Basso: da martedì sarò al lavoro sulle salite del Tour

| 04/06/2006 | 00:00
Un intero stadio in piedi ad applaudire: così Fiorenzuola ha accolto ieri sera Ivan Basso, trionfatore del Giro d'Italia e ospite d'onore, insieme al compagno di squadra e amico Giovanni Lombardi, della Sei Giorni delle Rose, organizzata dall'AS Florentia di Claudio Santi. Basso era accompagnato dalla moglie Micaela e dalla primogenita Domitilla e dopo aver assistito alle gare in programma, ha premiato la coppia in testa alla Sei giorni. Assediato dai fotografi e da moltissimi cacciatori di autografi, Ivan ha trovato il tempo per spiegare che «in questa settimana ho cercato di continuare a lavorare, allenandomi per cento chilometri ogni mattina e partecipando a qualche circuito, quelli più vicini a casa, la sera. Ma ormai è tempo di riprendere a fare sul serio: martedì sera (dopo l'audizione presso la Procura federale in seguito al caso Simoni, ndr) andrò in Francia con i miei compagni di squadra per andare a studiare le salite alpiine del Tour. La mia vita? Non è cambiata, o meglio non come intendete voi: è cambiata solo perché in famiglia siamo uno in più con l'arrivo di Santiago, non perché ho vinto il Giro. Potrei vincerne anche nove di Giro che Ivan non cambierebbe... Il Tour? Aver vinto il Giro non aggiunge pressioni particolari: dopo due podi consecutivi sarei comunque stato uno dei favoriti ed è logico che ci si attenda tanto da me. Io sono pronto e sono convinto di fare molto bene. Lombardi? I meriti di Giovanni arrivano da lontano, perché lui è molto bravo nel tenere unita la squadra, fuori e dentro la corsa e proprio quest'unione è uno dei nostri punti di forza». E poi ancora premi, applausi, una foto per tutti, autografi e strette di mano: un autentico bagno di folla per un campione che ha il merito di aver fatto di nuovo sognare la gente.
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