PROFESSIONISTI | 22/09/2014 | 07:51 COLBRELLI, di nome fa Sonny, come uno dei protagonisti della saga a fumetti “ROSCO E SONNY” ideata nel 1981 da Claudio Nizzi, disegnata da Giancarlo Alessandrini ed evidentemente assai gradita ai suoi genitori. Una vittoria netta, la sua, accompagnata dalla dimostrazione di poter e voler essere una delle punte della nazionale italiana ai mondiali di Ponferrada. Unica incognita è la tenuta dell'emergente talento bresciano alla distanza, oltre i 250 km, un punto interrogativo che riguarda anche altri azzurri ma a suo favore depone il buon comportamento alla Milano-Sanremo 2013, 12° e 2014, 6°. Una curiosità: nel 2008, da Juniores, Colbrelli vinse la tappa cronosquadre del prestigioso Tour Pays de Vaud, in Svizzera, con la nazionale italiana della quale facevano parte il toscano Kristian Sbaragli, oggi ottimo secondo dopo essere stato all'avanguardia per tutto il giorno e quell'ormai grosso punto interrogativo che risponde al nome di Moreno Moser. AC PRATESE 1927, la società organizzatrice che ha voluto dedicare il 69°GP di Prato all'indimenticabile, immenso Alfredo Martini. Il presidente Mario Fabianelli può andare orgoglioso dell'ottimo lavoro svolto dai suoi collaudati collaboratori e anche della presenza, all'arrivo e lungo lo spettacolare percorso, di un pubblico eccezionalmente numeroso. Da elogiare anche l'operato delle Forze dell'Ordine e della polizia municipale, davvero impeccabile, così come l'impegno di validi “addetti ai lavori” come Vezio Trifoni, Carlo Iannelli e Fabio Tarli. Nonostante la crisi economica strisciante il ciclismo a Prato è ancora ben vivo e lo si vede a occhio nudo. CASSANI, Davide. Sgobba come un coscritto, modella e vara la prima nazionale italiana che guiderà a Ponferrada secondo il suo stile, le sue competenze tecniche e la sua notevole esperienza di ciclista. L'esclusione di Pozzato è giunta al termine di una valutazione logica seppur in parte dolorosa, mentre Trentin sembra essersi chiamato fuori e Viviani appare come un lusso che la nostra nazionale forse non potrebbe permettersi su di un circuito falsamente facile come quello spagnolo. A Prato gli azzurri in gara sono stati davvero tutti per uno e uno per tutti, con Aru, Visconti e lo stesso Nibali dimostratisi ammirevoli in quanto umili e altruisti. Così il successo di Colbrelli è stato un trionfo di tutti, di ottimo auspicio per il meeting iridato imminente e la mano di Cassani già si vede, eccome. Ma è proprio esagerato credere che da Ponferrada si possa tornare con una medaglia? RODRIGUEZ “Purito” ha parlato poco ma ha detto cose interessanti. Secondo lui il circuito di Ponferrada alla fine risulterà più duro di quello di Firenze. Il dislivello totale è assai più alto e rispetto a Firenze mancherà il lungo tratto in linea iniziale. Insomma, roba da ciclisti adatti ai percorsi impegnativi e in forma, come, ad esempio, un certo Purito Rodriguez che a Prato ha voluto rifinire una condizione atletica già quasi ottimale dopo una Vuelta disputata ad alto livello. NERI SOTTOLI protagonista assoluta a Prato nonostante il momento poco propizio. Il pistoiese Andrea Fedi è andato all'attacco di buon ora senza troppa fortuna, ma meglio di lui ha fatto il venezuelano Yonathan Monsalve, primattore sulle salite di Carmignano, della Rocca di Montemurlo e vincitore assoluto del GP della montagna. All'arrivo ottimo nono posto di Mauro Finetto e soprattutto un quarto posto da incorniciare per Simone Ponzi, che a detta di parecchi e qualificati addetti ai lavori avrebbe meritato una maglia azzurra a Ponferrada anche in considerazione delle ottime prestazioni fornite al Trittico Lombardo, dove ha trionfato nella classifica finale combinata delle tre prove. Una dimostrazione di regolarità che purtroppo non gli è valsa la meritata convocazione in nazionale. NIBALI. Vincenzo Lo Squalo lascia Prato con buone sensazioni. La botta rimediata alla Tre Valli Varesine sembra ormai assorbita e alcune tirate in testa al gruppo sono sembrate molto promettenti in proiezione iridata. Già, cosa potrà fare il nostro numero uno in Spagna? Non chiediamogli troppo, ma non dobbiamo nemmeno pensare che Vincenzo si rassegni ad una condotta di gara attendista o anonima. Non è nel suo DNA stare a vedere cosa succede o subire la corsa dagli altri. Scommettiamo che, alla fine, sarà tra i principali protagonisti a Ponferrada? Dopo l'appuntamento iridato ci sarà poi da sciogliere quello scomodo nodo tra Giro di Lombardia o Tour of Almaty. La classicissima kazaka targata Astana lo chiama, ma in Italia c'è già chi storce la bocca. A tale proposito, si potrebbe chiedere un consiglio proprio a Colbrelli, che nel 2013 si piazzò 2° ad Almaty, alle spalle di Maxim Iglinsky. Stefano Fiori
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