Michele Bartoli: «Ulissi è grande, ma non lo sa ancora»
GIRO D'ITALIA | 17/05/2014 | 12:24 Questa mattina era al villaggio di partenza di Foligno. Sorridente, in forma smaliante Michele Bartoli. Tirato come ai bei tempi, e disposto a parlare dei ragazzi della Lampre-Merida che segue da due stagioni come consulente della preparazione del team di Beppe Saronni.
Michele soddisfatto della vittoria di Diego Ulissi? «Molto, moltissimo. Sono contento perché io credo tantissimo in questo ragazzo. Ha classe da vendere e un talento che gli viene riconosciuto da tutti. Deve solo crederci anche lui».
In che senso? «Nel senso che Diego è un perfezionista e pretende sempre il massimo da se stesso, ma in certi momenti e in certi casi si fa anche del male. Nel periodo delle classiche, per esempio, ha corso con il freno a mano tirato. Ha come un blocco mentale. E come se lui pensasse: “Io non sarò mai all’altezza dei migliori”, ma non è così».
Cosa si può fare? «Vincere e abituarsi a farlo».
Tu avevi questo tipo di blocco? «Sì, per il mondiale. Io ero sempre molto sicuro di me stesso quando dovevo correre una Liegi o un Fiandre, ma la sfida iridata mi ha sempre bloccato a livello mentale».
In cosa ti assomiglia Diego? «Nello scatto. Nella frustata finale. Ferron (Gian Carlo Ferretti, ndr) ha sempre detto: tu sei come la coda di una lucertola. Anche quando gliel'hai tagliata il moncone continua a dimenarsi. Io e Diego siamo così: mai darci per morti».
Diego lo vedi più come cacciatore di classiche o corridore buono anche per i Grandi Giri? «Bisogna ancora avere un po’ di pazienza. Ha solo 24 anni ed è tutto da scoprire. Il suo recupero è eccezionale, ma Diego ha il fiuto per la vittoria. Mi sentirei di dire che a lui non manca niente. Ma una cosa gli manca».
Cosa? «La convinzione nei suoi mezzi. Diego è un grande, ma non lo sa ancora».
i veri appassionati di ciclismo, sullo sfondo di questa foto vi è un certo, tale Sig. GIUSEPPE ROCCHETTI di JESI (AN), maglione blue chiaro. Vai Beppe...
Francesco Conti-Jesi (AN).
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