GUARDINI. «Sconfitta l'allergia, voglio ripartire alla grande»

PROFESSIONISTI | 01/08/2014 | 16:03
Due vittorie in Malesia (28 febbraio e 8 marzo), poi un lungo periodo di sofferenza. E la gente del ciclismo a chiedersi: ma Guardini che fine ha fatto?
«La caduta in Malesia, con quel buco nel piede, mi ha condizionato a lungo, anche se là ho vinto una tappa nonostante l'infortunio», spiega Andrea Guardini. «Ma tutto questo si è aggiunto ai problemi che mi assillano sin dalla scorsa stagione. Ora, che sono state trovate causa e cura, mi sento rinato». L'ultima corsa del velocista dell'Astana è stata il 30 maggio, al Giro del Belgio «dove stava scoppiando anche un ascesso al dente», ma è imminente il rientro nel gruppo. Dovrebbe avvenire tra il 6 e il 10 agosto al Giro di Danimarca. Ed è un Guardini rinfrancato quello che dice: «Sta andando tutto bene. Da due mesi, mi sto allenando a casa. Si è scoperto che i miei problemi derivavano da intolleranza al lattosio».

Quando sono nati?
«Ho cominciato ad avvertirli l'anno scorso. Non ne avevo mai sofferto. L'intolleranza al lattosio mi intossicava il fisico. Nell'immediato non avvertivo conseguenze, ma a lungo andare avevo problemi a stomaco e intestino e di digestione e non si capiva la causa».

Ora, invece?
«Ho fatto analisi più approfondite al reparto gastroenterologia dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È probabile che tutto sia nato da un virus o un'infezione rimediati in una trasferta, che hanno scombussolato la flora batterica».

Ha cambiato alimentazione?
«Da due mesi non mangio più latticini e sto vedendo i benefici. Prima, bevevo il latte intero,ora quello di riso. Insomma, ho chiuso il cerchio e ho capito che i problemi che mi limitavano non erano campati in aria. Sembrava che mi inventassi chissà cosa per spiegare la mancanza di risultati, invece i problemi era reali».

In Danimarca troverà terreno adatto alle sue caratteristiche?
«Dovrebbero esserci due-tre arrivi in volata. Ci sono già stato, da stagista, nel 2010 e conosco abbastanza quelle strade. La corsa è adatta ai velocisti. È in concomitanza con il Giro di Polonia e io pensavo più a quello, ma l'Astana ha scelto di mandarmi in Danimarca».

Qual è il suo obiettivo?
«Voglio sfruttare sin da subito ogni occasione per riprendermi quanto perso nell'ultimo anno. Sento di pedalare bene, anche rispetto all'inizio di questa stagione, quando, pure, ho colto due vittorie».

Conosce già il programma?
«Dopo il Giro di Danimarca, sono l'unico della squadra che potrebbe correre l'Eneco Tour dall'11 al 17 dove le prime tre tappe sono adatte ai velocisti. Al momento, penso solo ad arrivare al primo appuntamento già in condizione di tentare di vincere, non come in Turchia dove avrei dovuto trovare la condizione in corso di gara. Dopo venti giorni di antibiotici e i problemi di stomaco, ora mi sembra di volare».

È un Guardini nuovo quello che si ripresenta al via...
«Devo ammettere che mi era persino passata la voglia di allenarmi perché ogni giorno era un calvario. Ora, invece, ho ritrovato la gioia della fatica e vedo le differenze: posso costruire una condizione come Dio comanda e sono convinto di poter fare bene da subito e di tornare quello che sono veramente. Ho anche tanti sassolini dalle scarpe da togliermi: qualcuno sparlava di me. Ora voglio rispondere con i fatti. Poi, a fine stagione, faremo i bilanci».

da L'Arena, a firma di Renzo Puliero
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