Amburgo, Bettini e Rebellin all'assalto della Coppa
| 31/07/2004 | 00:00 Paolo Bettini e Davide Rebellin: i due volti del ciclismo italiano. Capitano della nazionale olimpica il toscano, grande escluso il veneto. Si ritroveranno domani nella Classica di Amburgo, sesta prova della Coppa del Mondo che riparte per il suo ciclo estivo. ''Il mio obiettivo e' Atene, domani pero' voglio essere protagonista - dice Bettini - Se faccio una bella azione, non importa se poi arrivo quarto. L'importante e' testare la condizione''. Che dovrebbe essere buona, visto che nell'ultima tappa del Tour e' persino andato in fuga con dieci compagni d'avventura nel finale sui Campi Elisi. Poi la fuga e' evaporata, ma Paolo e' uscito bene dal Tour, anche se non ha vinto. Punta tutto sulla corsa olimpica, il toscano. Nel 2003 e' arrivato in vetta alla classifica mondiale, ora e' secondo. Ha vinto molto meno (una tappa al Mediterraneo, una tappa e la generale della Tirreno-Adriatico, una tappa al Giro di Svizzera) ma gia' all'inizio dell' anno aveva detto che il sogno era a cinque cerchi. Anche Davide Rebellin aveva lo stesso sogno e pensava di poterlo realizzare dopo il fantastico tris di aprile: Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi nell'arco di otto fantastici giorni. Invece e' stato escluso dalla lista ed e' costretto a 'consolarsi' con la Coppa del Mondo. E' in testa alla classifica con 200 punri, 56 punti di vantaggio sull'olandese Michael Boogerd, 69 sul tedesco Steffen Wesemann (vincitore del Fiandre) e 73 sullo spagnolo Oscar Freire (Milano-Sanremo). ''Oltre che per la Coppa, tutto il mio lavoro era stato pensato per le Olimpiadi - dice Davide - Inutile nascondere il mio dispiacere. Credo che avrei meritato maggior rispetto: in fondo sono sempre il leader di Coppa''. La Classica di Amburgo sara' la prima occasione per far venire qualche rimorso al ct Ballerini. Per Jan Ullrich sara' invece il momento della verita' con la sua squadra. Dopo aver mancato il podio del Tour il tedesco e' stato duramente criticato dal ds della Telekom, Walter Godefroot: ''Armstrong vive per il ciclismo, Jan fa del ciclismo per vivere''. Jan ha promesso che non lascera' passare l'affronto.
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