OTTO PER ARREDONDO, 7 PER DUARTE, ARU CI PROVA, GLI ALTRI NO
I VOTI DEL DIRETTORE | 29/05/2014 | 19:14
di Pier Augusto Stagi -
Corsa tattica, per il piazzamento. Tutti lì, a controllare lui – Nairo Quintana – e lui - la maglia rosa - a guadarsi attorno con relativa serenità. Corsa tattica, per il piazzamento, pensando al podio di Trieste. A guardarli oggi non ci sono dubbi: il Giro se non è finito è sfinito. Le forze ormai sono quelle che sono: si corre per il piazzamento. Uran spera nella crono di domani, Quintana per questa ragione si amministra. Pozzovivo sogna le pendenze dello Zoncolan per tornare un po’ più su, così come Rolland e Aru che si contenderanno un posticino sul podio con Majka, Hesjedal e il bravissimo Kelderman. La corsa rosa deve definire le ultime cose, piccoli dettagli. Per il resto il Giro delle polemiche non è più aperto nemmeno per i reclami.
Julien ARREDONDO. 8. Alla fine, dopo tanti attacchi e contrattacchi, arriva la vittoria di tappa. Meritata. Meritatissima. Cercata. Cercatissima. L’ennesimo colombiano sul podio del Giro, a confermare un movimento che non è in crescita, ma è semplicemente esploso.
Fabio DUARTE. 7. Un altro piazzamento d’onore, dopo Montecampione. Ancora all’attacco i ragazzi di Claudio Corti, che non riescono a centrare il risultato pieno anche se lo meriterebbero. Duarte, Chalapud, Pantano, tutti sempre lì a dar battaglia. Crescono i ragazzi di Corti. A vista d’occhio.
Philip DEIGNAN. 7. Non è più un giovanotto, ma in questo Giro d’Italia tutt’altro che semplice per il Team Sky, con Cataldo (anche oggi voto 8) tiene in piedi la baracca.
Franco PELLIZOTTI. 6,5. Si muove bene, spalleggiato dal prezioso Emanuele Sella. Pedala elegante, con intelligenza tattica non comune. Gli manca qualcosa nel finale. Ma non mancherà di riprovarci.
Edoardo ZARDINI. 6. Il 24enne di casa Bardiani ancora all’attacco, per dare ancora qualche gioia al team dei Reverberi. Raccoglie un buon quinto posto, che fa bene a se stesso e al team che sta vivendo un Giro eccezionale.
Ivan BASSO. 5,5. Meriterebbe 8 per la voglia di fare qualcosa di buono, per l’impegno, per l’amore che ha per la professione. Merita applausi per la sua franchezza nel dopocorsa. «Il finale non è altro che la fotografia del mio Giro».
Fabio ARU. 6,5. Due attacchi nel finale, per rosicchiare qualche secondo . Per testare la forza degli altri ma anche la propria. Risale in classifica. Quarto. Ma si può ancora sognare. E lui sogna.
Nairo QUINTANA. 6. Corre con apparente tranquillità. Aspetta.
Rigoberto URAN. 6. Corre con apparente tranquillità. Aspetta.
Domenico POZZOVIVO. 6. Sulla difensiva. In attesa di altre pendenze.
Pierre ROLLAND. 6. Fa una grandissima mole di lavoro e a ben vedere porta a casa il minimo sindacale. Salta Evans e lui monetizza il terzo posto.
Ryder HESJEDAL. 5. Fatica tanto, e non da oggi. Sempre aggrappato al manubrio. Encomiabile per la tenacia, ma sembra arrivato.
Wilko KELDERMAN. 5. Il pupo oggi fatica tanto. Ma è normale.
Cadel EVANS. 4. È il vero sconfitto di giornata. Nel finale, appena sgasano un po’ di più, perde il contatto dalla maglia rosa. E perde il podio.
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Poi volevo complimentarmi con uno dei frequentatori di tuttobiciweb.it che più o meno dalla terza tappa in avanti pronosticava un distacco di sei minuti per Evans nella crono del Grappa. Non so se saranno veramente sei minuti, ma se va come oggi (e ne sarei estremamente dispiaciuto) sará dura per il povero Cadel...