha trovato. Non gli si può dire nulla. Solo un appunto: ma che pinguedine.

Niki TERPSTRA. 8. Corre per il piazzamento, spolmonandosi come se fosse un compagno di squadra di Kristoff. Ma se vuole arrivare ad un piazzamento di rilievo, non aveva altra scelta. Quello andava fatto, e lo fa bene. Arriva alla fine finito. Secondo che pesa. Domenica prossima si può rifare. Sempre che Kristoff non sia nei paraggi.

Greg VAN AVERMAET. 7,5. Perde l’attimo, ma quando capisce di averlo perso, trova il modo di uscire dal grigiore con un allungo degno di nota. Poi fiacca le poche forze residue a Peter Sagan.

Peter SAGAN. 6,5. Non si può dire che non abbia lottato e non ci abbia messo il cuore, ma è altrettanto vero che gli manca qualcosa: arriva sempre nel finale di corsa con la spia della benzina accesa. È un periodo difficile per lo slovacco, si vede. Avrebbe bisogno di serenità e autostima, e forse in questo momento non ha né l’una né l’altra cosa. Non solo perde, ma vince la russa Katusha. Insomma, se c’è un team russo vincente,  non è quello di Oleg Tinkov.

Geraint THOMAS. 6. Alla fine ci prova, con la forza della disperazione, dopo una corsa scellerata da parte del Team Sky che si scioglie come neve al sole. Ci prova, con il campione della Repubblica Ceca Stybar, il quale giustamente lascia fare, visto che davanti al compagno di squadra Terpestra. Poi deve rientrare nei ranghi. La Sky deve sperare che la Commissione delle Licenze non solo faccia fuori l’Astana, ma anche la Katusha, la Etixx, la Lampre, la Lotto, la Giant…

John DEGENKOLB. 5. Alla fine è lì, nel gruppetto degli migliori, ma dal vincitore della Sanremo ci saremmo aspettati qualcosa di più. Invece agisce sempre di rimessa. Subisce la corsa, senza mai tenerla davvero in pugno.

Zdeněk STYBAR. 6. Va forte ma non fortissimo. Quando parte Thomas, si vede che fa fatica a tenergli la ruota. Non è in giornata di grazia, ma fa egregiamente il proprio lavoro per la squadra.

Filippo POZZATO. 6. È sempre lì, nel gruppetto dei migliori. Con i migliori. Pedala bene, forse è davvero il più elegante e composto di tutti, ma gli manca qualcosa. È bene ricordare, però, che solo dieci giorni fa il corridore vicentino è stato colpito da un virus maligno che l’ha debilitato e gli ha fatto perdere qualche giorno di corsa e di allenamento. È rientrato alla Tre Giorni di La Panne, nella quale ha sofferto non poco. Il risultato di oggi, però, è di buon auspicio per domenica prossima. Pippo la condizione ce l’ha, altrimenti non sarebbe arrivato 12°, e con una settimana in più di lavoro e un po’ più di fortuna…

Daniel OSS. 7. Che dire di Daniel? Corre per tutta la gara nel vivo della corsa, limando, attaccando e inseguendo come sanno fare in pochi. Ci mette l’anima, come sempre. Ed è anche il migliore degli italiani: 11°.

Marco FRAPPORTI. 6,5. Tutto solo rientra nella fuga che si è appena formata. Fa gran parte della gara una corsa di testa. E con il cuore.

Matthew BRAMMEIER. 73. Al km 34, a Sint-Eloois-Winkel, vince il traguardo volante denominato “della Birra”, perché il premio in palio è tanta birra quanto pesi. Lui pesa 73 kg e questa sera si porterà a casa 73 litri di birra Steene Molen, buonisisma.

Marco MARCATO. 6. Fa il suo, con grande onestà, finché ne ha.

Davide CIMOLAI. 6. Con Oliveira e Pozzato fa grande la Lampre-Merida, che resta nel vivo della corsa fino alla fine. Davide pedala anche fin troppo al vento, ma probabilmente, sapendo di non averne tantissima, da tutto prima di tirare i remi in barca. Bravo comunque.

Sep VANMARCKE. 5. Dei big è forse quello che stecca di più.

Stijn DEVOLDER. 5.  L’ha vinta due volte, sa come si fa, ma deve essersi dimenticato qualcosa.

Lars BOOM. 5,5. Lotta come un vero gladiatore. Distribuisce fendenti a destra e manca, ma ne prende anche tanti.

Jurgen ROELANDTS. 5,5. Era dato in buonissima condizione, e difatti è lì a lottare con i migliori. Alla fine è ottavo. Per uno come lui non è tantissimo.

Tiesj BENOOT. 8. Ha soli 21 anni, e per questo giovane belga si sprecano già i complimenti. Segnatevi questo nome: sentiremo parlare di lui ancora.
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COMMENTI
Tanto sarcasmo
5 aprile 2015 20:13 maicol
Tanto sarcasmo inutile direttore verso un Team che corre vince e porta alto il nome di un prodotto artigiano Italiano come Pinarello..prima di parlare del Baronetto farebbe meglio a leggersi il palmares e forse capirebbe che di un corridore così in Italia avrebbe bisogno...
Guardi la classifica world Tour per capire che alla Sky non può interessare nulla delle licenze altrui..

5 aprile 2015 20:14 foxmulder
Voto 0 al by by del direttore... Bye bye english...
Questo Benoot è veramente interessante. E gli mancava una sola N per essere Boonen...
Infine: chi poteva vincere nel giorno di Pasqua se non Kristoff? Ha battuto la morteff...

Sagan senza squadra
5 aprile 2015 21:58 Sagano
Inutile negare come al Sagan degli ultimi due anni manchi qualcosa, e non la tattica ma le gambe. Non si riesce a rivedere quel corridore brillante che aveva incantato tutti.Ma occorre sottolineare ancora una volta la pochezza della squadra. Tinkoff si deve vergognare quando fa le sue esternazioni,ha una formazione fra le più deboli sul pave' per supportare lo slovacco

Oddio...
5 aprile 2015 22:16 discesista
6 a Pozzato? Tanto quanto Štybar che si vede in corsa e gli arriva davanti, e più di Degenkolb che vince la volata del gruppetto? Oddio scappotto ahahah

discesista
6 aprile 2015 11:06 Alfonso
Stagi o è pagato profumatamente dalla Lampre o è segretamente innamorato di Pozzato o non so che cosa.... Un buon corridore e nulla più.

giocas
6 aprile 2015 12:01 giiocas
Ma insomma sto' Pozzato cos'ha mai fatto? Sono due anni che non va, è finito o ci vuole il disegno per capirlo? Anche se dovesse vincere, per ipotesi remota, ancora una corsa resterà sempre un corridore come tanti altri. Nulla di più.

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