Gaiardoni si candida sindaco di Milano: più piste ciclabili

| 22/03/2006 | 00:00
E' chiaro che nel programma politico di Sante Gaiardoni, campione del ciclismo anni '60, ci doveva essere la richiesta di qualche pista ciclabile in piu' perche' ''risolverebbe molti problemi''. E anche nel simbolo della lista che sosterra' l'ex sprinter, intenzionato a candidarsi a sindaco di Milano, non poteva che esserci una bicicletta. Con la ruota anteriore che riporta i colori dell' iride e quella posteriore divisa fra il rosso, il bianco e il verde. Non e' un esordio in assoluto quello di Gaiardoni. Alle regionali del 2005 apparve nel listino collegato al candidato presidente di Alternativa sociale. Adesso pero' promette che la sfida sara' fuori dai poli anche se non nasconde che ''sarebbe stato piu' facile accettare candidature in partiti consolidati, per trarne vantaggi personali''. Invece no: sara' corsa in solitario, come succedeva su pista alle Olimpiadi di Roma nel '60, con le due medaglie d'oro vinte: velocita' e chilometro da fermo. Il presente sono le tre vetrine del negozio in via Giambellino a Milano, attivita' ceduta di recente ma che resta la sua meta, con le bici appese al soffitto e le foto dei trionfi, dal titolo europeo dilettanti del '58 al mondiale di Lipsia, le grandi battaglie con Antonio Maspes. E poi le pedalate che Gaiardoni, 67 anni e ''un tumore alle spalle'', continua a non farsi mancare praticamente tutti i giorni. Poi, la politica. Con piu' piste ciclabili, sostiene, si potrebbe fare molto: miglior viabilita' e minor inquinamento, ad esempio, ''e sarebbe possibile raggiungere questi traguardi non certo dovendo usare finanziamenti stratosferici''. La bicicletta, dunque, ma non solo. Altro obiettivo e' ''portare avanti le esigenze del cittadino comune - spiega -, del lavoratore pendolare che chiede innanzitutto una decente vita di ogni giorno. Lo faccio per quelli che passano ore sui mezzi pubblici, lo faccio per quelli che una casa devono trovarla a decine di chilometri dal proprio lavoro. Non mi interessano le grandi cose se non abbiamo prima la soddisfazione della quotidianita'''. Quindi, ancora, la bici, e quello che fu il suo tempio: ''Nel mio programma ci sara' anche il Vigorelli, monumento nazionale dell'attivita' ciclistica, ricordato solo a parole e da progetti di ristrutturazione che dai politici non vengono mai realizzati. Rilanciare il velodromo non e' mica cosa difficile''. ''Fra i progetti in corso - aggiunge l'ex olimpionico - stiamo trattando per una campagna che sensibilizzi gli automobilisti a rispettare coloro che decidono di usare, in citta', la bicicletta come mezzo di locomozione. Costerebbe poco cercare di educare i meccanizzati al rispetto verso i ciclisti''. Il motivo e' anche una sorta di slogan: ''Una bicicletta in piu' per le strade equivale ad un'auto in meno in circolazione. La bici e' comoda, utile, pulita. Autisti, rispettiamo i ciclisti''. Ma come puo' pensare Sante Gaiardoni di fare il sindaco scontrandosi da solo contro le corazzate di centrodestra e centrosinistra? ''Vincere e' impossibile - risponde - ma se il gruppo che porto avanti e' forte, magari mi chiamano, mi danno una delega o chissa' che altro''. E se di fronte a un ipotetico ballottaggio i candidati di Unione e Casa delle Liberta' le chiedessero il suo appoggio? ''Preferisco la destra, e' logico. Con la Moratti, magari, forse. Con Ferrante no. Al momento con lui la porta e' chiusa''.
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