GIRO D'ITALIA | 21/05/2013 | 21:55 A volte non servono le grandi montagne per assistere a una grande corsa, e la 16a tappa del Giro d’Italia, 238 km da Valloire a Ivrea, non ha fatto che confermare questo postulato. Due Gran Premi della Montagna, uno nella prima parte e uno che svettava a poco meno di 20 km dal temine, sono stati i trampolini di un’altra performance spettacolare degli Escarabajos del Team Colombia, che hanno tentato di sfruttare tutte le opportunità per centrare il grande obiettivo nella frazione di martedì 21 Maggio. Lo spagnolo Benat Intxausti (Movistar) è stato il più rapido fra i tre uomini evasi dal gruppo Maglia Rosa negli ultimi 2 km di gara, anticipando sul traguardo l’estone Tanel Kangert (Astana) e il polacco Przemislaw Niemec (Lampre). Fabio Duarte si è piazzato 16° sul traguardo dopo aver sostenuto un enorme sforzo negli ultimi 30 km di gara che lo hanno visto assoluto protagonista, mentre Vincenzo Nibali (Astana) ha conservato la sua maglia rosa senza particolari difficoltà.
Ma Duarte non è stato l’unico atleta del Team Colombia a mettersi in evidenza: in precedenza, Darwin Atapuma e Robinson Chalapud si erano perentoriamente riportati all’interno di una fuga di 22 uomini partita nei primi 30 km di gara. Non è stata però un’impresa semplice, come spiega il DS Valerio Tebaldi: “Eravamo davvero determinati per questa tappa, e lo abbiamo mostrato subito, correndo nelle prime posizioni dai primi chilometri. Poi però ci è scappato un gruppo di 16 uomini, e Leonardo Duque ha fatto un lavoro eccezionale nel tenerli a distanza di sicurezza fino a quando Puma e Chala non sono partiti per riportarsi davanti.”
Il gruppo dei battistrada includeva diversi uomini con mire di classifica, a cominciare da Damiano Caruso (Cannondale), distanziato meno di 10 minuti da Nibali. Per questa ragione, il gruppo maglia rosa non ha lasciato grande spazio all’azione, e l’inseguimento promosso da Katusha e RadioShack ha frustrato tutti gli sforzi dei fuggitivi, il cui gruppo si è poi frantumato a causa della mancanza di collaborazione.
Tuttavia, tutti i reduci della fuga del mattino sono stati rapidamente ripresi e superati da un’altra, perentoria accelerazione di Fabio Duarte: l’ex campione del mondo under 23 è passato all’attacco sulle primissime rampe dell’ascesa finale, e si è visto riprendere dal gruppo maglia rosa a soli 500 metri dalla vetta, quando si trovava in testa alla corsa insieme a Pirazzi: “L’atleta della Bardiani sembrava non avere energie per alimentare l’azione, ma poi le ha trovate per cercare di staccarmi in vista del GPM. Non ci è riuscito, ma sicuramente avremmo avuto più possibilità di cercare il risultato se avessimo proceduto di comune accordo,” ha commentato Duarte dopo la gara.
Diversi attacchi si sono succeduti sulla tecnica discesa successiva, dove Fabio è rimasto lievemente distanziato a causa di una curva sbagliata, ma è poi riuscito a ritornare sui migliori e a trovare le ultime energie per tentare l’allungo a 800 metri dal termine. “Siamo nell’ultima settimana di corsa, e vogliamo un successo di tappa. Non ci tireremo indietro, e sento che siamo sempre più vicini. Oggi non avremmo potuto fare più di così, ci abbiamo provato in tanti e abbiamo sputato fuori l’anima. Non mancano tante tappe, ma se continuiamo a correre così, ci rivedrete sicuramente davanti,” ha proseguito Duarte.
Il DS Valerio Tebaldi si è detto ancora una volta felice della prestazione dei suoi, protagonisti di un’altra superba prova di squadra: “Ci manca sempre quel pizzico di fortuna. Abbiamo corso alla grande, riuscendo a rimediare con grinta alla situazione di difficoltà iniziale e cercando le opportunità sia da lontano che nel finale. Sappiamo che le opportunità residue sono poche, ma non posso certo lamentarmi di una prova come questa. I nostri ragazzi stanno mostrando una condizione eccellente pur essendo nella terza settimana – Chala è andato ancora all’attacco nonostante le fitte alle costole – e non smetteremo di lottare fino a quando non avremo ottenuto ciò che vogliamo.”
Domani gli atleti affronteranno la 17a frazione, 214 km da Caravaggio a Vicenza: basterà il GPM di Crosara, a 17 km dal termine, per rivedere gli Escarabajos davanti a tutti?
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