CONQUISTIAMO EXPO 2015

TUTTOBICI | 16/12/2014 | 07:36
La federazione dell’atletica sta irreggimentando i tantissimi runners o joggers o podisti o chissaccosa, il progetto è una “special card” tutta per loro, pochi soldi da spendere molti vantaggi da acquisire, e comunque de­naro fresco in arrivo dal tesseramento nazionalpopolare di una mol­titudine di faticatori perlopiù urbani, denaro da destinare alle at­tività giovanili. Il ciclismo non fa­rebbe niente di male a copiare. Ve­ro che ha già fatto molto, se il mo­vimento cicloturistico è una bella e grossa cosa, ma ci vogliono idee sempre e sempre più nuove per conquistare e preservare l’attenzione, le città, i giornali, le radio, le televisioni, internet e chissà quale altra diavoleria prossima ventura.

Una volta, ad un convegno in quel di Firenze, giustamente mi chiesero di uscire dal classico sarcofago giornalistico comodo in cui spesso noi guazziamo, auspicando e sentenziando (se possibile a posteriori, meno rischio) e dicendoci mai contenti: uscirne proponendo qual­cosa di pratico, di concreto. Era di quei giorni la notizia del se­gretario ciclomane di un partito po­litico neanche grosso (il partito, ma anche il segretario, uno dal fisico secco di sportivo praticante), co­munque molto rappresentativo quanto a idee sane e persino cultura storica, che era stato messo sot­to (il segretario, non il partito) da un’automobile mentre pedalava in città. Auspicai allora che nascessero altri eroi di quel tipo, e non im­porta se col forcipe o col parto ce­sareo dell’incidente, auspicai che ci fossero persino dei martiri estremi, dei morti insomma, da fare santi subito perché sacrificati per la sacra causa delle piste ciclabili. Sì, con cinismo pratico e provvido nonché provocatorio, augurai allo sport beneamato una qualche mor­te gloriosa in bicicletta, sulle piste ciclabili cittadine, di un qualcuno che non fosse un nessuno, an­zi. Venni trattato abbastanza ma­le, giustamente credo, eppure se adesso ci fosse un santo martire ciclista da venerare il ciclismo avrebbe una buona carta, addirittura una “very special card”, penso proprio ad un santino, da una par­te l’immagine del santo martire, o addirittura il quadretto tipo ex vo­to dell’incidente, dall’altra il ricordo del suo sacrificio.

Scherzavo allora e scherzo adesso, neanche troppo allora e neanche troppo adesso. Sì, perché penso che davvero il ciclismo sia un esempio continuo di sciupio di te­matiche popolari facili, sane, tutto sommato anche oneste. Si pensi a come non sa, non vuole giocare tut­ta la carta dell’ecologia, si pensi a come continua anzi a come insiste nell’enfatizzare lo sforzo da po­veri, la santità del sudore, la semplicità spesso coatta, da beoti, il ridicolo delle divise che come bruttezza cosmicomica sono superate soltanto da quelle delle guardie svizzere del Papa, ideate da Mi­chelangelo che proprio quel giorno doveva avere cambiato pu­sher.
Quasi mezzo mondo va ormai in bicicletta contro la motorizzazione, per ricchezza di idee e non per povertà di mezzi. Quasi mezzo al­tro mondo approda alla bicicletta co­me strumento di lavoro, e di progresso rispetto al deambulare a piedi o con l’aiuto di animali. L’Ita­lia sta in un terzo mondo piccolo, ritagliato a stento fra quello del progresso in bicicletta e quello della bicicletta come cavallo metallico (o anche di plastica, ormai) per andare al lavoro.

Per non fare la parte classica del giornalista che scrive che tutto va male, ma non scrive neanche di striscio cosa fare perché qualcosina almeno vada bene, avanzo una proposta. L’Expo milanese del 2015 si ispira al cibo, con le sue problematiche, i suoi culti, le sue miserie ed i suoi eccessi.  Il ciclismo agonistico ha col cibo un rapporto speciale, come nessun altro sport: le 32 uova ingurgitate da Al­fredo Binda in un Giro di Lom­bar­dia sono storia. Il cibo del ciclista, le calorie del ciclista, il metabolismo del ciclista, persino la di­gestione del ciclista, tutti temi a loro modo intriganti, con pantagruelismo forte. Ecco un must per i giorni dell’Expo. Un rapporto fra cibo e uomo che in corsa si evolve in tante ore, la torta di riso e il pa­nino di prosciutto, il formaggio molle e lo zucchero… Sono temi che meritano dibattiti, tavole ro­tonde, seminari, saggi pratici, persino risse.

Lo dico per esperienza personale alla maratona di New York, che da fachiro senza allenamento specifico ho cominciato e fi­nito nel 1995, per i miei sessant’anni: il “pasta party” della vi­gilia, quando da tanti giorni all’insegna del primato delle proteine cioè della carne il podista passa all’abbuffata di carboidrati, la torta del­la nonna come la semplice divina pastasciutta, è rito, festa, studio, al­legria, scienza. A Firenze chiesi sacrifici umani, adesso per Mila­no/Expo 2015 chiedo una sana at­tenzione al bipede implume che pedalando sa assumere ed elaborare seimila calorie in un giorno. Giuro che ne parlo al mio amico Carlin Petrini, l’Einstein di Slow Food chiamato a Milano, dalla sua Bra, per dare il tono giusto alla Gran­de Abbuffata che in modi di­versi fa andare avanti il mondo. E che nessuno sa portare in giro be­ne come i ciclisti.

Gian Paolo Ormezzano, da tuttoBICI di dicembre
Copyright © TBW
COMMENTI
non è così
17 dicembre 2014 10:54 paciacca
Se chi scrive ( ed è un grande gionalista) sapesse veramente cosa è la Run Card della Fidal...... non direbbe ciò.....è solo una grossa operazione di Marketing....... i podisti ( che amano sempre spendere meno che i ciclisti e ricevere di più, leggi pacchi gara alle gare) non aderiranno in masso e si terranno la loro bella tessera eps.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Mattia De Marchi mette la propria firma sulla Serenissima Gravel disputata oggi a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. L'ex professionista veneziano ha conquistato il successo grazie a un'azione solitaria che gli ha permesso di tagliare il traguardo...


Jonathan Milan si gode la maglia iridata, la medaglia d'oro e un record davvero impressionante: «Dire che sono molto contento è poco. Era un obiettivo della stagione rientrare su pista in questa maniera, non solamente nell'inseguimento individuale, ma anche nell'inseguimento a...


Mick Van Dijke (Red Bull - Bora - Hansgroe) si aggiudica la terza tappa dell'Eneco Tour 2026 davanti a Victor Campenaerts (Visma - Lease a Bike), che diventa il nuovo leader della classifica. Si tratta della prima vittoria da professionista...


Se ne parnlava da settimane e ora il cambio di maglia diventa una realtà per Richard Carapaz: il corridore ecuadoriano,   già campione olimpico e vincitore del Giro d’Italia, lascerà la EF Education Easypost per vestire nei prossimi tre anni...


Podio tutto neerlandese nella Sittard / Watersley, terza tappa dell’Eneco Tour Women 2026. Femke Markus, 29enne della SD Worx Protime, si è messa alle spalle la leader della classifica generale Lieke Nooijen (Visma Lease a Bike) e la 23enne Maud...


Jonathan Milan campione del mondo dell'inseguimento al termine di una guiornata straordinaria. Il gigante friulano ha letteralmente dominato la finale contro il danese Frederik Madsen: dopo aver stabilito il record mondiale in qualificazione, Milan ha pedalato anche iun finale per...


L'Union Cycliste Internationale (UCI) e la Federazione Ciclistica Saudita annunciano che i Campionati Mondiali UCI di Ciclismo Urbano 2026, previsti a Riyadh, Arabia Saudita, dal 3 al 7 novembre, non si svolgeranno. L'evento doveva riunire i migliori ciclisti del mondo...


L'imprenditore Valentino Sciotti, che con la sua Vini Fantini è da anni impegnato come sponsor del ciclismo professionistico, interviene nella discussione sul ranking mondiale, le classifiche, sul ruolo e sull'importanza delle formazioni ProTeam. La sua è una riflessione preziosa, che...


Se le temperature scendono ma non cala il vostro desiderio di pedalare in libertà, vi servirà un capo che sappia fare la differenza per voi. Q36.5 ha appena presentato la Vampire Hooded, una nuova giacca tecnica invernale con balaclava integrato sviluppata integralmente...


Nuovo record del mondo firmato Jonathan Milan. Nel corso delle qualifiche dell’inseguimento individuale che si stanno svolgendo nella rassegna iridata di Shanghai, il friulano ha fermato i cronometri sul tempo di  3:58.850 pedalando 4 km alla media di  60.289 KM/H...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra