Fanini: giusto cancellare i nomi, è una lezione per i giovani

DOPING | 03/07/2013 | 09:26
«Ben venga se arrivano altre squalifiche e se altri campioni saranno tolti dagli annali. Sara’ un motivo in più per arricchire la cultura dei giovani, in modo che capiscano che nel ciclismo non c’e’ piu’ posto per gli imbroglioni». Cosi’ la pensa Ivano Fanini sull’ipotesi di cancellazione per Marco Pantani dall’albo d’oro del Tour de France.
«E’ brutto parlare dei morti, come il povero Pantani - ha premesso il patron della squadra ciclistica Amore e Vita, da anni in lotta contro il doping -. Io - ha ricordato, parlando con l’ANSA e con Radio 2000 - fui l’unico ad avere il coraggio, quando era in vita ed era intoccabile, di denunciarlo per la storia delle provette scambiate con Forconi. Se in quel periodo fossi stato ascoltato, invece che isolato, forse Marco, al quale volevo molto bene, sarebbe ancora vivo, cosi’ come lo sarebbero molti altri. E’ inutile continuare a prendersi in giro e andare avanti come negli ultimi 15 anni, anche se molto e’ stato fatto’’. E se per le vicende retro-attive ‘’ha pagato finora solo Armstrong, anche tutti gli altri possono e devono pagare. La farsa deve finire».
Fanini e’ quindi tornato sul giro d’Italia del 1996, quando un blitz dei Nas di Firenze che avrebbe dovuto fermare tutta la carovana a Brindisi «salto’ per una soffiata». In quel caso «perdemmo l’occasione giusta per bloccare tutti i corridori, personali e direttori sportivi. Sarebbero stati presi con le mani nel sacco, compresi quelli della mia squadra che vinsero due tappe. Fui io a pensare di far fare quel blitz, per costringere tutti a cambiar vita, in quanto con tutte le esperienze, i ragazzi che cominciavano a morire e per il bene che voglio ai corridori e per la loro salute, ritenevo che dovevamo fermarci già nel 1996 e ripartire da zero con nuove mentalità. Ma tutto salto’ e chi voleva il ciclismo pulito si e’ dovuto accontentare che Nas, Guardia di Finanza e Gendarmeria francese entrassero nel ciclismo a 360 gradi».
Grazie a tutto questo «dopo anni di battaglie, anche se c’e’ ancora molto da fare, ci sono molti meno morti e controlli piu’ sofisticati».

comunicato Amore&Vita
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COMMENTI
I fatti di confermano sempre le sue parole
3 luglio 2013 11:18 pietrogiuliani
Qualunque cosa si possa dire o pensare di Fanini, bisogna ammettere che alla fine ha sempre avuto ragione e le sue denucnie, molte volte scomode per tanti, si sono poi rivelate fondate. E' forse l'unico a parlare chiaro e a non avere paura di farlo, per questo viene criticato ma rimane ugualmente l'unico ad aver coraggio.
Bravo, continua così!

Fermare il ciclismo
3 luglio 2013 11:46 Bufalino
Giusto quello che dice l'amico Ivano, ma non basta.
Se dev'essere giustizia, dev'esserlo a 360 gradi. E come? Bisogna innanzitutto rendersi conto che, dopo che il giro del '96 l'ha vinto Riis confessando di essersi dopato, quello del '97 l'ha vinto un dopato, quello del '98, in questo caso anche, e quelli dal 99 al 2005 idem. Il Tour del 2006 è stato riassegnato dopo essere stato revocato, il tour 2010 anche. Insomma, oltre 10 anni di ciclismo ufficialmente dopati. Continuare così non ha senso. Ha senso solo se li scovi e li trovi tutti dal primo all'ultimo, non prima di avere bloccato il ciclismo almeno per un paio d'anni, riformando così TUTTO il movimento. Allora sì, avrebbe un senso.

Michele Bufalino

Ma.....
3 luglio 2013 11:55 gianca1960
Caro sig. Fanini ..... Ma allora Bani ?????

Non sono d'accordo!
3 luglio 2013 13:03 MdPR
Come ho scritto nel mio blog, all'indirizzo http://www.maurodellaportaraffo.com/2013/07/02/cancellare-pantani-una-puttanata/ non sono per niente d'accrodo alla cancellazione dei nomi.
MdPR

Forse mi sono perso qualcosa ...
3 luglio 2013 18:37 Melampo
Mi scusi, Sig. Fanini, leggo dal suo comunicato stampa quanto segue:

"Sarebbero stati presi con le mani nel sacco, compresi quelli della mia squadra che vinsero due tappe."

Ma, allora, se Lei sapeva che nella sua squadra accadevano delle cose illegali e contrarie ai regolamenti, perchè non ha allontanato chi di dovere, facendo le opportune denunce?

E' questo passaggio che non riesco a capire ...

per Pietrogiuliani
4 luglio 2013 09:03 fedaia66
a dir il vero Fanini ha dovuto pagare per le dichiarazioni su Nibali.
Per Bufalino.
e cosa servirebbe fermare il tutto? per ricominciare dopo di nuovo la mattanza?
e per quelli puliti?magari gregari da 1500 euro al mese? che danno subirebbero?
Il doping e' presente in modo massiccio anche negli altri sport.non trovo il ciclismo piu' falso di altre discipline.ove non e' il doping a mancare,ma l'antidoping.

Per Melampo:
4 luglio 2013 09:20 cimo
Di sicuro ha perso qualcosa, Fanini al tempo licenzio' dei suoi corridori pescati con le mani nella marmellata....io ne ricordo più di uno, basta leggere qui sotto......
"Il patron di Amore e Vita Giubileo Ivano Fanini ha annunciato che i due ciclisti, Timothy Jones e Massimo Gimondi, sono stati licenziati e verranno reinseriti nella squadra solo se faranno i nomi di chi ha fornito loro i prodotti dopanti. La societa', inoltre, si riserva la facolta' di denunciare i due corridori alle autorita' giudiziarie e di richiedere loro il risarcimento dei danni d'immagine subiti.

Amore e Vita Giubileo, ha ricordato Fanini, ha gia' sospeso sei corridori ed un direttore sportivo nel 1998 per sospetti di doping e quest'anno ha gia' licenziato Filippo Meloni. "La sospensione dal Giro di Svizzera - ha rilevato Fanini - e' la dimostrazione che anche i corridori di Amore e Vita Giubileo, nonostante le imposizioni antidoping della societa', hanno assunto sostanze dopanti privatamente e all'insaputa dei loro dirigenti, pur di competere con gli altri avversari e per sperare di ottenere in futuro grossi contratti".
Oltretutto, prima delle gare a tappe - ha osservato ancora Fanini - i corridori devono evidentemente assumere grossi dosaggi perche' durante le gare la societa' vieta loro di portare alcun tipo di medicinale o attrezzatura necessarie ad eludere i controlli"." Losanna, 17 giugno 1999





Per cimo:
4 luglio 2013 16:04 Melampo
Sì, ho capito: non mi ero perso niente.

Il 17 Giugno, oramai "dopo i fuochi" ...

Fedaia66
4 luglio 2013 16:37 Bufalino
Intanto rispondo a fedaia66. Credo che sia necessario far ripartire il mondo del ciclismo semplicemente perché allo stato attuale ha perso completamente ogni credibilità sportiva e non. Bisogna fermare i lavori per permettere una volta per tutte di riformare completamente la categoria, magari modificando le gare, con chilometraggi più bassi, corse a tappe più brevi, etc. Ognuno raccoglie ciò che semina. Se ti comporti male, ne paghi le conseguenze. Se non si fosse dopato nessuno non faresti neanche questi discorsi sui poveri ciclisti che rimarrebbero senza lavoro. Sono proprio quelli che si sono comportati bene che dovrebbero ribellarsi e arrabbiarsi con i dopati. Invece è sempre stata una corsa al silenzio. Bisogna fare così, altrimenti è tutto inutile.

Infine, per chi se l'è perso, ecco l'articolo della gazzetta del 27 giugno.. con tutti gli italiani che erano presenti a quel tour, sperando che risultino positivi il meno possibile.

LA VICENDA POSITIVO JALABERT DOPO 15 ANNI
Tour ‘98, la verità dei nuovi test
L’Epo in 44 provette su 60
Gli italiani in gara erano 52
Terza puntata dei nuovi
test antidoping effettuati, nel
2004, sui campioni di urina del
Tour 1998 vinto da Marco
Pantani. Si sa che l’Afld, l’agenzia
antidoping francese, testò
con il nuovo metodo antiEpo
60 campioni conservati nel
laboratorio di ChatenayMalabry:
di questi, 44 contenevano Epo in
quantità elevatissime. Il primo
positivo, comunicato dalla
commissione del Senato
francese che sta indagando sul
doping, è stato Laurent Jalabert.
Ma attenzione: 44 provette non
vogliono dire 44 nomi. Ci sono
stati corridori, come sempre nelle
corse a tappe, testati più volte.
Sappiamo che la verità sportiva
di quegli anni è completamente
diversa da quella storica, che ha
accertato l’uso diffusissimo di
Epo, impossibile da rintracciare
ai controlli sino a Sydney 2000.
Ma quanti e chi erano gli italiani al
via del Tour 1998, vinto da
Pantani sul tedesco Ullrich e
sull’americano Julich? Erano 52:
F. Frattini, Pantani, Barbero,
Borgheresi, Conti, Fontanelli,
Forconi, Podenzana, Traversoni,
Ballerini, Di Grande, Nardello, Tafi,
Zanini, Elli, Massi, Poli, Cipollini,
Calcaterra, Donati, Fagnini,
Fornaciari, Mazzoleni, M. Mori,
Piepoli, Scirea, F. Casagrande,
Lelli, Brasi, Crepaldi, F. Guidi, L.
Guidi, Martinello, Sacchi, Bianchi,
Bongioni, D. Ferrari, Pozzi,
Roscioli, Schiavina, Simeoni,
Turicchia, Ferrigato, Baldato,
Brignoli, R. Caruso, Casagranda,
De Beni, Minali, Pistore,
Spezialetti, Sciandri.

Per Bufalino
4 luglio 2013 17:59 Melampo
Vorrei farLe rispettosamente una domanda: tenuto conto che tutti sono d'accordo (mi par di capire, se qualcuno ha qualcosa in contrario mi rettifichi pure) che negli anni '90-2000 il ciclismo fosse la sagra del doping, secondo Lei, oggi, nel ciclismo, rispetto a quegli anni:
a) il doping è scomparso;
b) il doping è diminuito;
c) il doping è allo stesso livello;
d) il doping è aumentato?

La ringrazio anticipatamente per la Sua eventuale gentile risposta.

Melampo
4 luglio 2013 19:25 Bufalino
Oggi nel ciclismo, modesto parere, il doping è allo stesso livello, forse addirittura aumentato, ma solo perché le pratiche dopanti sono ormai avanzatissime e l'antidoping fa fatica a stare al passo.

Se dal 1996 (e Fanini ne sa qualcosa) si fosse iniziato a colpire veramente e ferocemente, e anche a fermare tutto il movimento già da allora, forse oggi non ce ne sarebbe stato bisogno, e forse tutte quelle morti eccellenti non sarebbero avvenute (Pantani in testa).

Lo dico con molto dispiacere, e va anche detto che tutta quella gente che ha sempre detto che noi giornalisti che parliamo di doping siamo degli infami, e che il doping era un'invenzione dei media, si dovrebbe forse fare un bell'esame di coscienza.

Michele Bufalino

melampo
5 luglio 2013 09:17 cimo
Bravo...lei ha capito tutto...e non si è perso niente....bravo...

5 luglio 2013 16:32 Melampo
Per Bufalino: concordo pienamente con Lei per il 1° ed il 3° capoverso, senza inutili falsi moralismi: i materiali sì, ma non si fanno certi tempi ...
Per quanto riguarda il 2° capoverso, non mi trovo molto d'accordo con Lei, ed infatti, io ed i miei amici, che avevamo una squadra di Juniores, quando ci rendemmo conto che c'era gente che mai aveva visto l'arrivo, dalla sera alla mattina si permetteva di dare 25 secondi su una cronoscalata di 4 Km ad un certo Fabian Cancellara, decidemmo che la misura era colma (già da tempo...), che non ce la sentivamo più, a questo punto, di prendere in giro ragazzi e genitori con le storielle dell'allenamento, dell'alimentazione e del riposo, e che era meglio prendere per buono il fatto che certe "buone abitudini" erano scese anche in queste categorie giovanili. E, non avendo prove però di ciò, decidemmo, senza polemiche od altro, di lasciar fare e ritirarci. Per sempre.

Ecco, caro "cimo", cosa vuol dire arrivare "dopo i fuochi". Senza nessun secondo fine od intendimento. Un saluto ad entrambi.

Per Melampo.
8 luglio 2013 10:45 cimo
Ricambio i saluti e la ringrazio per il chiarimento, alla prossima.



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