INCHIESTA | 08/03/2013 | 09:35 Nuova puntata della nostra inchiesta su Sciandri sì o Sciandri no. Oggi è la volta di Giorgio Viberti, firma ciclistica de «La Stampa», che porta nell'Agorà di tuttobiciweb.it il suo pensiero in merito alla probabilissima nomina a commissario tecnico azzurro di Maximilian Sciandri. Ecco il suo pensiero.
Max Sciandri ct azzurro? Rispondo «nì». Intendiamoci: si tratta di un ottimo tecnico, di un intenditore di ciclismo, di un profondo conoscitore della realtà italiana come di quella internazionale, in grado tra l'altro - il che non guasta, in questi tempi - di comunicare senza alcun problema e in modo diretto con un mondo del ciclismo diventato ormai anglofono, a partire dai vertici dell'Uci. Fatta questo doverosa premessa, non sarà facile però conciliare il ruolo rivestito da Sciandri nel team Bmc, uno dei colossi del ciclismo mondiale, con quello di ct azzurro. Certo, probabilmente la nostra Federazione non ha la disponibilità economica per permettersi uno Sciandri a tempo pieno. Ma forse allora - per evitare conflitti di interesse, possibili incomprensioni, magari persino sospetti - sarebbe stato meglio mantenere Bettini nel ruolo di ct o rilevarlo con un tecnico libero da altre incombenze contrattuali. E mi rifiuto di pensare che in Italia non ci sia nessun altro con le competenze, il carisma e l'esperienza sufficienti per cavarsela alla grande sull'ammiraglia azzurra. Giorgio Viberti
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