La polemica: in difesa di Rujano vi spiego che...

| 27/05/2006 | 00:00
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da parte di Giuseppe Acquadro, procuratore di José Rujano L’agente Giuseppe Acquadro, manager di Josè Rujano, ha inviato una diffida a Gianni Savio, Team Manager della squadra Selle Italia Diquigiovanni, Wladimir Belli, corridore della stessa squadra, e a Enzo Vicennati, redattore del mensile Bicisport in seguito alle loro dichiarazioni rese durante la trasmissione tv “Il Processo alla Tappa” del 21/5. Afferma l’agente piemontese: “Ho dato mandato all’avvocato Massimo D’Urso di attivarsi per tale atto formale in quanto ritengo che le dichiarazioni dei signori Savio, Belli e Vicennati – sul fatto che Rujano sia stato gestito male, che il corridore si sia montato la testa e sul fatto che si sia risparmiato in vista del suo prossimo passaggio alla Quick Step Innergetic – siano gravemente lesive dell’immagine di Josè Rujano e della mia, visti i dubbi che sollevano sulla nostra professionalità. Bisogna innanzitutto ricordare che esiste da tempo una situazione insostenibile per Josè all’interno del team, a causa delle note vicende contrattuali. Questo stato delle cose non gli ha permesso di svolgere serenamente il proprio mestiere (e come potrebbe, sentendosi ad esempio dire che lui è stato scoperto da Savio, cosa tra l’altro non vera, in un villaggio di poveri diavoli?) e il suo ritiro nella tappa di La Thuille dipende, oltre che dal fatto che il corridore stava effettivamente male a causa del freddo intenso, anche dal protrarsi di questa situazione. Ho inoltre dato mandato di querelare per diffamazione il sig. Gianni Savio e il D.S. Marco Bellini in quanto avrebbero fatto pressioni su alcuni corridori per spingerli a non affidarmi la loro gestione”. Prosegue Acquadro: “Tornando a Rujano, non è vero che Josè, che tra l’altro al Giro era ancora in gara per un piazzamento sul podio, si sia montato la testa dopo aver visto ‘quattro soldi’, visto che il suo ingaggio è aumentato di pochissimo e, inoltre, allo stato attuale della cose risultano oltre 8.000 _ di stipendio non pagati. La realtà è che Rujano ha dovuto sopportare per mesi un clima molto teso, nonostante fosse già stata firmata da tempo la liberatoria che gli permetteva di cambiare casacca al termine del Giro d’Italia. Savio si è comportato in modo scorretto, arrivando a pubblicare su internet stralci di una scrittura privata e creando un clima di ostilità, sconfinando addirittura nelle minacce, nei miei confronti. Ho quindi deciso di inoltrare all’UCI una richiesta di controlli per verificare l’operato del signor Savio, anche in riferimento ad altri episodi di cui sono venuto a conoscenza, simili alla denuncia all’UCI del mio assistito Niton Ortiz”. Conclude l’agente: “Sono infine molto amareggiato per non aver avuto nemmeno la possibilità di replicare alle illazioni di Savio, Vicennati e Belli; di fronte alle loro dichiarazioni avremmo dovuto avere almeno la possibilità di esprimere il nostro punto di vista. Giuseppe Acquadro
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