DEL BARBA. Un uomo, tre passioni: famiglia, lavoro e ciclismo

STORIA | 10/11/2014 | 15:06
Angelo Del Barba in tantissime gare arrivava puntuale nelle sedi di partenza e arrivo, osservava attentamente, si divertiva, salutava tutti. Un uomo semplice, intraprendente, concreto, apprezzato.  Ma il suo cuore ha cessato di battere e il dolore per la scomparsa raggiunge moltissime persone, dentro e fuori dai confini del ciclismo.

Angelo Del Barba è nato nel ’41 ed ha sempre vissuto a San Pancrazio (frazione di Palazzolo sull’Oglio), ai margini dell’autostrada Milano-Brescia. Fin da bambino era appassionato di ciclismo e quando poteva andava a tifare per Motta, Zandegù, Dancelli, Gimondi e altri campioni della sua generazione. La passione per il ciclismo non gli ha mai fatto dimenticare il lavoro: da buon bresciano, Angelo sapeva rimboccarsi le maniche. Aveva appreso presto l’arte da muratore e ogni mattina alle 5,30 lui era già sulla rotta Palazzolo – Milano col suo autocarro e i collaboratori.

Erano gli anni d’oro, quelli della ricchezza economica, e ogni giorno migliaia di bresciani e bergamaschi si riversavano su Milano per costruire case, palazzi e capannoni. Angelo era tra questi: ogni mattina, anche alle 5, 30, era già sulla rotta Palazzolo – Milano col suo furgone carico di volonterosi collaboratori.
Di soddisfazioni da imprenditore edile Angelo ne ha avute tante e molte persone avvedute si sono affidate a lui per costruire la dimora ideale.
Nella sua vita c’erano 3 poli fondamentali: famiglia, lavoro, ciclismo. Non li ha mai trascurati a cominciare dalla famiglia. Lui e la moglie Paolina hanno avuto tre figli; Laura, Norma e Simone, anch’essi intraprendenti come i genitori.
E dopo varie esperienze e contatti con industriali vicini al ciclismo Angelo ha voluto creare il Trofeo Franco Balestra a ricordo di un cittadino di Palazzolo sull’Oglio che nel ’72, a Cagliari, venne eletto consigliere nazionale della Federazione Ciclistica Italiana. Il Trofeo Balestra è nato negli anni Ottanta e come evento ciclistico si è subito imposto all’attenzione generale. Inizialmente lo hanno disputato gli allievi, ma in breve tempo è diventato gara d’inizio estate per dilettanti di prima e seconda.

Negli anni Novanta la corsa, divenuta internazionale per dilettanti di prima e seconda serie (in epoca recente per elite e under 23), si è collocata tra le classiche d’inizio stagione. La famiglia Del Barba con meticolosità e passione ha fatto crescere  il Trofeo Balestra. Ogni anno Angelo dedicava 6-7 mesi a tessere la ragnatela di pubbliche relazioni con sponsor e autorità per migliorare il suo principale prodotto ciclistico. Il virtuoso Angelo non si è accontentato di organizzare il Balestra con l’arrivo sull’uscio di casa sua: ha  allestito manifestazioni per allievi, donne, collaborando altresì con gli organizzatori della “3 Tre Bresciana” juniores. Ci teneva a mantenere alto il prestigio del Balestra e delle sue creature, anche organizzando presentazioni con cene, premiazioni, ospiti che nulla avevano da invidiare a conventions di grandi aziende, ed in più non negava mai il suo aiuto ad altre società.

Era interlocutore privilegiato di tanti organizzatori, non solo bresciani. Il Giro d’Italia dei professionisti nel ’92 ha fatto tappa a Palazzolo sull’Oglio anche per merito suo.
Il Giro d’Italia del ’97 prese il via dal Lido di Venezia. Alle 7 del mattino Angelo era già pronto a salire sul traghetto per raggiungere l’isola e un appassionato pronunciò la seguente frase da interpretare come attestato di stima per l’attaccamento al ciclismo: “Il Giro non può partire se manca Angelo Del Barba”. E abbiamo visto spesso Angelo spettatore di lusso anche ai box delle Nazionali in edizioni dei Campionati del Mondo molto lontane dall’Italia.

Caro Angelo, sembra impossibile che tu adesso sia lassù. Siamo convinti che in numerose gare ciclistiche, quando mancherà un’ora alla conclusione, ci apparirai ancora. Ti vedremo camminare sul rettilineo d’arrivo verso il palco. E saluterai ancora tutti.

Alessandro Brambilla

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