GIORNO DELLA SCORTA. Lo stato della sicurezza e le sue priorità

INIZIATIVE | 02/12/2014 | 10:01
In apertura della 23ª edizione de Il Giorno della Scorta, al presidente del Gs Progetti Scorta Silvano Antonelli sono bastati otto minuti di comunicazione per indicare lo stato della sicurezza nel ciclismo e le sue priorità future.
Ve ne proponiamo alcuni stralci.

«Grazie per avere accettato di essere qui, oggi, a condividere l’idea che la sicurezza - nella vita come nello sport - sia una condizione imprescindibile di una società che voglia definirsi matura. Da conseguirsi soprattutto con la prevenzione, affrontando le cose per tempo, senza essere affannosamente spinti da fatti tragici già accaduti, come purtroppo spesso capita alla Legislazione del nostro Paese.
Di questa sicurezza, noi del mondo del ciclismo rappresentiamo una piccolissima parte, ma non per questo trascurabile, perché come dice un vecchio adagio: «chi spazza davanti a casa sua, spazza il mondo.

Nel settore del ciclismo sportivo le cose sono abbastanza in ordine. Grazie a FCI, Enti di Promozione sportiva ed organizzatori, le gare su strada hanno raggiunto un apprezzabile grado di sicurezza e anche nelle Granfondo, dove talvolta si corrono rischi maggiori, un sondaggio da noi effettuato insieme agli organizzatori della Nove Colli, ci dice che il 69% degli interessati dichiara di sentirsi sufficientemente protetto.
Dati incoraggianti che purtroppo non possono lenire la preoccupazione che invece esiste sul fronte degli allenamenti, durante i quali quest’anno abbiamo addirittura perso due ragazzi. In alcuni casi potremmo parlare di pura fatalità, ma dobbiamo stare attenti a che i genitori non finiscano col fare propria l’idea che - in ogni caso - il ciclismo su strada è una disciplina troppo pericolosa per i loro figli.
Oltre ai circuiti protetti, in futuro serviranno misure che facciano percepire, concretamente, la razionalità e l’effettiva tutela che siamo in grado di garantire negli allenamenti.

Davanti a noi sta per aprirsi una fase di motivata speranza e di grande opportunità: la riforma del Codice della Strada: il testo della riforma trasmesso al Senato, se approvato, darà al Governo un anno di tempo per emettere i decreti attuativi. Un lasso di tempo che, a nostro avviso, il movimento ciclistico dovrebbe utilizzare per farsi sentire concretamente, in modo unitario, proponendo soluzioni capaci di convincere il legislatore.
La legge delega del nuovo Codice della Strada, all’articolo 2, pone due questioni di indirizzo che a noi sembrano essenziali, ovvero:
- le misure di tutela dell’utenza vulnerabile, in particolare dei ciclisti e tra questi quelli di età inferiore ai 14 anni;
- il riordino dei compiti della polizia stradale, con all’interno il potenziamento del ricorso ai servizi ausiliari.
Due indirizzi rispetto ai quali il movimento ciclistico ha certamente cose interessanti da proporre.
Nel primo caso, ad esempio, possono essere legittimamente rivendicate norme di maggiore tutela per gli atleti in gara e in allenamento, mentre nel secondo si può pensare ad una estensione dei poteri delle scorte tecniche e degli ASA, facendole diventare figure pienamente riconosciute e quindi di assoluta efficacia, estendo il loro campo operativo a tutte le manifestazioni su strada.
Figure che, in una equilibrata estensione dei concetti di ausiliarietà e di sussidiarietà, potrebbero garantire un valido supporto anche per gli interventi di emergenza, o di viabilità eccezionale, laddove le Forze di Polizia non riuscissero ad essere esaustive.

Il ciclismo su questi aspetti merita di essere ascoltato, dopo aver dimostrato l’autodeterminazione di cui è capace nel gestire le proprie manifestazioni. E noi del G.S. Progetti Scorta stiamo valutando l’ipotesi di organizzare, nel prossimo inverno, una giornata di studio con esperti del settore, per indicare come la riforma del codice della strada meglio potrebbe tutelare i ciclisti, i motociclisti, le gare ciclistiche e nel contempo sostenere le Forze di Polizia attraverso una estensione del volontariato ausiliario.

Queste sono le priorità che ci permettiamo di suggerire: il resto, gentili ospiti, siamo certi lo avrete letto nella brochure stampata per l’occasione, dove abbiamo inserito informazioni, elementi di riflessione e proposte di lavoro, ovviamente per quel che erano le nostre possibilità di farlo. Di una cosa siamo particolarmente fieri: quella di svolgere lezioni di sicurezza per la formazione e la responsabilizzazione dei ragazzi che fanno ciclismo. Lezioni che svolgiamo a titolo gratuito e che per l’anno prossimo proporremo su scala interregionale, destinando a questo progetto, che abbiamo chiamato “Sicurezza Giovani”, una parte sensibile delle nostre risorse di bilancio. Convinti come siamo che la sicurezza la si ottiene se esiste “la cultura del rischio”, che ai giovani può essere data solo attraverso una adeguata attività didattica.

Concludo dicendo, che oggi, in questa sede, c’è uno spaccato di normalità, perché si racconteranno cose che per larga parte funzionano, seppure suscettibili di miglioramento.
Ma la normalità, essendo un risultato piuttosto che un dono, per consolidarsi deve sconfiggere l’indifferenza e la sua banalizzazione.
Pertanto, spetta a noi, addetti ai lavori, Autorità e organi di informazione, fare in modo che si parli anche di chi fa del bene, agisce con scrupolo e non soltanto delle cose che non funzionano.
Un po’ come ci proponiamo, seppure modestamente, con “Il Giorno della Scorta” e il sostegno informativo dato dal nostro partner tuttobiciweb.it.
Se un Nibali vince il Tour, abbiamo visto che un intero Paese finisce col sentirsi coinvolto e che arrivano anche i complimenti del Capo dello Stato. Tutto giusto.
Ma per avere i Nibali, occorre che le gare  ciclistiche vengano generalmente considerate una opportunità e non un fastidio. E se proprio si desidera essere partecipi, ci vuole poco: basta che i cittadini, quando si trovano ad essere utenti della strada, abbiano la pazienza di aspettare un poco per consentire ai corridori di transitare in sicurezza. Un poco che per noi vale tanto!».

per vedere il filmato CLICCA QUI
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COMMENTI
SICUREZZA E REGOLAMENTI
3 dicembre 2014 02:03 girapedali
le "scorte tecniche" e personale "ASA" sono sufficientemente preparati per garantire sicurezza, chi non è a conoscenza delle regole che disciplinano le gare su strada è proprio l'utente della strada. Forse bisognerebbe investire di più nell'ambito della comunicazione all'automobilista !!!! per avere più sicurezza !

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