La Spagna perde le olimpiadi per la sua politica antidoping
POLITICA | 08/09/2013 | 11:57 L'uscita di Madrid dalla gara per l'assegnazione delle Olimpiadi del 2020 rappresenta per la Spagna una sconfitta durissima, che va ben al di là dell'ambito sportivo, proprio nel momento in cui il governo di Mariano Rajoy sottolineava di intravedere la luce alla fine del tunnel della crisi. Rajoy aveva detto piu’ volte che "tutta la Spagna" sosteneva il progetto della capitale.
Il ko giunto nella notte a Madrid da Buenos Aires avrà un effetto pesante su tutta la nazione, ben al di là dei confini della città, che ancora una volta ha visto sfuggire il sogno olimpico. Lo shock sarà difficile da superare. Nella delegazione e tra i tanti giornalisti spagnoli presenti a Buenos Aires ci si domanda cos'è che non è funzionato, quale sia stata la ragione di questa inattesa 'derrotà, quale meccanismo si sia inceppato.
L'imputato numero uno, almeno per ora, è il doping. Proprio, fra l'altro, quello che doveva essere uno dei guai più grandi per la Turchia. A sorpresa, durante la conferenza stampa dopo la presentazione della candidatura di Rajoy (nella foto), sullo stesso capo del governo e sull'intera delegazione sono piovute due-tre implacabili domande sul 'dossier doping'. Il riferimento era, ma non solo, relativo alla 'Operacion Puertò, il più grave scandalo doping che tempo fa ha colpito lo sport spagnolo, e il ciclismo in particolare, e che ha lambito anche altre discipline.
«Siamo il sesto paese al mondo per numero di controlli antidoping, e abbiamo promosso una normativa nuova per rafforzare le condanne. Il nostro impegno su questo fronte è assoluto», aveva risposto Alejandro Blanco, presidente del comitato olimpico nazionale.
Ma forse proprio dopo l'incontro stampa da parte spagnola si è incominciato ad avere dei dubbi su quello che poi è successo. Altro aspetto che da domani gli spagnoli esamineranno attentamente è quello della presentazione del progetto fatta ai delegati Coi da parte non solo di Rajoy o Blanco ma anche del principe Felipe e della sindaco della capitale, Ana Botella. Un approccio che probabilmente ha dato poco spazio agli aspetti tecnici e puntuali del progetto, lasciando spazio ad altre priorità e scelte. Sia nella presentazione sia nelle risposte ai cronisti Rajoy ha per esempio ricordato con determinazione che l'economia spagnola è sull'uscito della strada che la porterà alla ripresa.
Nel sottolineare che «questo è stato il migliore anno della storia del paese sul fronte del turismo», Rajoy ha infatti aggiunto: «non sono stati bei tempi per gli spagnoli. Ora però s'incomincia a vedere la luce alla fine del tunnel».
Poco prima, la sindaco della città, Ana Botella, aveva ricordato che «Madrid è bella e divertente, è una città magica». «Nessuno celebra la vita come il popolo spagnolo, la nostra è una città di cultura e divertente, oltre ad avere il miglior progetto per i Giochi. Niente di più rilassante - aveva detto sorridendo - di un caffelatte alla Plaza Mayor».
Queste sono le notizie che ti fanno passare bene la giornata. Felice che la Spagna non abbia avuto le Olimpiadi per questo motivo
Michele Bufalino
"altre discipline"
8 settembre 2013 13:46gianni
Al termine del terzo paragrafo si legge: ..."e che ha lambito anche altre discipline". Queste "altre discipline", quanto a doping, non si sono toccate e Madrid ha subito una sconfitta clamorosa.
Ma questo, vale anche per l'Italia, dove le "altre discipline" non state appena sfiorate dall'azione antidoping. Il calcio (ma non solo) ha controlli antidoping rapportabili a quelli del ciclismo a metà degli anni Novanta del secolo scorso.
saluti
gianni cometti
il boomerang
8 settembre 2013 15:06limatore
hanno voluto insabbiare l'opazione Puerto ed ecco che la comunità sportiva gliela fà pagare! benissimo!!! una cosa fatto bene.
8 settembre 2013 17:51foxmulder
Che resti tra di noi, ma sono piuttosto soddisfatto...
8 settembre 2013 19:27angelofrancini
@gianni cometti.
Caro Gianni ritengo sia inutile raffrontarci al calcio per molti e semplici motivi.
Dobbiamo guardare e compararci con ciò che avviene negli sport similari al ciclismo su strada. Ovvero ove l'impegno richiesto all'atleta di quegli sport è similare a quello richiesto al ciclista: durata della gara, sforzo fisico, condizioni ambientali.
Per capirci: se faccio la velocità in pista, non ho bisogno di un doping simile a quello di chi fa strada (con questo non affermo che bisogna fare il doping, è un paragone!) L’impegno fisico è completamente diverso.
Nel calcio si può parlare più di abuso di cure mediche, ma però ci dimentichiamo che la Carta europea dello Sport anzi le promuove e sostiene.
Ora la Spagna ha perso, e tutti siamo contenti, ma fra loro e noi che differenza esiste?
Noi ne abbiamo fatte forse di peggio in materia: e per noi non intendo il ciclismo, ma lo sport italiano nel suo insieme.
Quando la Magistratura ed il Coni diranno che fine hanno fatto i nomi che erano nei file di Conconi e Ferrari e chi pagava le loro prestazioni in favore degli atleti di certe discipline, all’epoca dominatrici, potremo parlare a testa alta.
Ma queste domande resteranno sempre senza risposta, come tutti i misteri italiani, e quindi non alziamo troppo la cresta per cantare vittoria.
Il nostro Inno nazionale è quasi una metafora in questo senso:
“Dov'è la Vittoria, le porga la chioma, ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte, l'Italia chiamò”!
Se vogliamo leggere in senso sportivo questa metafora ci può solo portare al Palazzo H ed alle sue catacombe!
francini
8 settembre 2013 21:53cervo2
Disamina seria e condivisibile, sono pienamente d'accordo con lei.
Io mi occuperei seriamente di smantellare un sistema (il nostro) sul quale mai è stata fatta completa chiarezza, e che ha coinvolto figure ancor oggi largamente osannate da stampa e tifosi (o da chi semplicemente ne ha l'interesse, a vario titolo).
Poi penseremo a dare lezioni.
In queste occasioni .......
9 settembre 2013 10:19passion
......... (Vedi Olimpiadi)dove intervengono interessi stratosferici, mi colpisce come questa fantomatica "luce in fondo al tunnel", compaia e/o scompaia come le luci dell'albero di Natale. Questo fenomeno "elettrico" che pensavo fosse solo italiano, mi chiedo: non sarà mica una presa per ..... nei confronti del prossimo? mahhh!!!!
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