SOCIETA' | 05/04/2014 | 09:39 La Polisportiva Molinello rappresenta una lunga e solida realtà di tradizione, costantemente rinnovata e rinverdita, del ciclismo giovanile di primo rilievo, a livello nazionale. Prende il nome dall’omonimo quartiere di Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza, e pure la semplice elencazione dei nomi che sono approdati alla massima categoria partendo dal Molinello sarebbe troppo lunga. Un’elencazione che presenterebbe anche numerosi corridori approdati con successo al vertice del professionismo e che mantengono sempre un vivo e continuo rapporto d’affetto, amicizia e riconoscenza con la società dei loro inizi ciclistici. Per gli anni più recenti l’Oscar di tuttoBICI è stato quasi una costante ininterrotta a certificare, in un certo modo, le valenze, i meriti e i successi della società in ambito giovanile.
E’ una vera e propria fucina di corridori, come si suole dire. Rifacendoci però alla vecchia e cara Settimana Enigmistica, al cambio di consonante, basterebbe sostituire alla “f” di fucina la “c” di cucina per scoprire una realtà complementare e, in un certo qual modo sinergica e di sostanza, nella piena accezione del termine, che favorisce concretamente l’attività ciclistica costituendo una non risibile forma di finanziamento per consentire anche così l’attività ciclistica di tanti giovani tesserati.
La cucina è, in effetti, un elemento importante della vita societaria che interagisce come forma di finanziamento e motivo di socialità. E questo grazie alla “multidisciplinarietà” – tema e terminologia tanto d’attualità – che vede coinvolti dirigenti e tecnici che, in men che non si dica, quasi da Fregoli, si trasformano in cuochi, camerieri, baristi e anche in inservienti, senza problemi e distinzioni di ruoli per trasformare l’ampia sede sociale in un ristorante anche con numeri importanti.
Magari il menu e la proposta culinaria non rispondono ai canoni in questo periodo imperanti nei numerosi e dilaganti serial, televisivi e non, con soggetto la cucina. Il servizio al Molinello potrebbe essere tranquillamente definito spartano. E’ sì spartano, senza orpelli, ma non scarso – anzi….. - sia nelle proposte e sia nelle porzioni. Un cavallo di battaglia, e il paragone non suoni indelicato, è il “musso” (per i non veneti è l’asino) proposto in molte varianti, sempre apprezzato. Non tutto ma di tutto è comunque cucinato al Circolo del Molinello, menu sempre abbondantemente innaffiati, proposti di routine ma anche su specifica ordinazione, a prezzi oltremodo modici come si diceva una volta, grazie all’impegno costante di molti volontari, uomini e donne, che sono ripagati dalla soddisfazione di vedere l’impegno dei tanti ragazzi in bicicletta e, perché no, delle vittorie. Una storia che dura da molti anni come testimoniano le maglie e le foto che adornano la sala e che fronteggia bene la crisi anche in questi tempi difficili.
Non facciamo nomi e accomuniamo tutti, dirigenti, tecnici, accompagnatori e volontari in un’unica citazione nel nome della Polisportiva Molinello. L’ultima performance, con tema la cucina valtellinese con il piatto principe dei pizzoccheri, ha visto radunarsi in un’allegra serata molti rappresentanti dello staff di RCS Sport e altri amici che qui possono essere considerati “di casa” per i trascorsi di Stefano Allocchio a Cesano Maderno, come testimoniano le foto di Tibefoto60, Tiberio Belingheri, altro assiduo frequentatore e amico del Molinello. E’ invece andata male per il “boss” Mauro Vegni che, per i soliti impegni di lavoro, si è trovato f.t.m. (fuori tempo massimo). Gli sarà sicuramente offerta una successiva possibilità, magari con abbacchio, coda alla vaccinara e Cannellino di Frascati…..
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