Davide BALLERINI. 10 e lode. Rompe il ghiaccio dopo oltre tre anni di digiuno in Turchia e si pappa una delizia al limone sul traguardo di Napoli al Giro, a due passi dal Gambrinus. Numero da equilibrista e virtuoso del pedale, ma che gambe, che cuore e che occhio. Sì, anche un pizzico di buona sorte, che ci vuole sempre e comunque, soprattutto oggi, per evitare quella nuvola di Fantozzi che si palesa proprio sul più bello, rovinando un po’ tutto. Ma che bravo a dribblare tutto e tutti. Che bravo a tenere a bada tutto e tutti, soprattutto Stuyven, che non si da per vinto, ma a vincere è Davide, che va contro il destino Golia e spesso baro. Non è più un ragazzino – dice -, ma non è nemmeno un Matusalemme: Davide ha l’età giusta per togliersi altre soddisfazioni, per la pensione c’è tempo: magari a Napoli.
Jasper STUYVEN. 8. Resta in piedi, evita l’ammucchiata, ma non può evitare l’appuntamento con la storia che Davide Ballerini si è costruito a regola d’arte: lui può esserne solo testimone, oculare.
Paul MAGNIER. 10. Tecnicamente è da applausi a scena aperta. Finisce nell’ingorgo della caduta, mette piede a terra, ma è agile come un furetto e in un amen è già in sella. Da furetto a giaguaro è un attimo e se ci fosse ancora strada, sarebbe gazzella.
Luca MOZZATO. 7. Resta nelle zone alte e porta a casa un piazzamento che fa solo bene.
Filippo MAGLI. 7. Volata stravolta dalla caduta, lui zigzaga per tenersi a galla e galleggia alla perfezione.
Enrico ZANONCELLO. 7. Anche per lui il raggiungimento della top ten è un grande, grosso risultato. Lo ottiene con pazienza e velocità.
Mattia BAIS. 7. Il ragazzo della Polti VisitMalta si aggiudica l’unico Gpm di giornata: qualcosa in albergo porta.
Manuele TAROZZI. 7. Il romagnolo della Bardiani CSF 7 Saber si porta a casa lo sprint intermedio. Una volata che vale 12 punti per la speciale classifica della maglia Ciclamino.
Giulio CICCONE. 8. Arriva con gli occhi iniettati di sangue e il sorriso serrato di chi vorrebbe gridare la propria rabbia. Alla domanda con quale spirito affronterai il Blockhaus domani, l’abruzzese sibila tagliente un semplice: «Lo spirito è finito nella tappa di ieri».
Luca VERGALLITO. 7. Il bandito non scappa, va semplicemente in fuga: nel ciclismo ci sta. È permesso. È auspicabile. Oggi prende e va con il compagno di squadra targato Alpecin-Premier Tech Edward Planckaert. Con loro Martin Marcellusi, Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber) e Mattia Bais (Team Polti VisitMalta). Giornata segnata, priva di difficoltà: l’imperativo categorico è rimanere in piedi. Operazione riuscita.
Francesco PANCANI. 10 con lode e bacio accademico. Già ieri si è fatto sentire e apprezzare per aver preso posizione contro gli stupidi del villaggio, quelli dei cellulari e dei fumogeni o quelli che si avvicinano troppo ai corridori. Oggi ha fatto di più e di meglio, da vero e autentico testimone del servizio pubblico. Ha ricorso al VAR, nel senso che ha fatto rivedere il fattaccio con tanto di lente d’ingrandimento per far individuare meglio alle autorità competenti questo fenomeno che a più riprese, in una rotonda, fa il gesto di correre verso i corridori per spaventarli. Lui si diverte un mondo a fare avanti e indietro, allungando anche la gamba destra, nel tentativo di farli frenare bruscamente facendo perdere loro concentrazione ed equilibrio. Questo fenomeno, coadiuvato e incoraggiato da un altro demente in libera uscita, meriterebbe un pugno sul naso alla Wladimir Belli (Giro 2001, salita di Santa Barbara: pugno ad un tifoso scalmanato), ma visto che predichiamo correttezza, ci limitiamo a sperare che qualcuno possa intercettarlo per fargli passare almeno qualche mezz’oretta di apprensione.