HENAO & GERRY

TUTTOBICI | 30/04/2014 | 07:50
Allora, abbiamo un altro fenomeno fermo ai box per accertamenti. Il suo motore segnala anomalie che vanno scrupolosamente controllate. Otto settimane per capire, praticamente ci sarà una risposta definitiva alla fine di questo mese. Ma­gari non c’è niente di preoccupante e il caso si chiude lì. Magari. In tutti i sensi.

La cavia sotto osservazione è Henao. La Sky ha riscontrato durante i controlli interni alcune lampadine accese, prontamente ha deciso di aprire le indagini. Consultati espertoni neutrali, contattate Wada e Uci. Il problema non è piccolo, e certo prima o poi doveva arrivare: questi atleti delle alture - che tra parentesi vanno fortissimo - hanno sicuramente qualcosa di diverso rispetto a noi nati più o meno sul livello del ma­re. La domanda che tutti si pongono, mica da oggi, è mol­to semplice: hanno vantaggi congeniti, legati alla loro con­formazione fisica, oppure ciurlano nel manico e si dopano che è un piacere?

La Sky ha deciso di fornirsi e di fornirci una risposta più o meno de­finitiva, più o meno attendibile. La scienza ci dice che la materia non è facile, però è già molto affrontare la questione. E qui arriviamo al noc­ciolo della questione, pa­rallela e per niente secondaria rispetto al sangue di Henao: perché la Sky ha reso pubblica la vicenda, ha fatto bene o ha fatto male a rendere pubblica la vicenda?

Nella società d’oggi, do­minata dai saccenti e dai dietrologi - rigorosamente anonimi - del web, saranno sicuramente accreditate le solite versioni ciniche: la Sky si è mossa per evitare uno scandalo imminente, la Sky si è mossa solo per farsi pubblicità. Diciamolo: venti an­­ni di porcherie continue ci hanno abbastanza vaccinato, caricandoci l’anima di scetticismo e disincanto. Normale por­si qualche dubbio, essenziale non tracannarsi tutto a scatola chiusa. Però c’è un limite. Mi preme dirlo, perché altrimenti non se ne esce più.

Sinceramente anche il di­sfattismo a prescindere comincia a stufarmi. Almeno quanto il doping. Al­lora: se la Sky si muove e por­ta a galla il caso Henao, se la Sky ferma il suo campione in via precauzionale e affida la questione a un comitato scien­tifico, se la Sky la racconta per filo e per segno, se in­somma la Sky fa quello che abbiamo sempre chiesto a tut­te le squadre, ecco, non sta bene, si fa solo pubblicità, c’è qualcosa sotto, e vogliamo parlare di Froome? Se invece la Sky stesse zitta, coprisse He­nao, si inventasse la solita tendinite per giustificare la pausa, se cioè si comportasse esattamente come si sono comportate per anni le squadre, a partire dall’infezione alimentare della mitica Pdm, ecco, allora saremmo qui a lan­ciare siluri e a invocare la ghigliottina per tanta sporcizia. Chiedo: che cosa diavolo vogliamo, allora? La trasparenza no, perché alla trasparenza non crediamo, mica sia­mo babbei. Le bugie e gli in­ganni neppure, santo cielo, siamo stanchi di truffe e raggiri, basta balle, quand’è che il ciclismo imboccherà la strada della virtù e dell’onestà?

Non so perché, ma questo caso Sky mi ricorda molto Gerry Scotti. Gerry Scotti? Che c’entra Gerry Scotti? Gatti fuma ro­ba pe­sante? Gatti non fuma, neppure roba leggera. Sol­tan­to, è rimasto un po’ così quando il popolare Gerry ha chiesto a Renzi di aiutarlo a cancellare il vitalizio che avrebbe maturato fra pochi anni per la sua comparsata in Parlamento, all’epoca del Psi di Craxi. Anche lì: a me sembrava co­munque un bel gesto, ovviamente niente di eroico, però simbolico, nella terra dei vitalizi a cani e porci, più ai porci che ai cani. Eppure anche in quel caso i cervelloni che la sanno lunga non se la sono be­vuta: sai lo sforzo, con tutti i soldi guadagnati in questi anni nemmeno se ne accorge, ha fatto solo i conti e ha realizzato che la pubblicità è mol­to più vantaggiosa del vitalizio stesso.

Siamo così. Se un ricco fa beneficienza, bello sforzo. Se non la fa, quei dannati ricchi sono in­sensibili e spilorci. Che cosa vogliamo, davvero? Certo che Gerry Scotti non andrà in rovina rinunciando alla pensione da parlamentare, ma vorrei specificare che c’è un sacco di bella gente ugualmente ricca, ugualmente agiata, ma nemmeno per sbaglio capace di pensare a un gesto simbolico di rinuncia. Do­ven­do scegliere, prendo Gerry. Uguale nel ciclismo. Magari la Sky non è una squadra di santi e di eroi, ma dovendo scegliere tra la Sky e il modello Pdm non ho dubbi: prendo Sky. Il resto lo lascio ai saccenti e ai dietrologi del web, sempre bene co­perti e mimetizzati dietro le loro virili sigle, Pippo84 e Fuffo36.

di Cristiano Gatti, da tuttoBICI di aprile
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COMMENTI
Post (aperto) al Dr. Gatti
30 aprile 2014 09:35 Bartoli64
Egregio Dr. Gatti,
premetto che mi trovo abbastanza d’accordo con quanto ha scritto nel Suo articolo (anch’io preferirei - almeno allo stato attuale delle cose - il modello Sky al modello PDM), ci faccia però un piacere: chieda al Suo Direttore di annullare la facoltà di poter postare interventi sul blog di Tuttobiciweb.it utilizzando un semplice nickname (facoltà che però è concessa e tranquillamente ammessa in ogni altro blog che gira sulla rete).

Temo però che tale richiesta cadrebbe nel vuoto (ammesso che Lei potesse mai proporla), ed il perché mi sembra oltremodo evidente.

Vede Dottor Gatti, i “dietrologi” sono davvero una brutta razza… però mai quanto i provocatori di mestiere e gli incoerenti di pensiero (do you remeber il famoso articolo riportante il titolo: “Cari blogger siete dei vermi”? Ooops, mi scusi, non volevo fare "dietrologia"!

Mi stia bene così…

Bartoli64

Il ciclismo è l'unico...
30 aprile 2014 10:40 gianni
I "giornaloni" e tanto meno le Tv non dicono che il ciclismo è l'unico sport dove si discuta di questi problemi, ergo dove vi è un'attenzione a combattere il doping come in nessun altra disciplina ad eccezione forse dell'atletica. E questo, se ben presentato, sarebbe un aspetto a favore del ciclismo. Invece diventa avviene proprio il contrario.
saluti
Gianni Cometti, Cureggio (Novara).

Tutto giusto dottor Gatti ...ma.......
30 aprile 2014 12:38 ewiwa
Tutto giusto quello che Lei scrive ma purtroppo, e lo leggo anche nel suo articolo, con il doping ne abbiamo viste per anni ed anni di tutti i colori e quindi non ci si fida più e quando viene meno la fiducia c'è posto per ogni teoria ovvero tutto ma anche il contrario di tutto (vogliamo parlare di Armstrong per esempio? poi arriva uno che ti vince il Tour e sulle salite straccia i tempi dell'americano super dopato e super protetto e si sbandiera ai quattro venti che è puro come l'acqua di fonte ....le chiedo: si può far fatica a crederci?)

PER ME E' OK
30 aprile 2014 15:41 ilNik
Sono d'accordo con lei Sig. Gatti. La dietrologia e il "so tutto io quello che gira nel mondo del ciclismo" è davvero una brutta cosa nel mondo dei blog ciclistici. Fino a prova contraria, che è quanto vogliamo per noi stessi, SKY è sulla buona strada. Il poi si vedrà, per adesso godiamoci lo spettacolo. Credo che comunque, da sempre e per sempre, i primi combatteranno ad armi pari. Armstrong compreso.

In risposta a Ewiwa
30 aprile 2014 22:36 gianni
Si è fatto un gran parlare del tempo di Froome sul Ventoux (comunque superiore a quello di Armstrong seppur solo di qualche secondo), ma si dimentica - e questo mi meraviglia perché questo sito è letto da competenti - che Armstrong aveva vento contrario e Froome favorevole: è come se avessero corso su salite differenti.
saluti
Gianni Cometti, Cureggio (Novara)

esempi
1 maggio 2014 09:25 siluro1946
Il ciclismo dovrebbe imparare dalla politica. Un sindaco di Roma, durante una campagna elettorale magnificava l'aria pulita di Roma, criticando quella più inquinata di Milano, il sindaco si era però dimenticato di far presente che a Roma era posizionata una sola centralina, a Villa Borghese per giunta, mentre a Milano
erano decine le centraline collocate nei posti critici.

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