Festa rosa per Nibali in casa FSA

PROFESSIONISTI | 24/06/2013 | 18:44
Quattro settimane sono trascorse, ma l'emozione per il successo ottenuto al Giro d'Italia è ancora vivo per Vincenzo Nibali e per tutto il suo entourage. Anche perché premi e riconoscimenti stanno arrivano, meritatamente copiosi.
Oggi il capitano della Astana è stato protagonista di un in contro nella sede della FSA Europe, a Busnago, alle porte di Milano. Qui il general manager Claudio Marra ha voluto premiare il vincitore del Giro d'Italia con una targa ma soprattutto con due omaggi "personalizzati": una piega manubrio K-Force Light Carbon e un attacco manubrio OS-99 CSI esclusivi perché caratterizzati da un bordino rosa in omaggio all'impresa firmata da Nibali al Giro d'Italia.
«Siamo grati a Nibali - ha spiegato Marra - perché ci ha regalato davero emozioni fantastiche e perché con lui, come con tanti altri campioni che utilizzano i prpdotti FSA, c'è uno splendido dialogo che serve a noi per migliorare costantemente i nostri prodotti».
Nibali stamane è stato protagonista di un incontro con i bambini ricoverati all'ospedale di Bergamo dove fra l'altro ha incontrato il primario Antonino Cassisi, da 23 anni "trapiantato" a Bergamo ma originario di San Pier Niceto, in provincia di Messina.
Il corridore siciliano sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza, il 3 luglio volerà nuovamente in Kazakhstan con Vinokourov per un incontro al ministero dello sport e, al suo ritorno, salirà in altura al Passo San Pellegrino dove troverà alcuni compagni di squadra con i quali inizierà a preparare la seconda parte della sua stagione.

«In questo mese - ha detto Nibali ai tantigiornalisti presenti - mi sono res conto della grande popolarità che mi ha regalato la vittoria al Giro. Ho dovuto perfino cambiare il numero di cellulare... e mi dispiace dover dire dei no, ma non potevo davvero accettare tutti gli inviti che ho ricevuto. Ho trascorso qualche giorno a casa, poi sono stato cinque giorni in Kazakhstan ed infine ho passato una settimana a Messina con Rachele. Non so quante foto ho fatto, non so quanti autografi ho firmato: la popolarità è pesante ma è molto molto bella. Pensate che non ho ancora avuto il tempo per pensare ad un regalo per i miei compagni di squadra dopo il Giro, anzi nemmeno per un regalo a me stesso».
E adesso?
«Salirò all'Hotel Cristallo al Passo San Pellegrino, resteremo in altura 15 giorni con un po' di compagni di squadra, forse per qualche giorno ci raggiungeranno anche le nostre mogli. Poi, come annunciato, tornerò a correre al Giro di Polonia».
Hai visto il campionato italiano?
«È stata una bella corsa, dal finale intenso. Quando è nata la fuga decisiva ho fatto da subito il tifo per Ivan Santaromita, è un amico e ci alleniamo spesso insieme. Mi è spiaciuto non esserci, perché ho molto rispetto per iul campionato italiano, ma ma dopo il Giro e... il "dopo Giro" non era proprio possibile. Di sicuro ci sarò il prossimo anno».
Un collega giornalista gli chiede: cosa ne pensi di Wiggins che ha detto che non correrà mai più il Tour de France?
«Mi sembra strano, forse il Tour non sarà più un obiettivo prioritario, ma di sicuro Wiggins è un campione che saprà sicuramente farsi valere nelle stagioni a venire e vincerà ancora tanto. Il prossimo Tour? Bisogna stare attenti a Contador: Alberto è un grande e ha già dimostrato di saper ribaltare le situazioni come nessun altro, non credo proprio che parta battuto».
Al Tour ti vedremo nel 2014?
«Questo è il mio programma. Le Classiche? Certo, Amstel, Freccia e Liegi mi piacciono molto, ma anche la Sanremo mi piace molto, anche se non si adatta alle mie caratteristiche. Il mio problema, lo sapete, è che non sono veloce e quindi devo sempre inventarmi qualcosa per provare a vincerle. Credo che alla gente piaccia il fatto che io oso, che ci provo ad inventarmi sempre qualcosa».
Infine Vincenzo ha dato il via ad una crociata importante: «Sento parlare di lotta alle radioline, ma non è quello il problema. A parte il fatto che io ritengo le radioline utili sotto il profilo della sicurezza, io dico che il vero problema sono i misuratori di potenza. Quella è la rovina del ciclismo: basta vedere la Sky, per esempio, i cui corridori si piazzano lì in testa gruppo, guardando battiti cardiaci e potenza... Io non m metto nemmeno la fascia al petto...».
Infine, un'idea mondiale.
«Ho provato il percorso, mi piace. Mi sembra un pochino meno duro di Mendrisio quindi uno degli uomini da battere sarà sicuramente Fabian Cancellara».
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